05/06/2026
Se potete leggete fino in fondo
Ringrazio la Dott.ssa Baba Chanforan per avermi consentito questo articolo sulla pagina dell’ambulatorio.
LIBRELA, anticorpi monoclonali e NGF: cosa sappiamo, quali sono i dubbi e perché l’anamnesi è fondamentale
Negli ultimi anni l’introduzione degli anticorpi monoclonali in medicina veterinaria ha aperto nuove possibilità terapeutiche per il trattamento del dolore cronico da artrosi. Tra questi farmaci, Librela (bedinvetmab) è stato sviluppato per ridurre il dolore nei cani affetti da osteoartrosi attraverso il blocco del NGF (Nerve Growth Factor, fattore di crescita nervoso).
Nonostante alcuno risultati positivi, al momento statisticamente non così significativi ( pubblicazioni visibili ) riportati in molti animali, il suo utilizzo ha generato anche per questo, un ampio dibattito tra veterinari più attenti, ricercatori e proprietari, soprattutto in relazione alle segnalazioni di eventi avversi e alle domande ancora aperte sul ruolo biologico del NGF.
Anche se troppo spesso i veterinari (anche i medici in umana) non segnalano l’evento avverso. Perché non lo riconoscono, perché lo negano o non lo cercano proprio, per non ammettere di fronte al cliente (chi paga) di aver sbagliato prescrizione.
Come nasce un anticorpo monoclonale?
Ogni anticorpo monoclonale deriva originariamente da un singolo clone cellulare, cioè da un linfocita B capace di produrre un anticorpo specifico contro un determinato bersaglio.
Questo significa che l’anticorpo è identico in tutte le sue copie. Una volta identificata la molecola desiderata, il patrimonio genetico che la codifica viene inserito in linee cellulari coltivate industrialmente, che diventano vere e proprie fabbriche biologiche.
Nel caso di Librela, l’anticorpo è stato progettato per essere molto simile agli anticorpi naturali, RIPETO MOLTO SIMILE a quello del cane, con l’obiettivo di RIDURRE il rischio di riconoscimento come sostanza estranea.
Un solo anticorpo per milioni di cani: CANI DIVERSI FRA LORO. COME NOI, PIÙ DI NOI.
Un unico anticorpo viene utilizzato in animali estremamente diversi? In un sistema immunitario che conosciamo ancora pochissimo? (Troppe variabili, troppe differenze soggettive: culturali, ambientali, familiari, archetipali, biofotoniche, genetiche, del microbiota ecc… in umana come sugli animali)
La domanda è semplice: se ogni cane possiede un sistema immunitario unico, come può lo stesso farmaco essere adatto a tutti?
Dal punto di vista scientifico, la risposta è che il farmaco non è progettato per adattarsi all’intero sistema immunitario dell’animale, ma per legarsi a una molecola bersaglio specifica, il NGF, presente in tutti i cani.
Tuttavia, questa spiegazione non elimina il dubbio, perché la risposta è già intrinseca nella sua stessa formulazione. Pur avendo lo stesso bersaglio, ogni animale presenta caratteristiche genetiche, neurologiche, metaboliche e immunitarie differenti che possono influenzare la risposta al trattamento.
Per questo motivo è possibile che alcuni soggetti ottengano un beneficio ( per quanto? ) mentre altri sviluppino effetti indesiderati, anche gravi, su organi con lo stesso sistema,
il veterinario distratto o superficiale o altro, non ne rileva “ la poca maneggevolezza” e lo utilizza come un antidolorifico normale (tipo fans) con la stessa leggerezza, solo con tristemente un guadagno maggiore.
Cos’è il NGF
Il NGF, o Nerve Growth Factor, è una proteina scoperta per il suo ruolo nello sviluppo e nella sopravvivenza delle cellule nervose.
Per molti anni è stato considerato principalmente una molecola coinvolta nella crescita dei nervi. Oggi sappiamo che le sue funzioni sono molto più ampie.
Il NGF è presente:
* nel sistema nervoso periferico;
* nel cervello e nel midollo spinale;
* nelle articolazioni;
* nella pelle;
* negli occhi;
* nel sistema immunitario;
* nel cuore e nei vasi sanguigni;
* nell’apparato digerente;
* in diversi organi e tessuti dell’organismo.
Quando un’articolazione è infiammata o degenerata, come accade nell’artrosi, la produzione locale di NGF aumenta e contribuisce alla sensibilizzazione delle fibre nervose responsabili del dolore.Aumenta solo lo o in tutti gli altri organi ? Questo porta a molti effetti collaterali gravi neanche contemplati o segnalati.
Come agisce Librela
Librela si lega al NGF e ne impedisce l’interazione con i recettori nervosi.
L’obiettivo terapeutico è interrompere la trasmissione del dolore cronico legato all’artrosi.
In molti cani ciò si traduce in una migliore mobilità, maggiore attività fisica e miglior qualità della vita.
Tuttavia il blocco del NGF pone una questione biologica importante: se questa molecola svolge funzioni in numerosi organi e sistemi, quali possono essere le conseguenze della sua inibizione prolungata? E se il farmaco resta attivo per minimo un mese, come possiamo tornare in dietro di fronte ad una risposta immunitaria soggettiva, continuando ad agire senza possibilità di ritorno ?
I dubbi sono troppi per vederlo iniettare con così tanta leggerezza
La biologia è complessa e che alcuni aspetti meritano ulteriori approfondimenti.
Tra le domande ancora discusse vi sono:
Quali effetti può avere il blocco cronico del NGF in soggetti molto anziani?
Esistono categorie di cani più vulnerabili agli eventi avversi?
Alcune manifestazioni neurologiche potrebbero essere correlate alla riduzione dell’attività del NGF?
Il miglioramento del dolore potrebbe talvolta indurre animali fragili a sovraccaricare strutture articolari già compromesse?
Quanto incidono patologie preesistenti non diagnosticate?
I pazienti sanno dare le giuste informazioni e soprattutto il veterinario fa veramente le giuste domande e si ferma di fronte alla voglia di iniettare per trovare soluzioni veloci che gratifichino il proprietario più che il benessere reale del cane?
Essendoci oltretutto alternative non farmacologiche ormai studiate e consolidate come ozono, radiofrequenza, medicina conservativa, educazione alimentare ecc…
L’importanza dell’anamnesi
Se esiste un elemento che dovrebbe occupare un ruolo centrale prima di ogni trattamento, è l’anamnesi.
L’anamnesi non consiste semplicemente nel raccogliere informazioni generiche, ma nel ricostruire l’intera storia clinica dell’animale.
Prima di iniziare una terapia con un anticorpo monoclonale sarebbe opportuno valutare:
* precedenti problemi neurologici;
* episodi di debolezza o perdita di equilibrio;
* incontinenza urinaria o fecale;
* patologie spinali;
* malattie immunitarie;
* terapie farmacologiche in corso;
* stato cognitivo del cane anziano;
* funzionalità renale ed epatica;
* progressione dell’artrosi.
* Razza
* Storia dalla nascita
* Parassitosi intestinali nel corso della vita
* Reazioni a farmaci nella storia clinica
* Vaccinazioni esagerate ( una l’anno) e pluri terapie che modificano il sistema immunitario originale
* Terapie iniettive e annuali per profilassi varie
* Compresse di anti parassitario, che alterano la funzionalità epatica a volte manifesta e immuno mediata a volte mascherata e cellulo mediata ( intolleranze e reazioni gravi)
* Sensibilità caratteriale esasperata
* Timidezza nel comportamento
* Diarrea ripetuta nel corso della vita
* Da dove arriva
* Storia famigliare dell’animale
* Situazioni conosciute dei fratelli o genitori
* Intolleranze alimentari specifiche
Un cane non è la sua diagnosi.
Vi fanno queste domande?
Sappiate ed e’ giusto averne coscienza che un farmaco monoclonale non e’ un “Moment” o un OKI”esempio in umana per farvi comprendere la differenza ( per quanto ci vorrebbe la stessa attenzione, essendosi persa la coscienza grazie alle pubblicità televisive, alla incapacità di sostenere un dolore fisico, al tutto e subito, che un farmaco e’ di per sé un “veleno” e che vada assunto non con leggerezza, ignorando la causa primaria dell’abuso. Ne deriverà con somministrazioni ripetute la sommatoria degli effetti metabolici anti vita del farmaco sommati al problema pre/esistente, mai indagato realmente o modificato stoke d vita originario) e’ uguale a farmaci usati in oncologia, in ematologia, in patologie degenerative gravi ( Rischio/beneficio)
Stiamo parlando di artrosi! Non di cancro o similari !!!
Due animali con la stessa artrosi possono avere condizioni biologiche completamente diverse e, di conseguenza, risposte differenti al medesimo trattamento.
Il valore della farmacovigilanza
Le segnalazioni di effetti avversi non devono essere ignorate né automaticamente considerate prove definitive di causalità. È invece lo sono e ne sono stata ampiamente testimone.
Quello che si fa e’ negare l’evidenza per paura della denuncia o per non avere più la stesa sicurezza inconscia prescrittiva .Una debolezza umana legata all’ ego e alla presunzione soggettiva, che spesso danneggia il sistema intero.
NON ESISTONO CERTEZZE IN MEDICINA!
Ogni segnalazione rappresenta un dato importante che contribuisce a migliorare la conoscenza del farmaco.
Ma non si fa. Ed è gravissimo.
La farmacovigilanza esiste proprio per identificare eventi rari che potrebbero non emergere durante gli studi clinici iniziali.
Ascoltare le osservazioni dei proprietari, documentare accuratamente i sintomi e mantenere un approccio scientifico aperto è fondamentale per comprendere meglio benefici e rischi di qualsiasi terapia innovativa. Anche il proprietario non sempre e’ in grado, non per cattiveria, non è il suo campo e va aiutato nelle domande e poi ascoltato ( ci vuole tempo) e perché a forza di ripetere prescrizioni con leggerezza, se ne minimizzano inconsciamente o consciamente le gravi lacune riscontrate alla fonte.
Chiedo per questo molta attenzione da parte del proprietario nel farsi iniettare e far iniettare sostanze così altamente specie/ specifiche, con tante incognite legate sia ai linfociti B dai quali vengono selezionati e sia alle caratteristiche di basilari di ogni animale.
Al momento due razze escluderei da subito: i levrieri e i barboncini.
I primi per una genetica totalmente differente dagli altri e sconosciuta ai piu’ e i secondi per una predisposizione a malattie auto immuni, agli occhi e ad una sensibilità immunitaria e caratteriale fuori dalla media.
E chissà quanti altri.
Vi ringrazio e mi auguro che possa aiutare anche i proprietari a scelte più consapevoli e meno “aggressive” poco attente e “animalizzate” .
Dietro ad una professione c’è una persona, un’etica, una coscienza e una sensibilità personale
In Italia essere attenti vuol dire essere dei “rompi palle” che mettono in difficoltà il mercato, il guadagno e le aziende farmaceutiche, a me invece piacerebbe tanto che non si mettessero in difficoltà persone e animali, per interesse senza freni!
C’è chi si pone domande e ne pone e chi visita in 15 minuti, tutto compreso.
Notate la differenza.
Non è una visita che costa poco, a dare giuste soluzioni, perche’ anche un veterinario paga le bollette e a famiglia ( non fa benefiche perché ama gli animali, quando e se li ama, con quella no si vive) una visita che al di la’ del costo dedichi il giusto tempo, le giuste domande, i giusti No e le giuste alternative. Che spesso comportano un impegno maggiore anche da parte del proprietario che non ha tempo, che deve costare poco e deve durare molto … però dice di amarlo ! GESÙ e nato una volta sola per i miracoli ! Forse! Chissà!
Cambiate il focus!
Si può scegliere !
Imparare a farlo, può essere la differenza.
Essere bravi spesso vuol sapere dire NO, per il vostro cane, perché non c’è una soluzione a tutto e un NO può salvare una vita, cercando una alternativa più giusta per lo specifico caso.
Sia per persone che per i nostri amati compagni di vita a 4 zampe.
Pensiamoci!
Con amore verso tutti !
Grazie
Dott.ssa Giuliana Cignetti
Chimico Farmaceutico
Psicologa
Infermiera Veterinaria
Educatore Cinofilo
Coadiutore del cane in AAA Regione Piemonte
❤️A Mela e a chi come lei e’ morta troppo presto per superficialità’ prescrittiva, anamnestica, di razza e di non ascolto alle riportate dalla “mamma umana”
sui fratelli e mamma con patologie autoimmuni in atto, espresse al medico veterinario, il quale non ha neanche spiegato cosa fosse un farmaco monoclonale banalizzandolo e senza citare i suoi comunque numerosi effetti possibili di rischio rispetto ai reali benefici, soprattutto in questo specifico cane, che non soffriva di artrosi, medico apparentemente sordo? O chissà da cosa motivato … ) ❤️
E ora qualcuno piange e molto 🙏