Giulia Cibrario Medico Veterinario

Giulia Cibrario Medico Veterinario Visite domiciliari in Torino e provincia. Iscritta all'albo di Torino (TO2658)

I pazienti, quelli rilassati 😂
31/08/2026

I pazienti, quelli rilassati 😂

CONTRO LA DEMONIZZAZIONE DEL CIBO COMMERCIALE Oggi ho avuto modo di trattare un caso “particolare” che ancora una volta ...
24/08/2026

CONTRO LA DEMONIZZAZIONE DEL CIBO COMMERCIALE

Oggi ho avuto modo di trattare un caso “particolare” che ancora una volta ci ricorda quanto importante sia la dieta.
In visita si presenta un cucciolo di gatto di 5 mesi con una zoppia 4/4 di un posteriore manifestatasi immediatamente dopo un salto a scendere da un rialzo di soli 40 cm, ed una anamnesi remota di piccoli incidenti frequenti e riluttanza a compiere salti.
Già di per sé questo fatto mi “incuriosisce” perché zoppie così gravi senza traumi di rilievo lasciano sempre sospettare.

Si opta per uno studio radiografico che mostra immediatamente una frattura diafisaria di femore, ma non solo.. ci mostra una grave displasia d’anca bilaterale, una rarificazione ossea generale dei segmenti visibili nel radiogramma (osteomalacia), e quello che sembra l’esito di una piccola vecchia frattura del perone sullo stesso arto.

Perché questo mi accende un ulteriore campanello di allarme insieme a tutti gli altri segni radiografici ?
Perchè questa frattura non è localizzata in prossimità della fisi articolare di accrescimento.

Cosa sono le fisi (cartilagini di accrescimento) ?sono zone di cartilagine situate alle estremità delle ossa lunghe nei cuccioli e negli animali giovani la cui funzione è consentire la crescita longitudinale dell’osso.
La chiusura delle fisi avviene progressivamente con la maturazione scheletrica e non tutte le fisi si chiudono contemporaneamente. Il momento dipende da specie, razza, osso e sede anatomica;
Le fisi sono quindi strutture fisiologiche fondamentali, ma rappresentano anche una zona relativamente vulnerabile e possono fratturarsi dopo traumi anche apparentemente banali.

Nel nostro caso però la frattura è situata sulla diafisi, lontano dalle zone di accrescimento, dove la matrice ossea dovrebbe essere più robusta e quindi men che meno probabile che un movimento banale ne possa causare una frattura completa .

A questo punto chiedo ai proprietari, cosa mangia questo gatto? E dopo lo smarrimento iniziale esce fuori quella che purtroppo è la conferma dei miei sospetti: una dieta casalinga “fai da te” a base di pollo e pesce.
Purtroppo pensando di fare del bene con una alimentazione naturale e fresca, si è ottenuto in realtà l’effetto opposto.

Non è più così raro riscontrare patologie legate alla alimentazione che non vedevamo praticamente più da quando l’introduzione del cibo commerciale specifico per cuccioli era diventata la prassi .
Stanno via via diventando di nuovo più frequenti da quando è in atto negli ultimi anni una demonizzazione del cibo commerciale a favore di alimentazioni più naturali che, se non opportunamente bilanciate da un Veterinario nutrizionista, portano a sbilanciamenti pericolosi.
L’organismo animale adulto è in grado di sopperire più a lungo a tali carenze e a lungo termine si possono manifestare varie problematiche soventemente del tratto urinario come insufficienza renale cronica o urolitiasi, ma anche anemie, pancreatiti subcliniche, deficit vitaminici, disbiosi, problemi di assorbimento intestinale, cardiomiopatie.
Nel cucciolo e nell’animale in accrescimento, che sia cane o gatto, hanno un impatto ancora più enorme poiché i fabbisogni sono nettamente aumentati e poche settimane di quella che di fatto è una malnutrizione, possono produrre dei veri disastri : osteomalacia, rachitismo, scarso accrescimento , fratture dentarie , displasie articolari, ridotte masse muscolari , lassità legamentosa, deficit del sistema immunitario .

L’alimentazione è quindi un tratto fondamentale della vita dei nostri animali dai primi di mesi di vita fino alla età anziana.
Il cibo giusto non è necessariamente quello che ci sembra il più sano!
Per non incorrere in errori, se pur a fin di bene, è fondamentale farsi sempre assistere nella scelta della alimentazione dal vostro veterinario e dal supporto del veterinario nutrizionista in caso di diete fresche, che vi indicherà i giusti bilanciamenti e gli integratori da inserire SEMPRE nella dieta!

I miei librettini si sono rifatti il look! Niente più post-it di promemoria appiccicati per ricordarsi gli appuntamenti ...
12/08/2026

I miei librettini si sono rifatti il look! Niente più post-it di promemoria appiccicati per ricordarsi gli appuntamenti annuali, trovate tutto scritto sul retro! 💪🏻

30/07/2026
Dottoressa vorrei fare un check up di controllo al mio animale, cosa mi consiglia? Spesso mi giungono queste richieste n...
26/07/2026

Dottoressa vorrei fare un check up di controllo al mio animale, cosa mi consiglia?

Spesso mi giungono queste richieste nel periodo estivo, che è il periodo in cui però io sconsiglio di eseguire questi screening perché :
- gli esami sangue possono essere suscettibili di minime variazioni collegate al caldo e a lieve disidratazione, ed in assenza di sintomi possono essere poi di difficile interpretazione
- per quanto riguarda le malattie parassitarie, i periodi estivi sono quelli di diffusione e presenza del vettore dove quindi non è possibile distinguere tra animale infetto e semplice contatto occasionale !

A grande richiesta ecco quindi i check up di routine che io consiglio per cani/gatti/cavalli!

Dubbi o domande? Potete scriverli nei commenti!

Parliamo un po’ oggi di un altro problema molto comune ma troppo poco diagnosticato, e soprattutto, troppo spesso non tr...
23/06/2026

Parliamo un po’ oggi di un altro problema molto comune ma troppo poco diagnosticato, e soprattutto, troppo spesso non trattato correttamente. Sto parlando dell’otite!
⚠️ Le cause possono essere molteplici: allergie, parassiti, corpi estranei, umidità, batteri o lieviti.

🔎 Segni di otite
• Scuote spesso la testa
• Si gratta le orecchie
• Cattivo odore dall’orecchio
• Rossore
• Dolore
• Secrezioni
• Testa inclinata

Molti pensano erroneamente, facendo un paragone con le orecchie delle persone, che sia naturale che anche le orecchie dei cani producano un po di cerume!
La verità è che SE LE ORECCHIE E I CONDOTTI UDITIVI SONO SANI, NON C’È MAI PRODUZIONE DI CERUME MA IL CONDOTTO SI PRESENTA ASCIUTTO, PULITO, CON LA PELLE CHIARA (QUASI BIANCA) E NON C’È BISOGNO DI PULIZIA! Tutto quello che si discosta da questa presentazione è sempre patologico!

Perché si sbaglia spesso nella diagnosi e nel trattamento?
- Sintomi sottovalutati dai proprietari: troppi pensano che il cerume sia una caratteristica dell’animale e che se non manifesta dolore allora non vi sia un problema! L’otite non è solo un po’ di cerume! È infatti associata ad edema o calcificazioni del condotto, placche ulcerose, lacerazioni del timpano,sanguinamenti e a lungo andare può evolvere in problematiche neurologiche. L’otite non è solo fastidiosa, è dolorosa! Il fatto che un animale impari a conviverci perché non viene trattata o continua a recidivare nel corso dei mesi e anni, non significa che non viva con costante disagio e dolore.
- Mancata igiene: alcuni proprietari vivono con razze di cani che necessitano di frequente e adeguata toelettatura dell’orecchio. Trascurare questo aspetto porta a otiti molto difficili da curare
- Lavaggi frequenti e utilizzo di ceruminolitici: lavare un orecchio che non ne ha bisogno (se pur con prodotti specifici) predispone a otite per persistenza di liquido e umidità per giorni. Viceversa lavare costantemente con ceruminolitici un orecchio con otite ceruminosa, non è una cura, è spalmare lo sporco!
- Ignorare la causa sottostante: quasi sempre l’otite è secondaria ad una infiammazione su base allergica/autoimmune che rende la pelle del condotto uditivo facilmente attaccabile dagli agenti infettivi, se ignorata e non trattata adeguatamente porta all’insuccesso terapeutico con un miglioramento della otite durante il periodo di trattamento antibiotico/antimicotico e successive continue recidive .

Come gestire l’otite per ottenere il successo terapeutico?
* ESAME CITOLOGICO AURICOLARE: fondamentale! serve per identificare la natura della otite, il tipo di contaminazione, e indirizzarsi ad ogni visita di controllo verso l’uso dei prodotti più adeguati in quel determinato momento per quel soggetto. Non si può decidere come proseguire semplicemente guardando la quantità ed il colore del cerume!

* TAMPONE PER ANTIBIOGRAMMA: raccolta di materiale dal condotto uditivo da mandare in laboratorio per identificare l’agente infettivo e quale antibiotico risulti essere il più efficace.

* TRATTAMENTO CORTISONICO SISTEMICO: se la componente infiammatoria è importante e/o il condotto ostruito dal gonfiore, è sempre raccomandato associare al trattamento topico, il trattamento sistemico (se le condizioni del paziente lo consentono)

* TRATTAMENTO TOPICO: prodotti auricolari antibiotici/antimicotici da utilizzare guidati dalle indicazioni della citologia auricolare

* DIETA IPOALLERGENICA: non sempre le intolleranze/allergie alimentari sono la causa della otite ma potrebbe essere in alcuni soggetti indicato seguire una dieta a ridotto stimolo antigenico (monoproteico o idrolizzato)

* LAVAGGI AURICOLARI: durante i controlli effettuo sempre il lavaggio con prodotti che scollano, rompono e rimuovono il biofilm batterico poiché se non rimosso rappresenta un ulteriore motivo di insuccesso terapeutico perché “nasconde e ripara” i batteri dal trattamento.
In alcuni casi piuttosto gravi o cronici può rendersi necessario un lavaggio profondo in anestesia totale (questo perché in alcuni pazienti ripulire il condotto e accedervi con l’otoscopio sarebbe troppo doloroso)

Nessun animale dovrebbe convivere con l’otite. Con costanza e un lavoro mirato si può risolverla per sempre o ridurre le recidive a sporadici episodi di lieve entità se riconosciuti tempestivamente!

In foto qualche mio citologico (MALASSEZIA - CELLULE SUPERFICIALI, BIOFILM E COCCHI - INFILTRATO LEUCOCITARIO)

MALATTIE RARE, MA NON TROPPO! Anche oggi vi voglio presentare un caso interessante. In queste ultime settimane insieme a...
15/06/2026

MALATTIE RARE, MA NON TROPPO!
Anche oggi vi voglio presentare un caso interessante. In queste ultime settimane insieme all’Ambulatorio Tosco Grassino, ho avuto modo di visitare una giovane c***a con un disturbo cronico.
I suoi sintomi principali erano episodi non continuativi di vomito e dissenteria ma sopratutto una fortissima inappetenza, abbattimento e reflusso persistente, dolore della regione dell’ipocondrio, gastrite e di conseguenza un forte deperimento progressivo.
Dopo aver valutato la diagnostica già eseguita (ematobiochimico, ecografia addominale, TLI , folati, B12) ed escluso patologie primarie gastroenteriche, decido di eseguire il test di stimolazione con ACTH per escludere la malattia di Addison e, con mia grande soddisfazione, siamo riusciti ad individuare il problema!

Ma di cosa si tratta quindi?
Il MORBO DI ADDISON o IPOADRENOCROTICISMO è una malattia endocrina causata da un'insufficiente produzione di ormoni (glucocorticoidi e/o mineralcorticoidi) da parte delle ghiandole surrenali, spesso con base autoimmune (il sistema immunitario nel corso degli anni distrugge la ghiandola causando il progressivo peggioramento della malattia e coinvolgendo la produzione di più ormoni)
Poiché questi ormoni che possono essere carenti in quantità e tipologia variabile, interessano il funzionamento di tutti gli organi, i sintomi possono essere i più disparati e spesso sovrapponibili a molte altre patologie, per questo motivo il morbo di Addison viene definito anche IL GRANDE IMITATORE.

I segni clinici possono essere intermittenti e acuirsi nei periodi di stress:
* Gastrointestinali: Vomito, diarrea, forte inappetenza e perdita di peso.
* Generali: Letargia cronica, estrema debolezza, tremori e depressione. Peggioramento in situazioni che provocano stress.
* Crisi addisoniana: Nei casi più gravi, il cane può subire un collasso acuto con shock, disidratazione e bradicardia.
* Segnali subdoli: Poliuria (aumento della minzione) e polidipsia (sete intensa). L'ipoadrenocorticismo spesso può passare inosservato per molto tempo a causa di segni clinici aspecifici (disoressia, abbattimento, vomito, diarrea) e dell'assenza delle classiche alterazioni elettrolitiche e potrebbe essere confuso con altre malattie, come l'enteropatia infiammatoria cronica.

Come diagnosticare questa malattia?
- Esame biochimico : nell’Addison tipico sono presenti alterazioni degli elettroliti e in particolare un basso rapporto Na/K e ipercalcemia . Nell’Addison atipico non vi è invece un danno della componente mineralcorticoide del surrene e quindi questi parametri sono normali.
- Ecografia addominale: i surreni possono apparire bilateralmente più piccoli del normale.
- Test di stimolazione con ACTH: gold standard per la diagnosi e la conferma della malattia. Si effettua un prelievo di dosaggio del cortisolo; si somministra l’ormone ACTH e poi si effettua un secondo prelievo dopo 60-90 minuti.
- Rapporto cortisolo/creatinina urinario o misurazione cortisolo basale: test utili solo per escludere la malattia di Addison ma non per confermarla. In caso di risultati suggestivi, andrà poi effettuato il test di stimolazione con ACTH per confermare la diagnosi.

Questa malattia si può curare?
I surreni degli animali affetti non sono in grado di produrre un quantitativo di ormoni sufficienti al funzionamento dell’organismo e a sostenere eventuali situazioni di stress, si somministra quindi una terapia cortisonica sostitutiva, somministrando a vita glucocorticoidi ed anche eventuali mineralcorticoidi.

CURIOSITÀ: gli animali affetti da Addison autoimmune, spesso per lo stesso motivo sviluppano anche ipotiroidismo, è bene quindi in questi animali monitorare sintomi, elettroliti e tiroide regolarmente!

Speriamo che questa cagnolina, ora che abbiamo individuato il vero problema, si senta presto molto meglio!

Oggi con l’autorizzazione dei proprietari vi racconto la storia di Adele! Una cagnona giovane, che si presenta clinicame...
10/06/2026

Oggi con l’autorizzazione dei proprietari vi racconto la storia di Adele!
Una cagnona giovane, che si presenta clinicamente perfetta, ma ad un proprietario attento è evidente l’alternanza di periodi con minore vitalità e minore appetito del solito. Adele non ha sintomi gastroenterici, sappiamo solo che in passato aveva manifestato episodi di pica.

Essendo questa sua manifestazione clinica in concomitanza del calore, valutiamo in primis la fase estrale ed essendo in diestro escludiamo una variazione del comportamento legata alla gravidanza immaginaria.
Eseguo poi una ecoaddome per valutare una possibile patologia uterina.
Durante questo accertamento mi “faccio un giro” con l’ecografo nel resto dell’addome e noto un pancreas ecograficamente un po’ troppo facilmente “visibile” (in condizioni di normalità ha una ecogenicità simile ai tessuti che lo circondano e quindi meno individuabile a colpo d’occhio) e con il dotto biliare leggermente dilatato.
Niente di grave, ma un piccolo importante indizio per noi! Portiamo avanti quindi la diagnostica, e gli esami ematici ci confermeranno la diagnosi di un problema di pancreatite subclinica cronica con una leggera stasi biliare.

La pancreatite subclinica cronica, nel cane è un'infiammazione del pancreas silente e di basso grado. Non presenta sintomi evidenti, ma è molto impattante per l’animale perché provoca un dolore subdolo, viscerale, costante, spesso refrattario agli antidolorifici, e danneggia progressivamente il tessuto pancreatico.
Se non diagnosticata e controllata può evolvere in diabete, in insufficienza pancreatica o in improvvise fasi acute molto pericolose perchè poco responsive ai trattamenti e purtroppo con elevata percentuale di mortalità.

Quali possono essere i sintomi di questa infiammazione?
* Letargia o stanchezza immotivata
* Inappetenza intermittente o rifiuto di mangiare alcuni cibi (spesso confusi con mal di stomaco o capricci)
* Episodi di vomito o feci molli

Come individuarla?
- Ecografia addominale
- Esame biochimico completo
- Parametri specifici come Amilasi, Lipasi (spesso poco indicativi) , Prot. C Reattiva e TLI

La terapia per Adele adesso sarà quella di cercare di mettere a riposo il pancreas con dieta e integrazioni e sono sicura che presto inizierà a sentirsi molto meglio!

Il suo caso però è importante per condividere con voi alcuni pensieri :

- NON SEMPRE LE PATOLOGIE GASTROENTERICHE SI MANIFESTANO CON I SINTOMI TIPICI ED ECLATANTI. NON ESCLUDERE A PRIORI UN PROBLEMA SOLO PERCHÉ MANCA LA PI***LA FUMANTE.

- IL MALESSERE ED IL DOLORE SUBCLINICO CRONICO POSSONO ESSERE DI FORTE IMPATTO SULLA QUALITÀ DI VITA DELL’ANIMALE.

- I CANI NON SI LAMENTANO MAI.

- I CANI CI PARLANO, BASTA SAPERLI/VOLERLI ASCOLTARE.

MAI SOTTOVALUTARE I CAMBI DI COMPORTAMENTO DEL VOSTRO ANIMALE.
Tra le cause più frequenti di malessere cronico troviamo:
- Problemi digestivi gastroenterici
- Pancreatite cronica subclinica
- Mal di denti
- Prostatite
- Patologie uterine/ovariche
- Disturbi epatici/biliari

- UNENDO I 4 PUNTI SOPRA, VI SARÁ FACILE IMMAGINARE QUANTO SOTTO DIAGNOSTICATE POSSANO ESSERE MOLTE PROBLEMATICHE CRONICHE.

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