10/03/2026
🙏🏽
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲 𝘂𝗻 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗮𝗻𝗻𝗶?
𝘾𝙝𝙚 𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙘𝙞 𝙙𝙞𝙘𝙚 𝙡𝙖 𝙨𝙘𝙞𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙖 𝙢𝙚𝙢𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙖𝙣𝙚
Molti familiari umani di cani raccontano spesso del loro cane che è capace, o sembra esserlo, di riconoscere posti o luoghi visitati parecchio tempo prima. Ad esempio, anche dopo mesi o anni si torna in un luogo che il cane aveva frequentato in passato: una casa di vacanza, un sentiero in montagna, il giardino di un luogo di villeggiatura. Appena scende dall’auto il cane sembra sapere esattamente dove si trova. Annusa l’aria, osserva l’ambiente e si dirige con sicurezza verso un luogo particolare del giardino, il vialetto che porta verso la casa o, una volta entrato, si dirige verso un punto preciso dove dormiva o dove gli mettevamo la ciotola dell’acqua nella casa delle vacanze.
𝙀̀ 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙪𝙣𝙖 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖 𝙞𝙢𝙥𝙧𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙤𝙥𝙥𝙪𝙧𝙚 𝙞𝙡 𝙘𝙖𝙣𝙚 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙧𝙙𝙖 𝙙𝙖𝙫𝙫𝙚𝙧𝙤 𝙦𝙪𝙚𝙡 𝙡𝙪𝙤𝙜𝙤?
Per molto tempo la spiegazione più diffusa era semplice, ma incompleta. Si pensava che la memoria del cane fosse quasi esclusivamente di tipo associativo. Si pensava che il cane fosse capace solo di collegare uno stimolo a una conseguenza: il guinzaglio significa passeggiata, la ciotola significa cibo, il rumore delle chiavi significa che qualcuno sta arrivando.
Questo tipo di apprendimento, è bene fare chiarezza, esiste davvero sia nell’umano che nel cane ed è molto efficace, ma non è l’unico.
I cani sono straordinariamente bravi nel creare collegamenti tra eventi passati e conseguenze di quanto è loro accaduto di vivere. Questa è una delle più grandi capacità del cane che ha favorito la lunga convivenza del cane con gli esseri umani.
Negli ultimi anni, però, la ricerca scientifica ha mostrato un quadro più complesso per descrivere la memoria del cane. Il cervello del cane possiede strutture simili a quelle del cervello umano. Tra queste strutture deputate alla memoria c’è l’ippocampo, una parte del cervello coinvolta nella memoria degli spazi e degli eventi, mentre un’altra parte, l’amigdala, rafforza i ricordi legati alle emozioni.
Grazie a queste strutture anche il cane può conservare informazioni sugli ambienti, sui percorsi e sulle situazioni che ha vissuto in passato. Una delle forme di memoria più evidenti è la memoria spaziale, cioè la capacità di ricordare luoghi e orientarsi nello spazio. Molti cani riescono a riconoscere ambienti visitati anche molto tempo prima proprio grazie a questa organizzazione del cervello che ricorda.
Alcuni studi suggeriscono inoltre che i cani possano possedere una forma di memoria degli eventi che viene definita episodica-like. In un esperimento pubblicato su Current Biology alcuni cani sono stati in grado di ripetere azioni osservate da un essere umano che le compiva poco prima, anche quando non avevano alcun motivo di aspettarsi di doverle ricordare.
Questo risultato indica che i cani non ricordano soltanto associazioni tra stimoli e conseguenze. Possono conservare tracce di esperienze vissute anche in modo indiretto.
La memoria del cane non funziona però esattamente come quella umana. Il cane non ricostruisce il passato come una storia raccontata e non organizza i ricordi secondo una cronologia precisa (noi umani possiamo ad esempio ricordarci quando eravamo bambini, i compagni di scuola delle medie e quelli delle superiori). Il cane, a differenza nostra, organizza i suoi ricordi in funzione dell’esperienza che ha vissuto. Lo fa ricordando: i luoghi, gli odori particolari presenti, le emozioni che ha vissuto in passato.
Quando uno di questi elementi riappare nell’ambiente, la memoria del cane può riattivarsi. È probabilmente per questo che, tornando in un luogo frequentato in passato, anche molto tempo prima, il cane può orientarsi immediatamente. Non riconosce soltanto lo spazio. Riconosce un insieme di segnali e indizi sensoriali che fanno parte della sua esperienza di vita passata.
Attilio Miconi
𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲
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Recall of others' actions after incidental encoding reveals episodic-like memory in dogs. Current Biology, 26(23), 3209–3213.
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