22/01/2026
Anzianità non è sinonimo di degenerazione cognitiva anche se talvolta parallele
L’invecchiamento non è una malattia, ma la Disfunzione Cognitiva sì. 🐾🧠
Troppo spesso sentiamo dire: "È solo vecchio, è normale che sia un po' confuso". Come medici veterinari ed esperti in comportamento, il nostro compito è cambiare questa narrazione. Le recenti linee guida pubblicate su JAVMA (2026) sottolineano un punto cruciale: la diagnosi precoce è l'unica arma che abbiamo per rallentare il declino neurodegenerativo.
Quando iniziare lo screening? 🗓️
Non bisogna aspettare i sintomi conclamati. Lo screening preventivo, attraverso indagini cognitive e check-up mirati, dovrebbe diventare parte integrante della routine: nel cane a partire dai 7-8 anni. Nel gatto: a partire dai 10-12 anni. Un monitoraggio semestrale in questa fase permette di stabilire una "baseline" cognitiva e intercettare i minimi cambiamenti comportamentali.
Quali sono i segni a cui prestare attenzione? 🔍
La disfunzione cognitiva si manifesta con segnali che spesso il proprietario fatica a collegare a una patologia: disorientamento; cambiamenti nel modo di relazionarsi con le persone o altri animali; inversione del ritmo circadiano (dorme tutto il giorno e vaga o vocalizza di notte); perdita dell’abitudine ai bisogni (eliminazione inappropriata in casa); riduzione dell'esplorazione o comparsa di movimenti stereotipati e ripetitivi; comparsa di nuove paure, fobie o ansia da separazione mai manifestate prima; difficoltà a rispondere a comandi noti o lentezza nell'apprendere nuove routine.
Perché è fondamentale la visita specialistica? 🩺 Ai primi segnali di disfunzione, è vitale che il paziente venga indirizzato a un neurologo e a un med.vet comportamentalista. Il paziente va visitato in toto, mente e corpo. Mente e cervello. Le linee guida suggeriscono proprio un algoritmo diagnostico, che parte dalla visita clinica ed esami del sangue, e permette di escludere altre cause mediche alla base di tali segni.
Consultare gli specialisti quando il cane non dorme di notte - e quindi non fa dormire la famiglia - limita di molto le strategie di intervento. Come sempre, la parola d' ordine è prevenzione.
Non bisogna aspettare che il cane/gatto "si spenga".
Intervenire precocemente significa regalargli mesi, o anni, di vita qualitativamente superiore e preservare il legame profondo che vi unisce.
Il tempo è neuroni. ⏳
Ref.:https://avmajournals.avma.org/view/journals/javma/aop/javma.25.10.0668/javma.25.10.0668.xml
Foto IA.