21/08/2026
Oggi sono brillante il fresco aiuta. Pi***ne in arrivoooo 🤣
Post dedicato a tutti quelli che ci chiedono che tipo di percorso e test facciamo sui cuccioli appena nascono.
Noi non è che consideriamo inutile qualsiasi stimolazione dei cuccioli. Il punto è che non ritieniamo necessario trasformare la crescita del cucciolo in un vero e proprio “percorso sensoriale” fatto di ostacoli, superfici, oggetti e stimoli artificiali, soprattutto se viene presentato come qualcosa di indispensabile per sviluppare un cucciolo equilibrato.
Il nostro ragionamento, parte da qui:
Il cucciolo deve imparare a conoscere il mondo, non un circuito. La vita quotidiana offre già una quantità enorme di stimoli: superfici diverse, rumori, persone, movimento, ambiente, altri cani, spazi aperti e chiusi.
Nel Malinois la curiosità e la capacità di adattamento non vanno necessariamente “costruite” attraverso un percorso. Sono caratteristiche che fanno parte del patrimonio genetico della razza, poi vanno accompagnate e indirizzate.
Diamo molta importanza alla maturazione neurologica e alla percezione naturale, lasciando che il cucciolo esplori e risolva autonomamente piccole difficoltà, invece di mettergli davanti una sequenza prestabilita di esercizi.
Soprattutto, conosciamo bene la differenza tra stimolare e sovrastimolare. Un cucciolo di Malinois non ha bisogno di essere continuamente bombardato da esperienze per “diventare forte”: deve anche avere tempo per osservare, elaborare, recuperare e dormire.
Per noi è molto più importante osservare il singolo cucciolo: quello più prudente, quello più intraprendente, quello che si adatta immediatamente, quello che tende a reagire. Il percorso standardizzato rischia di far sembrare che tutti abbiano bisogno della stessa cosa.
E c'è un'altra cosa che secondo noi è centrale nel nostro approccio: non confondiamo l'esposizione con la qualità genetica e caratteriale. Un buon percorso sensoriale non trasforma un cucciolo mediocre in un grande cane da lavoro, così come la sua assenza non rovina un cucciolo geneticamente equilibrato che viene cresciuto bene.
In sostanza:
“Io non devo insegnare al cucciolo a camminare su dieci superfici diverse per dimostrare che l'ho stimolato. Devo metterlo nelle condizioni di esplorare, fare esperienze adeguate alla sua età, sviluppare sicurezza e capacità di adattamento, e soprattutto devo saperlo osservare.”
C'è anche un aspetto che consideriamo importante: abbiamo una cucciolata numerosa e conosciamo i soggetti individualmente. Quindi non lavoriamo con una ricetta uguale per tutti.
Quindi la nostra posizione non è “non bisogna stimolare i cuccioli”. È più precisamente:
“La stimolazione è fondamentale, ma non necessariamente attraverso un percorso sensoriale costruito dall'uomo. La quotidianità, l'esplorazione libera e le esperienze adeguate, unite all'osservazione del singolo soggetto, possono essere molto più significative.”... motivo per cui lavoriamo a modo nostro 😆🤗