Neipannidelcane

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~ Educazione e cultura cinofila.
~ Consulenza pre-adozione
~ Educazione del cucciolo
~ Educazione del cane adulto
~ Gestione del cane disabile
~ Consulenza domiciliare

20/06/2023

Fino al 30 settembre un professionista APNEC ti aiuterà nella scelta e nell'inserimento in famiglia del tuo amico a 4 zampe. La consulenza è gratuita!

18/06/2023
IN CASA O IN GIARDINO ? Non pensavo di dover tornare ancora su questo argomento, ritenevo davvero che ormai le coscienze...
31/12/2019

IN CASA O IN GIARDINO ?

Non pensavo di dover tornare ancora su questo argomento, ritenevo davvero che ormai le coscienze si fossero sensibilizzate e fossero chiare le caratteristiche e i bisogni psico-fisici del nostro amico a quattro zampe.
Eppure mi capita ancora di ascoltare frasi quantomeno imbarazzanti su come deve essere tenuto un animale in virtù di qualche ancestrale convinzione o di imbattermi personalmente in cani lasciati "letteralmente" da soli, relegati tutto il giorno e la notte dietro qualche cancello o recinto (e tralascio volutamente il fatto se abbia o meno un riparo degno di questo nome) con una minima interazione che si limita, nella maggior parte dei casi, al pasto serale e magari a 5 minuti di "carezze e gioco" se così possiamo definirlo, senza mai nemmeno una passeggiata.
Eppure il "vostro" cane, appena vi vede, brama il contatto, cerca spasmodicamente la vostra presenza, scodinzola vi salta addosso per elemosinare una carezza uno sguardo, ma spesso viene pure redarguito perchè vi sporca ....
Non riesco davvero a capire come si faccia ad adottare un cane per poi costringerlo a "vivere" in questo modo contro natura.
Esiste anche una legge - che purtroppo al pari di tante altre non viene mai applicata - che punisce non solo con una pena pecuniaria, ma anche con l'arresto "chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura(...)", magari dovrebbe quantomeno farvi riflettere.
Ma veniamo ad alcune argomentazioni tipiche
-L'ho salvato dalla strada e/o dal canile .. vuoi mettere con lo spazio enorme che ora ha qui a disposizione in giardino?
Il cane ha praticamente lo stesso patrimonio genetico del lupo, suo antenato, e questo determina importanti ripercussioni a livello etologico e psicologico oltre che fisico. Anche se alcune razze e individui possono mal adattarsi ad una vita in casa, il cane è - in primis - un animale sociale dedito alla vita di gruppo, sia che si tratti di quello originale durante i primi mesi di vita a contatto con mamma e fratelli, sia di quello misto dove, dopo l'adozione, siamo noi a dover diventare il suo punto di riferimento e guida. Perciò è naturale che ricerchi sempre un contatto e la possibilità di interagire con i suoi conspecifici o con l’uomo. In natura, l'interazione tra individui nei branchi di lupi avviene ogni 10 minuti circa e anche meno....
Credete davvero che questo cane sia "felice", appagato e gratificato di stare nel vostro bel giardino da solo, mentre voi state tutti insieme in casa ? Avete provato per una volta a vestire i suoi panni? Capirà o subirà la vostra innaturale scelta di separarlo dal gruppo?
- Lo tengo fuori anche perchè deve fare la guardia ..
Sfatiamo anche questo mito, perchè non dovrebbe essere difficile intuire di quanto sia più facile da parte di un malvivente esperto rendere inoffensivo un cane all'esterno piuttosto che dentro casa, con strumenti di vario tipo anche mortali che non si limitano ai soliti bocconi avvelenati.. Pensate invece di entrare abusivamente in casa di qualcuno e trovarvi di fronte in bella mostra i canini di un animale che, anche istintivamente, cercherà di proteggere il suo branco e il suo territorio...Di contro pensate ad un cane che non ha accesso alla casa e alla vita familiare, il cui unico mondo è l'esterno, avrà davvero la stessa propensione a difendere qualcosa di cui non si sente parte?
- Lo tengo fuori anche perchè perde i peli o puzza. ..
Certo il cane perde i peli, ma niente che non possa essere risolto da una buona aspirapolvere.. e poi ci sono anche razze che non ne perdono e che necessitano solo di un taglio periodico, quindi potreste benissimo scegliere una di queste. E quanto alla puzza è un po' un circolo vizioso perchè più il cane è esposto alle intemperie e più incrementerà la produzione di sebo cutaneo protettivo, che poi determina il classico cattivo odore.
Una cosa che di certo otterremo lasciandolo fuori tutto il giorno da solo è, da un lato aumentare la sua eccitabilità nei pochi momenti in cui ci vede e che può e vuole interagire con noi, dall'altro stimolare la sua territorialità anche perchè, senza interazione alcuna con l'ambiente familiare, tenderà a concentrare tutte le sue attenzioni verso l'ambiente in cui vive e a difenderlo, cosa che in alcune razze già predisposte potrebbe diventare anche eccessivo, rendendo la gestione del cane "difficile" anche da parte degli stessi proprietari.
Per concludere vorrei fare un'ultima considerazione personale dedicata alla mia amata Luna, che purtroppo ha attraversato il “ponte dell’arcobaleno“ il luglio scorso, dopo 15 anni di vita in comune, lasciando un vuoto grandissimo perchè lei era davvero parte integrante della famiglia. Nessuno vi obbliga a prendere un cane, ma se lo fate ponetevi prima non una ma cento domande sul perchè lo desiderate su che attività intendete fare con lui, quanto tempo potete dedicargli, cosa vi aspettate da lui e cosa siete in grado di offrirgli in cambio. Informatevi bene sui suoi bisogni e le sue necessità per farlo crescere nel miglior modo possibile. Solo in questo modo avrete la possibilità di vivere un’esperienza molto positiva, appagante e a mio avviso unica, il cane diverrà un compagno e amico insostituibile, complice di ogni attività fonte di gioia ed empatia, ma nello stesso tempo vi richiederà sacrifici, tanto impegno e responsabilità. Ma se non siete disposti a tanto, se avete anche solo un dubbio NON prendetelo perché, inevitabilmente, ogni minima difficoltà di gestione diverrà a poco a poco una montagna, alla fine “non potrete più accudirlo” e, nel migliore dei casi, lo affiderete ad un'altra famiglia (anche se purtroppo spesso la fine che fa è ben altra). Tutto questo resterà sempre un trauma per il cane e, se non siete cinici, anche per voi.
Ma se lo adottate ricordatevi sempre una cosa: fatelo sentire parte del vostro Gruppo!

02/08/2018

COME COMPORTARSI SE IL NOSTRO CANE HA PAURA ?
La paura di per sè è un emozione utile alla sopravvivenza, che nasce dalla consapevolezza di essere minacciati da qualche cosa di pericoloso ed è proporzionale al pericolo che siamo coscienti di correre. La paura può però degenerare in fobia che è invece una forma di paura immotivata, fuori contesto, non giustificata e non determinata da una situazione di reale pericolo, che però il soggetto percepisce come tale.
Ma che atteggiamento dobbiamo tenere se il nostro cane ha paura? Spesso si sente dire che non bisogna accarezzarlo e coccolarlo, perchè rinforziamo la sua paura. Questa affermazione dovrebbe già farci sorgere qualche dubbio, perchè anche se la considerassimo in un’ottica prettamente comportamentista, il rinforzo si applica ai comportamenti e non alle emozioni.
Se poi passiamo ad una visione etologica risulta proprio sbagliata. I cani sono animali sociali e come tali, in situazioni di pericolo e paura, cercano conforto e rassicurazione. Dare conforto, essere una base sicura, un punto di riferimento a cui il nostro amico peloso possa sempre rivolgersi nei momenti di difficoltà, non solo non accrescerà la sua paura ma diventa un fattore fondamentale per far in modo che possa sperimentare nuove strategie e comportamenti. Infatti solo nel momento in cui si sentirà protetto e al sicuro potrà eventualmente provare ad affrontare la situazione in modo differente. Ignorare la sua paura o fare finta di niente, viceversa potrebbe creare situazioni spiacevoli. Cosa imparerà? probabilmente a rassegnarsi, a trattenere le emozioni e pian piano si convincerà che non otterrà l’appoggio di nessuno nei momenti di difficoltà. Magari il comportamento si estinguerà ma il suo disagio psicologico aumenterà. Stiamo invece vicini al nostro cane, tranquilliziamolo, accarezziamolo, se vogliamo possiamo anche usare la voce purché sia calma, rassicurante, tranquilla. Cerchiamo di non mostrare ansia o preoccupazione, perchè potremmo solamente far aumentare il suo disagio e la sua paura.
Solo una volta che si sarà calmato e tranquillizzato, potremmo proporgli il suo gioco o la sua attività preferita. Prima infatti, non sentendosi al sicuro, non giocherebbe sicuramente.
Ma come sempre in cinofilia non c’è niente di assoluto. Potrebbero esserci situazioni in cui la carezza non é corretta? Cosa accadrebbe se costringessimo il cane a stare in una situazione critica, che per lui è di disagio o paurosa e aggiungessimo carezze e coccole continuamente? In questo caso le carezze assumerebbero una valenza negativa si assocerebbero a quella situazione critica, sommandosi agli elementi di disagio già presenti. Per aiutarli occorre quindi allontanarli, quanto prima, da situazioni che non sono in grado di gestire per mancanza delle competenze necessarie e inserirli in contesti e situazioni adeguate alle loro possibilità. Pian piano potremo poi inserire nuove difficoltà ma sempre valutando attentamente la risposta del cane. Siate sempre pazienti e pronti a fare un passo indietro qualora il vostro peloso mostri segni di ecessivo disagio.

LE VIBRISSE E  LA LORO FUNZIONE SENSORIALELe vibrisse svolgono compiti importanti nel sistema tattile canino. Infatti ci...
18/08/2017

LE VIBRISSE E LA LORO FUNZIONE SENSORIALE

Le vibrisse svolgono compiti importanti nel sistema tattile canino. Infatti circa il 40% dell’area della corteccia cerebrale del cane, predisposta all’elaborazione delle informazioni sensoriali, è dedicata al muso, includendo l’area delle vibrisse che si compone di ciuffi sopraciliari, labiali, inter-ramali (sotto il mento) e guanciali.

Si tratta di peli specializzati composti da uno stelo costituito da materiale inerte e da una radice impiantata in particolari follicoli racchiusi da una capsula di sangue: quando la vibrissa viene toccata, il sangue, spostandosi da una parte all’altra, amplifica i movimenti, permettendo ai meccanocettori presenti alla base di rilevare anche le più piccole vibrazioni.

Generalmente più spesse e dure rispetto agli altri tipi di peli, sono sensibili al più piccolo tocco, pressione o vibrazione e possono causare fastidio o dolore se toccate o accarezzate contro la loro normale direzione di crescita. Proteggono il muso e gli occhi del cane mentre esplora l’ambiente circostante, evitando che possa ferirsi contro eventuali ostacoli (valutano ad esempio la larghezza di un’apertura). Attraverso esse i cani intuiscono la forma e la consistenza degli oggetti esplorati e riescono anche a percepire l’intensità del vento, e gli spostamenti d’aria. Forniscono all’animale dettagliate informazione sul suo movimento, svolgendo pertanto un ruolo importante nell’orientamento e nell’equilibrio, aiutandolo negli spostamenti soprattutto in condizioni di scarsa visibilità.

Servono inoltre come aiuto nell’esplorazione al di sotto dei 25 cm., distanza alla quale la vista del cane non risulta molto efficiente. Dal punto di vista relazionale possano essere impiegate anche quando il cane incontra qualcuno o qualcosa di nuovo per iniziare un primo contatto non solo annusando ma anche utilizzando i meccanocettori presenti nel cuscinetto nasale e alla base delle vibrisse, che sono appunto zone di sensibilità tattile particolarmente sviluppate, creandosi quindi una sorta di “impronta” odorosa e tattile dell’oggetto esplorato, simile al contatto tra due persone che si salutano stringendosi la mano.

Di più difficile osservazione è il loro movimento che riflette stato d’animo differenti. Quando il cane esplora con attenzione qualche luogo nuovo o qualche oggetto interessante porta in avanti le vibrisse. Tale movimento è più evidente soprattutto se manifesta comportamenti ostili verso qualcuno e generalmente si accompagna anche all’orripilazione del pelo lungo la schiena. In situazione di calma e tranquillità invece, le vibrisse sono lasciate all’indietro. Il loro movimento sembra ricalcare e accompagnare quello delle orecchie: in avanti possono indicare attenzione/ostilità, all’indietro, un atteggiamento di difesa o deferenza, perciò le vibrisse potrebbero servire ad intuire le intenzioni e gli atteggiamenti di un soggetto che si avvicina e attuare eventuali meccanismi di difesa o offesa.

11/08/2017

CAN CHE ABBAIA.....

Facciamo innanzitutto una premessa: è assolutamente normale che il cane abbai, è nella sua natura e l’abbaio, unito ad altre forme di comunicazione quali il guaito, il ringhio, l’ululato per citarne alcune, può assumere diversi significati. Ad esempio esprimere paura e dolore, indicare un pericolo, o una richiesta di gioco o di attenzione o ancora rappresentare un richiamo.

Secondo uno studio specializzato, l’abbaio è come il pianto del bambino: è impossibile ignorarlo. La ragione appare legata a fattori genetici. Il bimbo che piange scatena nei genitori reazioni di protezione e soccorso e analogamente, in senso ancestrale, l’abbaio intenso del cane poteva indicare un pericolo imminente e ignorarlo avrebbe potuto mettere in pericolo la sopravvivenza del villaggio o dell’accampamento.

Molte volte siamo grati al cane quando abbaia per segnalare un intruso o un pericolo e non si fa fatica a trovare notizie sui giornali relative a cani che in anticipo avvertono della presenza di ladri o si accorgono di un incendio che si sviluppa in casa e ci salvano letteralmente la vita! Ma la contraddizione è che questo stesso abbaio spesso ci da fastidio o ci crea problemi perché “can che abbaia … disturba” la nostra quiete o quella dei vicini.

In molte occasioni poi l’abbaio è autogratificante e tende perciò ad essere riproposto. L’esempio classico è quello del postino, contro cui si avventano (quasi) tutti i cani. Il nostro peloso non può sapere che la persona, dopo aver consegnato la posta, si allontanerà spontaneamente e abbaia, spesso furiosamente, per scacciare la minaccia. Alla fine si convincerà che la sua azione ha avuto successo e la prossima volta reitererà lo stesso comportamento. Anche continuare a gridare frasi del tipo “basta, smettila, vai a cuccia” non faranno altro che peggiorare la situazione, il cane non può capire e anzi pensa che ci stiamo unendo a lui nel tentativo di allontanare l'intruso...

Ma cosa possiamo fare se l’abbaio diventa per noi eccessivo? Una possibilità, che può sembrare un paradosso, è insegnare innanzitutto al cane ad abbaiare a richiesta (segnale discriminativo). Allo scopo si può ricostruire una situazione in cui sappiamo già che il cane abbaierà, come ad esempio il suono del campanello o l’arrivo di una persona al cancello e inserire il segnale (es “abbaia”) appena prima dell'evento scatenante. Dopo qualche ripetizione il nostro peloso capirà che il nostro segnale predice ad esempio il suono del campanello e comincerà ad abbaiare alla nostra richiesta. A questo punto possiamo aggiungere un segnale di stop. Ad esempio posso dire “shhh” e ricompensare il cane con un bocconcino e coccole quando smette di abbaiare. Ripetendo questa sequenza “abbaia-shhh” più volte, avremo la possibilità di arrestare l’abbaio quando lo riteniamo opportuno. Ma ricordatevi che è sbagliato ed etologicamente non corretto non permettere mai al cane di abbaiare!

Un’ altra possibilità è quella di insegnare un comportamento alternativo da tenere e premiarlo in modo caloroso quando lo mette in pratica al posto dell’abbaio. Se chiedo un seduto al cane, oppure di guardarmi negli occhi all’arrivo di un estraneo e rinforzo tale comportamento in modo adeguato, il nostro amico peloso può capire che è più redditizio sedersi accanto a noi piuttosto che abbaiare verso l’estraneo.

07/08/2017

PERSONE E CANI: DUE MODI DIFFERENTI DI COMUNICARE E SALUTARSI

La comunicazione umana e quella canina sono molto differenti tra loro e questo può portare a delle incomprensioni con conseguenze, a volte, anche spiacevoli. Se due persone si incontrano per la prima volta (e se sono educate), si avvicinano in modo frontale e diretto, tendono la mano e la stringono per salutarsi, si guardano negli occhi e sfoderano spesso un bel sorriso.

Potremmo pensare di dover utilizzare un approccio simile anche col nostro amico peloso, ma non è la cosa corretta da fare, anzi è proprio da evitare. Ricordiamoci che ogni cane (pur essendo un animale sociale) ha una sua area di comfort o spazio personale chiamato anche "bolla di reazione" che tende sempre a proteggere dagli estranei e la cui ampiezza varia molto anche in funzione della razza di appartenenza (pensate ad esempio a quanto possano essere diverse quelle di un labrador ed un maremmano!). Interagire con lui vuol dire entrare in questa bolla e, se lo facciamo in modo "invadente", nella migliore delle ipotesi ci eviterà, andandosene.

Cosa fare dunque? Avviciniamoci al cane con una traiettoria non diretta ma perimetrale e facendo una semicurva, (segnali di pacificazione). Procediamo ad una velocità moderata e costante priva di tentennamenti, distogliendo lo sguardo, senza mai fissarlo negli occhi direttamente (per lui significa sfida). Anche la mimica facciale dovrebbe essere neutra, non cupa ma nemmeno un sorriso sguaiato. Quando siamo sufficientemente vicini, abbassiamoci e posizioniamoci di lato al cane e mai di fronte, rivolgiamo il palmo della mano in su e aspettiamo la sua reazione, senza però avvicinare il braccio. Sarà lui che deciderà se ve**re da noi o meno, e se lo farà lasciamoci annusare in modo che possa fare la nostra conoscenza. Ci farà poi capire se desidera un ulteriore contatto e nel caso possiamo cominciare ad accarezzarlo sui fianchi, sul collo e sul petto evitando, la testa le orecchie e la bocca. Per facilitare il tutto, mentre interagiamo, possiamo anche utilizzare una voce soffusa, cantilenante e gioiosa non acuta nè grave.

La regola generale è di lasciarsi guidare da ciò che vuole il cane ma, se per qualche motivo rifiuta il contatto e ci evita, è meglio non insistere per non incorrerre in reazioni ostili e indesiderate o anche semplicemente per non apparire come qualcosa di negativo da cui allontanarsi sempre. Può essere che in quel momento non abbia voglia di interagire con noi o magari abbiamo sbagliato qualcosa nell'approccio. Potremo sempre riprovarci in un' altra occasione….

01/08/2017

CAREZZE SULLA TESTA: UN' ABITUDINE NON CORRETTA
Contrariamente a quanto si possa pensare, la maggior parte dei cani non ama essere accarezzato sulla testa. Se non è direttamente il cane (e tendenzialmente il vostro) a chiedere tali carezze, magari come fanno alcuni che si strofinano contro la vostra mano per cercare il contatto, in linea generale evitate di mettere le mani sulla testa ad un cane, specialmente se non lo conoscete. Questo tipo di approccio spesso si accompagna anche ad un avvicinamento frontale e diretto, cosa che i nostri amici pelosi non fanno mai, specialmente se si tratta di cani sconosciuti. Immaginatevi di essere al loro posto e di vedere qualcuno che avanza verso di voi, magari molto più grande, e che dall’alto vi mette una mano sulla testa … non vi incuterebbe almeno un po' di timore? Non vi sorge il dubbio che magari voglia farvi del male? Preferite pertanto sempre le carezze sul petto o sui fianchi e non posizionatevi mai sopra di lui e di fronte, questa è sicuramente una posizione che può anche essere interpretata come minaccia.
Se vi capita provate ad osservare le reazioni di qualche cane mentre viene accarezzato sulla testa.....
anche se siete animati dalle più nobili intenzioni lui non lo può sapere perchè interpreta innanzitutto il nostro approccio e i nostri gesti….normalmente la reazione sarà di evitamento e girarà la testa o si allontanerà, ma in taluni casi, soggetti particolarmente diffidenti, potrebbero ringhiare o peggio aggredire.
Il corretto approccio e rispetto per il cane va insegnato a tutti, con particolare attenzione ai bambini che già posseggono cani. Costoro infatti, abituati spesso a manipolare il cane di famiglia (che in genere mostra doti di pazienza di un santo!) in modo non sempre ortodosso, tendono a fare le stesse cose anche ad altri cani. Poi i titoloni sui giornali si sprecano e la colpa è sempre del cane.....

28/07/2017

IL CUCCIOLO E L'INIBIZIONE AL MORSO
E’ normale che il cucciolo morsichi, è un modo per conoscere, esplorare, giocare. E’ anche un bene che lo faccia perchè deve imparare che morsicando può fare male. Quello che può non essere corretto è la forza con cui morsica e gli oggetti che morde, per cui insegnamogli a masticare ad esempio un Kong o un osso di pelle che sono molto utili anche per scaricare tensioni.
(attenzione a non usare ossa cotte di pollo o altre che possono rompersi e creare gravi problemi all’apparato digerente del nostro cane!).
Generalmente se il cane è stato ben allevato, cresciuto con mamma e fratelli avrà giá imparato a morsicare senza fare male, perché gli viene insegnato naturalmente durante il gioco e le attività che fanno insieme. Solo che questo morso é "tarato" sulla pelle del cane, mentre quella umana é molto più delicata.
Che fare allora ?
Quando ci morsica le mani o i piedi per giocare o per atti**re attenzione, e in genere provoca dolore con i suoi denti aguzzi, occorre fargli capire che ci sta facendo male.Tendenzialmente non servono punizioni verbali o fisiche, perchè il cane non le capisce, anzi le può interpretare a sua volta come un modo di giocare e reitera il comportamento. Meglio utilizzare quello che in natura fanno la mamma e gli altri cuccioli e che noi definiamo “inibizione al morso”, diciamo ad esempio “ahi”, interrompiamo il gioco, facciamo qualcosa d’altro e ritorniamo da lui solo quando si sarà un po calmato…
L' inibizione al morso é fondamentale nell' educazione del cucciolo ed è una cosa da insegnare subito. Non vanno tollerati morsi e segni di nessun tipo solo perché si tratta di un cucciolo!
Mi capita di vedere proprietari e bambini con segni e ferite di denti a volte anche molto evidenti .. questo non deve succedere.
Avete idea di cosa potrebbe accadere se un cane cresce senza inibizione al morso e da adulto per qualsiasi motivo, (stress, malattia ecc..) morsicasse una persona?

27/07/2017

INSERIMENTO DEL CANE IN FAMIGLIA CON UN BAMBINO
Dopo aver adottato un cane, quali accorgimenti sono più utili per cercare di inserirlo al meglio nel contesto familiare e in presenza di un bambino? Possiamo distinguere tre tipi di situazioni.

1. Cane già presente al momento della nascita del bambino.
Bisogna fare molta attenzione a non “trascurare” il nostro peloso. Potrebbe sentirsi escluso e manifestare comportamenti non desiderati che dipendono ovviamente anche dal carattere dell’individuo e dal rapporto che abbiamo instaurato con lui. La cosa potrebbe sembrare scontata, ma purtroppo è già capitato che, dopo la nascita di un bambino, il cane di famiglia venga allontanato o ceduto per problemi nella gestione. Quindi abituiamo l’amico peloso alla presenza degli oggetti del bimbo già prima della nascita, facendogli conoscere culle, seggiolini, giochini vari ecc., creando sempre associazioni positive. Insegnamogli a stare tranquillo in un luogo della casa in previsione di momenti in cui avremo la necessità di stare soli col bimbo (ad esempio durante il bagnetto o il cambio pannolino). Questo posto (che può essere rappresentato dalla classica cuccia) dovrà servire un domani anche come luogo di sicurezza, in cui il cane potrà andare a rifugiarsi da solo, qualora si sentisse infastidito. Infatti, nel momento in cui il bimbo comincia a gattonare o muoversi goffamente, potrebbe manifestare atteggiamenti non corretti come ti**re il pelo o la coda ecc. Utile pertanto insegnare al cane ad allontanarsi e ripararsi in tutta sicurezza nella sua cuccia, magari utilizzando il classico gioco di masticazione. Contemporaneamente dovrà essere insegnato al bambino il rispetto per l’animale e per le zone e i momenti “off limits”, quindi lasciare in pace il cane se dorme, non avvicinarsi alla ciotola se sta mangiando ecc.
Un ulteriore consiglio è quello di ridurre in generale le attenzioni e non interagire continuamente col cane in assenza del bambino, per poi aumentarle quando siamo in sua presenza, in modo da facilitare la creazione di una buona relazione. Ospiti e amici che arrivano dovranno sempre prima salutare e interagire un pochino con il cane, che inoltre non dovrà mai essere allontanato in presenza del nuovo nato. Quindi ad esempio, se a qualcuno non piacesse il nostro amico peloso, ma volesse ve**re a trovare ugualmente il bambino, vorrà dire che non li inviteremo a casa ma li vedremo da soli in altra occasione.

2. Bambino già presente e cucciolo adottato successivamente.
Innanzitutto consiglio di adottare il cane solo se effettivamente il bambino manifesta buona propensione verso gli animali, ha veramente interesse ad avere un cane e vuole aiutarvi nell’accudimento. Diversamente non si riuscirà ad instaurare una buona e corretta relazione tra il cane e il bimbo che generalmente tenderà, nelle migliore delle ipotesi, ad evitare il cane lasciandone la gestione totalmente a vostro carico. La cosa migliore invece, in questa situazione, è proprio quella di farvi aiutare dal bambino stesso nell’educazione del nostro amico peloso. La gestione del cibo e della ciotola, le sessioni di manipolazione e di toelettatura, le passeggiate al guinzaglio, l’attività ludica …. ogni compito dovrebbe coivolgere anche il bambino che, ovviamente sotto la vostra guida, dovrà costruire un rapporto di fiducia e complicità basato sia sul gioco sia sul rispetto di fondamentali regole di convivenza. Solo in questo modo potremo crescere un cucciolo educato e ben relazionato con le persone, l’ambiente e gli altri animali. Tra queste ritengo fondamentali, anche se non esaustive, l’inibizione al morso (inibire prima la forza del morso e poi la frequenza) e la socializzazione intra-specifica (con stessa specie), interspecifica (con specie differenti) e con l’ambiente circostante.

3. Cucciolo e bambino insieme
Situazione oggettivamente difficile e che non consiglio . Si tratta di allevare e crescere due cuccioli di specie differenti e con caratteristiche di sviluppo psico-fisico molto diverso. Il cucciolo a 4 zampe cresce molto rapidamente, non possiamo sfruttare il bambino per aiutarci nell’educazione dell’animale e dopo un anno circa ci ritroviamo praticamente nella situazione del punto uno, con l’aggravante di dover provvedere all’educazione di entrambi, dividendo le nostre attenzioni. Tutto ciò inevitabilmente porterà a fare delle scelte di priorità, anche solo in termini di tempo da dedicare all’uno o all’altro, con conseguenze non facilmente prevedibili.

25/07/2017

Dico sempre che non devo farci più caso e stare zitto ma poi non riesco. D' estate ormai paese che vai feste che trovi ... tanta gente, confusione, band che suonano a tutto volume e immancabilmente trovi i soliti (idioti) con il cane a passeggio (o meglio trascinato) nel casino ... perché lo vedi chiaramente - e non c' é bisogno di essere un esperto - che sta povera bestiola non ce la fa proprio a sopportare la situazione ... coda tra le zampe, lingua che tocca per terra ("e sa ha caldo" ) ..occhi sbarrati , sguardo fisso .. guinzaglio tirato fino all inverosimile perché sta cercando di allontanarsi , ma tu imperterrito continui a stare li, lo trattieni mentri discorri anzi urli tranquillamente cercando di sovrastare il volume della musica ...
Ma se proprio vuoi andare a queste feste non puoi lasciare il tuo peloso a casa ? E se invece il tuo cane non sopporta di stare senza di te allora per cortesia evita di andare a ste cavolo di feste con lui e portalo in un posto tranquillo dove possa passeggiare o correre liberamente o fai qualunque altra attività ma che gratificanti anche lui . Perché se ti sei assunto la responsabilità di prendere un cane devi pensare anche al suo benessere e non solo a te stesso ... E se non ti entra nella testa questo concetto prova a pensare a un posto che odi o che ti mette angoscia ..bene ti ci porterei e ti legherei ad un palo lasciandoti solo per tutta la notte ... chissà come ti sentiresti la mattina dopo ...

25/07/2017

L' ADOZIONE DI UN CANE: UNA SCELTA NON FACILISSIMA E SU CUI RIFLETTERE BENE
Una volta che si è deciso di adottare un cane, generalmente ci si pone subito una domanda: c’è una razza ideale, specialmente se si hanno bambini piccoli? La scelta è piuttosto difficile e non sarei onesto nè corretto se rispondessi con un sì o se vi indicassi una razza in particolare. Nella mia esperienza poi ho notato che la consulenza pre adozione talvolta viene disattesa, perché spesso le persone hanno già in mente una perticolare razza e poco valgono i consigli sui pro e i contro che ciascusa di essa possiede.
Vi consiglio anche di diffidare di tutti quegli allevatori (quindi informatevi bene perché ce ne sono anche molti validi e ben preparati) che sostengono che la razza da loro allevata è quella più adatta ai bambini, mettendone in evidenza in genere alcune doti come la pazienza, la giocosità e magari anche un forte senso di protezione. Inoltre spesso e volentieri vengono evidenziati solo i pregi senza mai i difetti…E attenzione ad esempio ai cani molto protettivi. In presenza di altri bambini estranei al gruppo familiare cosa potrebbe succedere se il piccolo di casa fosse considerato dal cane in pericolo o minacciato in qualche modo dai suoi coetanei mentre giocano? Potete ben immaginare che il comportamento del cane non sarebbe quello che voi desideravate…

E se si pensasse ad un trovatello da canile? Ben venga aiuterete sì un animale abbandonato, ma nella maggior parte dei casi, non si conosce il suo passato, come è stato allevato o cresciuto fino a quel momento, quali esperienze positive o negative ha fatto. Si possono solo intuire le tendenze caratteriali in base alla razza a cui maggiormente assomiglia, ma è sempre una grossa incognita.

Fortunatamente il cane ha anche un grande capacità di adattamento al contesto familiare e questo in molti casi risolve o mitiga conseguenze di scelte non sempre troppo consapevoli e appropriate.

Un altro suggerimento è di adottare un cane già adulto ma giovane, con un età di circa 2 3 anni, in modo da non trovarvi con due cuccioli da crescere che hanno uno sviluppo psico-fisico molto differente tra loro, con inevitabili difficoltà di gestione.

Sconsiglio poi di adottare cani di grossa taglia perché, anche se alcuni soggetti sono molto tranquilli e pazienti, magari in particolari situazioni potrebbero ad esempio ti**re e trascinare a terra il bimbo che li tiene al guinzaglio. Quindi, in caso di cani e bambini, è consigliabile adottare un animale di peso non superiore ai 10 – 15 kg.

Per quanto riguarda il sesso, in genere le femmine tendono a fare più da “chiocce” al bimbo-cucciolo e cercano di dare più insegnamenti rispetto ad un maschio. A volte, perciò, può capitare che il bimbo riceva qualche morso, anche se tendenzialmente è di tipo correttivo e quindi non molto forte o cruento. Il maschio ha solitamente più sopportazione e pazienza ma se esplode, il morso rischia di essere più grave.

Va da sé che è sempre meglio - anzi sottolineerei doveroso e necessario - insegnare al bambino il rispetto del cane e dei suoi spazi e non lasciarli mai da soli a giocare, perché spesso il bambino ha modalità e atteggiamenti non coretti quali ad esempio ti**re la coda, saltare a cavallo, ti**re il pelo ecc che lui vede come un gioco, ma che il cane non sempre può interpretare nello stesso modo e tollerare all’infinito.

Indirizzo

Via Barbieri
Voghera
27058

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