28/05/2026
PROTEZIONE E RIABITUAZIONE.
Parte 1.
❗️ Sono frequenti, ormai da qualche anno, gli allarmi dispensati dai media, sulla presenza del lupo, direi, ovunque.
L'argomento è vasto e complicato al punto che, premetto, è difficile da affrontare in un contesto come quello di FB.
Qualche breve considerazione, però, mi sento di farla.
1. Il contesto, in Italia, è cambiato, e molto, dagli '70 ad oggi. Il lupo era prossimo all'estinzione, ridotto ad alcune decine di esemplari sull'appennino centrale a causa del massacro indiscriminato posto in essere dall'uomo.
All'epoca ci fu una sorta di eradicazione alla base del problema. Finito quello, di problema, fini' il lupo e poco dopo fini' la pastorizia ma, soprattutto, finirono i cani da guardiania. (che ancora oggi, in Italia, sono molto pochi)
2. Anno 2026, sempre in Italia.. La novella mediatica di oggi ci racconta: i lupi sono troppi. Sono nelle città, sono pericolosi per i bambini, per le persone...per tutti. Vanno limitati.
Dove sta la verità?
Cos'è la cosa giusta da fare?
Tornare agli anni '70 o cercare di aggiornarci (semmai possibile) al tempo attuale?
Ma soprattutto, come?
E perche?
Chi si deve proteggere?
La zootecnia?
Quale e quali bisogni ha, oggi,?
Ovvero, si deve proteggere Nonna Pina alla quale oggi i lupi rubano le fettuccine dalla finestra?
Oppure vanno messi in sicurezza gli asili dei bambini che giocano nel cortile?
O il semplice cittadino che la sera porta a spasso il cane e rischia di essere aggredito da lupi, cinghiali, nutrie, Mazinga e Goldrake??
Spesso le domande hanno, fortunatamente, risposte semplici.
Conoscenza, cultura e buone pratiche.
Con buona pace di lupare e altre vergogne varie.
Segue...