31/07/2026
Vederla lì sdraiata, con i punti di sutura che le attraversano il corpicino dall'inguine alla spalla, mi spezza il cuore. Ma mi dà anche la forza di gridare al mondo la sua storia.
Lei si chiama Giusy, ma per noi oggi è Cosetta.
È una vecchia Yorkshire che ha conosciuto solo il lato più oscuro dell'essere umano.
Usata come una macchina da soldi da un cagnaro senza scrupoli, costretta a sfornare cuccioli finché il suo corpo non si è riempito di tumori. A quel punto, l'hanno buttata via senza un briciolo di pietà.
Grazie alla catena del bene e alla volontaria Ilaria, siamo andati a prenderla in auto vicino Napoli.
Le foto non rendevano giustizia all'orrore: senza denti, sottopeso, completamente rasata perché il pelo era irrecuperabile, e reduce da un intervento per un tumore enorme che era persino scoppiato.
Da due settimane è a casa con noi, e ieri abbiamo vissuto un altro incubo: un'operazione d'urgenza per una massa sotto l'ascella che minacciava la sua zampina.
Il veterinario è riuscito a salvarla (grazie Paolo), e oggi Cosetta è ancora qui.
Sono incazzata.
Chi compra i cani da queste persone è complice di questa tortura.
Alimenta un giro d'affari basato sulla sofferenza di anime innocenti. Le istituzioni tacciono, le leggi restano sulla carta, ma questi non sono "solo cani".
Sono creature pure che meritano rispetto e protezione.
Cosetta, in pochissimi giorni, ci ha letteralmente conquistati.
È un uragano: arrogante, prepotente, ma allo stesso tempo dolcissima e socievole.
Ha lo sguardo di chi vuole vivere.
La strada è in salita, piccola mia, ma l'inferno è finito.
Ora sei a casa.