15/06/2026
Quando usciamo a fare una passeggiata con il cane, nella maggior parte dei casi il nostro corpo cammina mentre la nostra attenzione è già altrove. Viviamo quel momento con il pilota automatico inserito, rendendolo uno dei tanti automatismi della nostra quotidianità.
Il corpo cammina, ma la mente è già altrove. Ripassa una conversazione, anticipa un problema, organizza la giornata, si perde dietro al telefono, è un funzionamento automatico, continuiamo a muoverci senza essere realmente presenti in ciò che stiamo facendo.
Nel frattempo il cane vive un'esperienza completamente diversa, per lui quella passeggiata è fatta di odori, suoni, consistenze del terreno, tracce, cambiamenti del vento, dettagli che per noi passano inosservati. Difatti l’animale non attraversa semplicemente uno spazio: lo esplora, lo legge, lo interpreta.
Questa differenza ovviamente non riguarda soltanto il modo di camminare, ma riguarda il modo di stare nel mondo.
Noi tendiamo a usare la passeggiata per spostarci da un punto all'altro o per raggiungere un obiettivo, il cane, invece, raccoglie continuamente informazioni. Ogni odore rappresenta una traccia, ogni variazione dell'ambiente aggiunge un tassello alla sua comprensione di ciò che lo circonda. Un punto che il giorno prima sembrava insignificante può raccontare una storia completamente diversa poche ore dopo, perché qualcun altro è passato di lì, perché il vento è cambiato o perché qualcosa nell'ambiente è mutato.
La passeggiata non è soltanto attività fisica o qualche minuto dedicato ai bisogni fisiologici, attraverso quei momenti il cane aggiorna costantemente la propria mappa del territorio e delle relazioni che lo abitano, imparando qualcosa sul mondo, sugli altri e anche su sé stesso.
Mentre la nostra attenzione oscilla continuamente tra il passato e il futuro, il cane rimane ancorato a ciò che sta accadendo. Qui e Ora. Ed è in questo stato di presenza che raccoglie informazioni, prende decisioni, si orienta e costruisce la sua esperienza.
Per noi, invece, la realtà passa quasi sempre attraverso il pensiero, non viviamo soltanto quello che accade: lo commentiamo, lo confrontiamo con il passato, lo proiettiamo nel futuro, gli attribuiamo un significato.
Quella che spesso si vive purtroppo come una semplice incombenza quotidiana invece può trasformarsi in uno spazio di presenza condivisa, capace di fare bene a entrambi.
Come?
Quando, anche solo per un istante, l'attenzione si sposta dai pensieri alle informazioni che arrivano attraverso i sensi, cambia la qualità dell'esperienza. Ci si accorge della temperatura dell'aria, del contatto dei piedi con il terreno, del suono del vento, della luce che cambia, del ritmo del respiro, osserviamo il cane con attenzione diversa.
Sono tutti elementi che erano presenti anche prima, no? La differenza è che smettiamo di attraversarli distrattamente e iniziamo a farne esperienza, e quando l'attenzione torna al momento presente, cambia anche la qualità della relazione.
La comunicazione non dipende solo da ciò che diciamo o facciamo, ma dalla qualità della nostra attenzione. Un cane percepisce continuamente variazioni del corpo, del ritmo, della tensione muscolare, della direzione dello sguardo e del modo in cui ci muoviamo nello spazio. Allo stesso modo, noi possiamo cogliere i suoi cambiamenti di postura, le esitazioni, il modo in cui utilizza il naso, la velocità del passo, il tempo che dedica a un odore o la scelta improvvisa di cambiare direzione.
Chi lavora con gli animali lo sperimenta spesso, quando la persona rallenta, è centrata e realmente presente, cambia anche il modo in cui il cane risponde. La comunicazione diventa più fluida, meno basata sul controllo e più sulla percezione reciproca.
Da una prospettiva energetica possiamo vedere che l’attenzione focalizzata e la presenza modificano la qualità del campo relazionale: si crea uno spazio di maggiore coerenza, in cui è più facile entrare in sintonia con l'altro.
Quando il flusso continuo dei pensieri, l'urgenza, la distrazione e il bisogno di controllo si attenuano, diventa più facile entrare in sintonia con l'altro e con ciò che sta accadendo, lasciando spazio ad una comunicazione più autentica.
Stefania Serreli
Metodo 5 Essenze