Az. Agricola "La Sopravissana dei Sibillini" di Silvia Bonomi

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Az. Agricola "La Sopravissana dei Sibillini" di Silvia Bonomi Siamo una micro Azienda Agricola incastonata nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Produciamo esclusivamente lana!🧶

Alleviamo pecore Sopravissane, asini e galline, grazie all ausilio dei nostri insostituibili Pastori Maremmano Abruzzese.

Chi non ha mai condiviso la propria vita con un cane Pastore, probabilmente non potrà comprendere fino in fondo quello c...
01/11/2026

Chi non ha mai condiviso la propria vita con un cane Pastore, probabilmente non potrà comprendere fino in fondo quello che sto per raccontare.

Per me, i miei cani non sono semplicemente "animali da lavoro": sono parte della mia vita, della mia quotidianità, del mio modo di vivere la montagna e di interpretare il mestiere di pastora.
Sono presenze che accompagnano ogni mia giornata, che condividono con me fatiche, silenzi, preoccupazioni e soddisfazioni.
Con loro ho costruito un rapporto che non si misura attraverso il numero dei comandi che conoscono, ma attraverso tutto ciò che siamo capaci di comprenderci senza pronunciare una sola parola.
Io mi fido di loro. E loro si fidano di me ♥️

È una fiducia che nasce dal tempo trascorso insieme, dalla conoscenza reciproca, dalla coerenza dei gesti e dalla consapevolezza che ognuno di noi ha un ruolo, una responsabilità e una propria capacità di leggere il mondo.

Quando sono con le mie pecore, loro sono i miei occhi, le mie orecchie, il mio fiuto. Vedono ciò che io non vedo, sentono ciò che io non sento, percepiscono presenze che i miei sensi non riescono a intercettare. Mi anticipano, avvertono, accompagnano, scortano. Proteggono 🔥
A volte capiscono che qualcosa non va molto prima che io possa anche solo immaginarlo.
Ed io ho imparato ad ascoltarli.

Ho imparato che dietro il girare la testa, un movimento quasi impercettibile delle orecchie, uno sguardo rivolto improvvisamente verso una direzione, un repentino cambiamento di postura, può esserci un'informazione preziosa. Molto preziosa 🐺
Ho imparato a riconoscere le loro intenzioni, i loro comportamenti, il loro marchiare il territorio.
Ho imparato che non sempre devo intervenire, perché spesso il modo migliore di collaborare con loro è semplicemente lasciare che facciano ciò per cui sono nati.

Ma c'è qualcosa che va ancora oltre il lavoro, ovvero il loro modo di esserci.
La loro presenza discreta, la loro incrollabile lealtà, quella capacità straordinaria di rimanere accanto al gregge e di assumersi una responsabilità senza bisogno di riconoscimenti.
Non cercano applausi, non chiedono gratitudine, non hanno bisogno di sentirsi dire quanto siano importanti. Semplicemente, vivono il loro compito con una dedizione che ogni giorno continua a emozionarmi e a commuovermi 🥹 - il più delle volte, confesso!

E quando li guardo negli occhi, penso a quanto sia grande la responsabilità che abbiamo noi esseri umani nei loro confronti.
Perché questi cani ci affidano la loro vita, proprio come noi affidiamo loro una parte della nostra. Meritano rispetto, comprensione, conoscenza e la possibilità di esprimere pienamente la propria natura.
Non sono strumenti da utilizzare, né macchine da protezione: sono esseri viventi con una sensibilità, un'intelligenza e una personalità straordinarie.

Non pretendo che siano perfetti, non pretendo siano infallibili, ma pretendo da me stessa di essere all'altezza della fiducia che loro ripongono in me 💎

Ci sono giornate difficili. Giornate in cui la montagna sembra non concedere tregua, in cui la stanchezza si fa sentire e le responsabilità sembrano pesare più del solito. Eppure, in mezzo a tutto questo, basta uno sguardo, una presenza familiare, un cane che si avvicina o che semplicemente continua a svolgere il proprio lavoro, per ricordarmi perché ho scelto questa vita.

Forse è difficile spiegare a chi non la vive quotidianamente quanto possa essere profondo il legame tra un pastore e i suoi cani.

Io non ho bisogno e non pretendo che mi stiano sempre vicino, non ho bisogno che mi cerchino continuamente. Mi basta sapere che ci sono, che posso contare su di loro e che loro possono contare su di me.
È una forma di amore che non pretende di possedere, che non ha bisogno di trattenere e che non si alimenta di parole.
È un amore fatto di libertà, rispetto e appartenenza.

E se c'è una cosa che questi cani mi hanno insegnato, è che la lealtà più autentica non ha bisogno di essere dichiarata: si riconosce nei comportamenti, nella presenza discreta - ma costante - e nella capacità di esserci anche quando nessuno sta guardando ciò che facciamo.

Io sono un pastore. E nella mia vita ho la fortuna di non camminare mai davvero da sola 👣♥️🐾
Perché tra queste montagne, insieme alle mie pecore, ci sono loro, i miei cani.
La mia fiducia, la mia sicurezza, una parte della mia famiglia e, soprattutto, alcuni degli esseri viventi ai quali devo una parte importante di ciò che sono.

Non so se riuscirò mai a restituire loro tutto quello che mi danno, ma so che ogni giorno, quando li guardo lavorare, quando incrocio i loro occhi o quando li vedo vegliare sul gregge, sento di appartenere a qualcosa di antico, autentico e meravigliosamente grande.
E ringrazio la vita per avermi permesso di conoscerlo 🥹

Perché certe creature non parlano la nostra stessa lingua, ma riescono comunque a capire il nostro cuore e a creare un senso - immenso♥️ - di appartenenza - l'uno all'altra.

Buona serata a tutti ♥️

01/11/2026

💔🩹❤️‍🩹

Datti più credito.Stai cercando di crescere mentre provi a guarire💔🩹❤️‍🩹.Stai cercando di perdonare mentre affronti un l...
01/11/2026

Datti più credito.
Stai cercando di crescere mentre provi a guarire💔🩹❤️‍🩹.
Stai cercando di perdonare mentre affronti un lutto🥀.
Stai cercando risposte mentre impari a lasciar andare.
E stai cercando di amare gli altri mentre impari di nuovo ad amare te stesso.

Stai facendo del tuo meglio.
E questo conta più di quanto pensi! 🌱🥹✊🏻🥰

Buongiorno e buona Domenica ❄️ a tutti...
..anche se noi siamo un po' assonnati!🥱♥️😜



"Una volta la nonna mi aveva dato consiglio:nei periodi difficili, vai avanti a piccoli passi. Fai ciò che devi fare, ma...
29/10/2026

"Una volta la nonna mi aveva dato consiglio:
nei periodi difficili, vai avanti a piccoli passi.
Fai ciò che devi fare, ma poco alla volta.
Non pensare al futuro, nemmeno a quello che potrebbe accadere domani.
Lava i piatti. Togli la polvere. Scrivi una lettera. Fai una minestra.
Vedi?
Stai andando avanti passo dopo passo!
Fai un passo e fermati. Riposati. Fatti i complimenti!
Fai un altro passo. Poi un altro.
Non te ne accorgerai, ma i tuoi passi diventeranno sempre più grandi.
E verrà il tempo in cui potrai pensare al futuro senza piangere!"

(Elena Mikhalkova, La stanza delle chiavi antiche)

...piano piano, un passo alla volta 👣💪🏻🥹

Nel frattempo...grazie ad ognuno di voi, per essere incredibilmente arrivati - nonostante tutto! - a su questa piccola pagina!♥️🥲



"Grandma once gave me advice:
In difficult times, you take small steps.
Do what you have to do, but little by little.
Don't think about the future, not even what might happen tomorrow.
Wash the dishes. Remove the dust. Write a letter. Make a soup.
You see?
You're moving forward step by step!
Take a step and stop. Rest. Compliment yourself. Take another step. Then another.
You won't notice, but your steps will get bigger and bigger.
And the time will come when you can think about the future without crying!"

(Elena Mikhalkova, The Room of Ancient Keys)

Slowly, one step at a time 👣💪🏻🥹

In the meantime...thank you to each and every one of you, for incredibly arriving - despite everything! - to on this little page!♥️🥲

🇮🇹🇦🇺 DALL’APPENNINO ITALIANO ALL’AUSTRALIA: LE NOSTRE ECCELLENZE, LE NOSTRE RADICI, IL NOSTRO FUTURO.Oggi il tour del mi...
26/10/2026

🇮🇹🇦🇺 DALL’APPENNINO ITALIANO ALL’AUSTRALIA: LE NOSTRE ECCELLENZE, LE NOSTRE RADICI, IL NOSTRO FUTURO.

Oggi il tour del mio adorato Paul Gibb ci ha portati a Campi di Norcia, in visita all’Azienda Agricola di Emiliano Graziosi, per scoprire da vicino una realtà produttiva che racconta molto del nostro territorio e del valore dell’agricoltura italiana.

Abbiamo visitato il caseificio, la stalla e la meravigliosa sala di mungitura, mostrando concretamente cosa significa trasformare il lavoro quotidiano, la cura degli animali e la conoscenza tramandata nel tempo in prodotti di eccellenza.

E, naturalmente, non potevano mancare le foto di rito con Paul accanto a una meravigliosa forma di formaggio a latte crudo, una delle espressioni più autentiche della nostra tradizione casearia, che porterà con sé in Australia come ricordo e testimonianza dei sapori e del sapere artigianale italiano.

Ma le fotografie più particolari sono state sicuramente quelle di Giustino, al quale non è stato possibile non fare indossare il tipico cappello australiano! 🤠
Un momento di allegria che racconta, meglio di tante parole, come culture diverse possano incontrarsi con naturalezza, curiosità e rispetto.

🌿 Questa visita, però, rappresenta molto più di una semplice tappa del tour.

I territori dei Monti Sibillini e della Valnerina portano ancora i segni profondi del terremoto del 2016 che esattamente 10 anni fa devastò i nostri territori.
Qui, resistere non ha significato soltanto tenere duro: ha significato difendere il lavoro, mantenere vive le aziende agricole, custodire le competenze e impedire che un patrimonio umano, culturale e produttivo andasse perduto.

Le nostre aziende continuano a produrre eccellenze anche in territori fragili, difficili e tuttora segnati dalle calamità e dagli sperperi di denaro, a danno delle popolazioni troppo assuefatte per protestare. Lo fanno grazie alla tenacia degli agricoltori, alla conoscenza delle materie prime, al rispetto degli animali e a un legame con la terra che non si può improvvisare né ricostruire artificialmente.

🇦🇺 E perché è importante mostrare tutto questo a Paul e, attraverso di lui, all’Australia?

Perché la cooperazione internazionale nasce anche dalla possibilità di conoscere direttamente le realtà agricole, comprenderne le difficoltà e riconoscere ciò che accomuna comunità che vivono dall’altra parte del mondo.

Italia e Australia hanno paesaggi, sistemi produttivi e problematiche differenti, ma condividono una grande responsabilità: mantenere vivi i territori rurali, sostenere chi lavora con gli animali e preservare conoscenze che rappresentano una risorsa per le generazioni future.

Portare in Australia un formaggio a latte crudo significa portare con sé un frammento della nostra identità. Mostrare una stalla, un caseificio e una sala di mungitura significa raccontare ciò che esiste dietro un prodotto: persone, lavoro, tradizione, resilienza e capacità di innovare senza perdere le proprie radici.

Perché la vera eccellenza non si misura soltanto nella qualità di ciò che produciamo, ma anche nella capacità di continuare a produrlo nei luoghi in cui è nato, nonostante le difficoltà.

Un’altra tappa del tour, un’altra storia da raccontare, un'altra piccola connessione tra Italia e Australia.

E soprattutto, la dimostrazione che anche da territori feriti può continuare a nascere un valore straordinario. ❤️





***

🇮🇹🇦🇺 FROM THE ITALIAN APENNINES TO AUSTRALIA: OUR EXCELLENCE, OUR ROOTS, OUR FUTURE.

Today, my beloved Paul’s tour brought us to Campi di Norcia, where we visited Emiliano Graziosi’s farm to discover first-hand a working agricultural business that tells us so much about our region and the value of Italian agriculture.

We visited the cheese dairy, the livestock barn and the wonderful milking parlour, showing what it really means to transform daily hard work, animal care and knowledge passed down through generations into products of outstanding quality.

And, of course, we couldn’t miss the traditional photos of Paul standing beside a magnificent wheel of raw-milk cheese, one of the most authentic expressions of our cheesemaking tradition. He will take it back to Australia as a memory of, and a tribute to, the flavours and craftsmanship of Italy.

But the most unusual photos were certainly those of Giustino, who simply couldn’t be left without wearing the typical Australian hat! 🤠

A moment of fun that says more than a thousand words about how different cultures can come together naturally, with curiosity and mutual respect.

🌿 This visit, however, represents much more than just another stop on the tour.

The Monti Sibillini and Valnerina areas still bear the deep scars of the 2016 earthquake, which devastated our communities exactly ten years ago.

Here, resilience has meant much more than simply holding on. It has meant defending livelihoods, keeping farms alive, preserving skills and ensuring that an invaluable human, cultural and productive heritage was not lost.

Our farms continue to produce outstanding products even in fragile, challenging territories that are still marked by natural disasters and the waste of public money, to the detriment of local communities that have become too accustomed to the situation to protest.

They do so thanks to the determination of farmers, their knowledge of raw materials, their respect for animals and a bond with the land that cannot be improvised or artificially recreated.

🇦🇺 And why is it so important to show all this to Paul and, through him, to Australia?

Because international cooperation also begins with the opportunity to experience agricultural realities first-hand, understand their challenges and recognise what connects communities living on opposite sides of the world.

Italy and Australia have different landscapes, farming systems and challenges, but they share a great responsibility: keeping rural communities alive, supporting those who work with animals and preserving knowledge that represents a valuable resource for future generations.

Taking raw-milk cheese to Australia means carrying a piece of our identity across the world. Showing a livestock barn, a cheese dairy and a milking parlour means telling the story behind a product: the people, the work, the tradition, the resilience and the ability to innovate without losing sight of our roots.

Because true excellence is measured not only by the quality of what we produce, but also by our ability to continue producing it in the very places where it was born, despite all the difficulties.

Another stop on the tour, another story to tell, another small connection between Italy and Australia.

And above all, proof that extraordinary value can continue to emerge even from territories that have been deeply wounded. ❤️

Cambia il continente🇮🇹🌏🇦🇺, non cambia il cane - ne il cane in sé, e neppure il rapporto con il pastore!Accanto alla tesa...
26/10/2026

Cambia il continente🇮🇹🌏🇦🇺, non cambia il cane - ne il cane in sé, e neppure il rapporto con il pastore!

Accanto alla tesa di un cappello australiano, ho avuto il privilegio di ammirare questa immagine: un gregge al tramonto che accorre festosa, una terra lontana e quegli immensi cani bianchi che vegliano sugli animali.

Guardandola, ho pensato alla mia Italia, ai Monti Sibillini.

Se questa fotografia fosse stata scattata lì, la scena sarebbe stata sostanzialmente la stessa.

Cambiano il clima, la vegetazione, il territorio e i predatori. Cambiano le condizioni di lavoro e le sfide della pastorizia. Ma il principio biologico ed etologico che rende possibile questa convivenza rimane lo stesso.

Il cane da guardiania non è semplicemente un cane che difende le pecore: è un animale selezionato per vivere con il gregge, in maniera pacifica con animali di un'altra specie, riconoscerlo come riferimento sociale e proteggerlo attraverso comportamenti che fanno parte del suo patrimonio genetico.

La sua efficacia non dipende soltanto dalla mole, dal coraggio o dalla forza fisica. Dipende dall'equilibrio del temperamento, dalla stabilità emotiva, dalla capacità di valutare una minaccia, dall'autonomia decisionale e dalla propensione a mantenere una relazione costante con gli animali affidati alla sua custodia.

Un buon cane da guardiania non deve cercare continuamente lo scontro: deve saper distinguere le situazioni, dissuadere un potenziale predatore e intervenire quando necessario.
La sua presenza, il suo atteggiamento, i suoi segnali di comunicazione (abbaio, marcature) e la sua capacità di presidiare lo spazio possono essere determinanti.

Queste qualità sono il risultato di una lunga selezione funzionale, che deve privilegiare le attitudini al lavoro, e di un corretto allevamento e inserimento nel gregge.
Non basta infatti appartenere a una determinata razza: la genetica offre le predisposizioni, ma la selezione responsabile e l'esperienza costruiscono un guardiano affidabile.

È questo che mi affascina del nostro immenso cane bianco: un cane modellato da secoli di pastorizia, capace di svolgere il proprio compito in ambienti profondamente diversi, senza perdere la sua identità funzionale.

Dagli Appennini italiani alle immense distese australiane, il paesaggio cambia, così come cambiano i predatori e le strategie di gestione. Ma, quando correttamente selezionato e allevato per il suo ruolo, il cane conserva la stessa straordinaria vocazione: vivere con il gregge e proteggerlo.

Non è soltanto una razza. È una tecnologia biologica vivente, un patrimonio della cultura pastorale ed uno strumento concreto per favorire la coesistenza tra allevamento e fauna selvatica.

E forse è proprio questo il suo più grande valore: riuscire a essere parte di mondi diversi, rimanendo fedele alla funzione per cui è stato selezionato.

Buongiorno a tutti 🌞🤠





***

Different continent, same dog. Neither the dog itself, nor the relationship with the shepherd.

Beside the brim of an Australian hat, I had the privilege of admiring this beautiful scene: a flock joyfully rushing towards us at sunset, a distant land, and those magnificent, imposing white dogs watching over the animals.

Looking at it, I thought of my Italy, to the Monti Sibillini.

If this photograph had been taken there, the scene would have been essentially the same.

The climate, vegetation, terrain and predators change. Working conditions and the challenges of shepherding change. But the biological and behavioural principles that make this coexistence possible remain the same.

A livestock guardian dog is not simply a dog that protects sheep. It is an animal selectively bred to live alongside the flock, peacefully sharing its life with animals of another species, to recognise the flock as its social reference group, and to protect it through behaviours that are part of its genetic heritage.

Its effectiveness depends on much more than size, courage or physical strength. It relies on a balanced temperament, emotional stability, the ability to assess threats, independent decision-making, and a natural tendency to maintain a constant relationship with the animals entrusted to its care.

A good livestock guardian dog must not constantly seek confrontation. It must be able to assess situations, deter potential predators and intervene when necessary.

Its presence, demeanour, communication signals (such as barking and scent marking), and ability to establish and maintain its protective presence within the territory can all be decisive.

These qualities are the result of a long history of functional selection, prioritising working abilities, combined with appropriate rearing and proper integration into the flock.

Belonging to a particular breed is not enough. Genetics provides the predispositions, but responsible selection and experience help develop a reliable guardian.

This is what fascinates me about our magnificent, imposing white dog: an animal shaped by centuries of pastoral life, capable of performing its role in vastly different environments without losing its functional identity.

From the Italian Apennines to the vast Australian landscapes, the scenery changes, as do the predators and management strategies. Yet, when correctly selected and bred for its role, the dog retains the same extraordinary vocation: to live with the flock and protect it.

It is more than just a breed. It is a living biological technology, a heritage of pastoral culture, and a practical tool for promoting coexistence between livestock farming and wildlife.

And perhaps this is its greatest value: its ability to become part of different worlds while remaining faithful to the purpose for which it was selected.

Beside the brim of an Australian hat, I had the privilege of admiring this beautiful scene: a flock joyfully rushing towards us at sunset, a distant land, and those magnificent, imposing white dogs watching over the animals.

Looking at it, I thought of my Italy, of the Monti Sibillini.

If this photograph had been taken there, the scene would have been essentially the same.

The climate, vegetation, terrain and predators change. Working conditions and the challenges of shepherding change. But the biological and behavioural principles that make this coexistence possible remain the same.

A livestock guardian dog is not simply a dog that protects sheep. It is an animal selectively bred to live alongside the flock, peacefully sharing its life with animals of another species, to recognise the flock as its social reference group, and to protect it through behaviours that are part of its genetic heritage.

Its effectiveness depends on much more than size, courage or physical strength. It relies on a balanced temperament, emotional stability, the ability to assess threats, independent decision-making, and a natural tendency to maintain a constant relationship with the animals entrusted to its care.

A good livestock guardian dog must not constantly seek confrontation. It must be able to assess situations, deter potential predators and intervene when necessary.

Its presence, demeanour, communication signals (such as barking and scent marking), and ability to establish and maintain its protective presence within the territory can all be decisive.

These qualities are the result of a long history of functional selection, prioritising working abilities, combined with appropriate rearing and proper integration into the flock.

Belonging to a particular breed is not enough. Genetics provides the predispositions, but responsible selection and experience help develop a reliable guardian.

This is what fascinates me about our magnificent, imposing white dog: an animal shaped by centuries of pastoral life, capable of performing its role in vastly different environments without losing its functional identity.

From the Italian Apennines to the vast Australian landscapes, the scenery changes, as do the predators and management strategies. Yet, when correctly selected and bred for its role, the dog retains the same extraordinary vocation: to live with the flock and protect it.

It is more than just a breed. It is a living biological technology, a heritage of pastoral culture, and a practical tool for promoting coexistence between livestock farming and wildlife.

And perhaps this is its greatest value: its ability to become part of different worlds while remaining faithful to the purpose for which it was selected.

 ... Davvero: 68'000 volte grazie, ad ognuno di voi!♥️In questa foto c’è un piccolo pezzo del mio mondo ma un enorme pez...
25/10/2026

...

Davvero: 68'000 volte grazie, ad ognuno di voi!♥️

In questa foto c’è un piccolo pezzo del mio mondo ma un enorme pezzo di cuore 🥹: Vasco e Titta, i miei due nonnetti ormai 18enni, insieme alla prima agnellina nata quest’anno in azienda.
Il suo nome? Naturalmente...Australia! 😎🇦🇺🐑

Grazie a ciascuno di voi, a chi mi segue da sempre e a chi è arrivato da poco, a chi riesce a vedere oltre una semplice fotografia e a cogliere l'amore che c'è dietro tutto questo!

68.000 persone: un piccolo grande mondo da condividere 🤲🏻🌍

Ringrazio la bellissima Pagina Neve Appennino per questo bellissimo articolo sulla mia piccola attività!♥️🥹🐏🧶
24/10/2026

Ringrazio la bellissima Pagina Neve Appennino per questo bellissimo articolo sulla mia piccola attività!♥️🥹🐏🧶

Una vecchia fotografia di famiglia può diventare l’inizio di una scelta di vita.

È successo a Silvia Bonomi: negli album di nonno Giacomo, pastore transumante, hanno ritrovato le pecore Sopravissane. Da quelle immagini è cominciato un percorso che li ha portati a Ussita, sui Monti Sibillini, per contribuire a custodire una razza legata alla storia dell’Appennino.

Dal 2008 portano avanti un lavoro fatto di ricerca, cura del gregge e valorizzazione della lana. Una storia che attraversa anche il terremoto del 2016 e la scelta di Silvia di restare, continuando a vivere e lavorare in montagna.

L'articolo nei commenti

Qualcuno vorrebbe che smettessi di scrivere.So che, per alcuni, sono sempre “troppo”: troppe parole, troppi pensieri, tr...
22/10/2026

Qualcuno vorrebbe che smettessi di scrivere.
So che, per alcuni, sono sempre “troppo”: troppe parole, troppi pensieri, troppe spiegazioni.

Ma io sono questa.

Scrivo perché ne sento il bisogno.
Scrivo per raccontare, per trasmettere emozioni, per spiegare, per condividere ciò che penso, ciò che conosco, per dare voce alle mie ragioni e raccontare i miei comportamenti.
Scrivo perché le parole sono il mio modo di esprimermi, di mettere ordine nei pensieri e di dare un senso a ciò che vivo.

Ho capito di essere “troppo” per qualcuno. Ma sapete una cosa? Non è un motivo sufficiente per diventare meno me stessa.
Non taglierò via pezzi di me per entrare nelle aspettative degli altri.
Non ridurrò il mio modo di essere per risultare più comoda, più silenziosa o più facile da accettare.

Chi mi apprezza, mi apprezzi per quella che sono. Chi non mi capisce, è libero di farlo.

Io continuerò a scrivere, di me e della mia passione per il Pastore Maremmano Abruzzese.
Perché la mia voce non è un difetto da correggere e la mia personalità non è qualcosa di cui chiedere scusa.

E ricordatevi una cosa: invece di sentirvi inadatti, provate a sentirvi sprecati.
Fa miracoli.

Un saluto a tutti con queste meravigliose foto del pomeriggio di oggi (in Italia, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Regione Marche), quando alcuni colleghi mi hanno dato la possibilità di mostrare al mio adorato amico australiano 🇦🇺 Paul Gibb 🤠 venuto a trovarmi, il vero (e duro!) lavoro dei cani da protezione a custodia di una grande mandria di vacche 🐂 un branco di cavalli 🐴ed un bellissimo nucleo di capre🐐, al pascolo su Monte Cardosa (Visso), 1818 metri sul livello del mare.

Circondati dai lupi, ma immersi in tanta meraviglia.





Un grazie a Fabio Troiani, Mario Troiani e Sebastiani per la location 😂, per i soggetti e per la possibilità di fare questi scatti pazzeschi!

***

Some people would like me to stop writing.

I know that, for some people, I am always “too much”: too many words, too many thoughts, too many explanations...But this is who I am!

I write because I feel the need to.
I write to tell stories, to convey emotions, to explain, to share what I think and what I know, to stand up for my reasons and explain my actions.
Writing is my way of expressing myself, organising my thoughts and making sense of the things I experience.

I have come to realise that I am “too much” for some people. But you know what? That is not a good enough reason to become less of who I am.
I will not cut pieces of myself away just to fit other people's expectations. I will not tone down my personality to be more convenient, quieter or easier to accept.

Those who appreciate me can appreciate me for who I am. Those who don't understand me are free to feel that way.

I will keep writing about myself and my passion for the Maremma Sheepdog.

Because my voice is not a flaw that needs correcting, and my personality is not something I should have to apologise for.

And remember one thing: instead of feeling inadequate, try recognising that you may be wasted on the wrong people.
It works wonders...!

A big hello to everyone, accompanied by these wonderful photos taken this afternoon here in Italy, in the Monti Sibillini National Park, in the Marche region.

Some fellow farmers gave me the opportunity to show my dear Australian friend Paul Gibb, who has come to visit me, the real — and demanding! — work of livestock guardian dogs protecting a large herd of cattle, a group of horses and a beautiful herd of goats, all grazing on Monte Cardosa, near Visso, at 1,818 metres above sea level.

Surrounded by wolves, yet immersed in so much wonder. ❤️🐑🐕⛰️

Indirizzo

Strada Salita Di Macereto
Visso
62039

Orario di apertura

Sabato 09:00 - 17:00
Domenica 09:00 - 17:00

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