Dott. Cristiana Maghenzani - Medico Veterinario

Dott. Cristiana Maghenzani  -  Medico Veterinario Medico Veterinario
Medicina integrata
Consulenze nutrizionali
Operatore in Bioenergetica- Med Quantistica
Linguaggio animale
Consulti Telefonici

Medico Veterinario . Consulenze on line

15/06/2026

Quando usciamo a fare una passeggiata con il cane, nella maggior parte dei casi il nostro corpo cammina mentre la nostra attenzione è già altrove. Viviamo quel momento con il pilota automatico inserito, rendendolo uno dei tanti automatismi della nostra quotidianità.

Il corpo cammina, ma la mente è già altrove. Ripassa una conversazione, anticipa un problema, organizza la giornata, si perde dietro al telefono, è un funzionamento automatico, continuiamo a muoverci senza essere realmente presenti in ciò che stiamo facendo.
Nel frattempo il cane vive un'esperienza completamente diversa, per lui quella passeggiata è fatta di odori, suoni, consistenze del terreno, tracce, cambiamenti del vento, dettagli che per noi passano inosservati. Difatti l’animale non attraversa semplicemente uno spazio: lo esplora, lo legge, lo interpreta.

Questa differenza ovviamente non riguarda soltanto il modo di camminare, ma riguarda il modo di stare nel mondo.
Noi tendiamo a usare la passeggiata per spostarci da un punto all'altro o per raggiungere un obiettivo, il cane, invece, raccoglie continuamente informazioni. Ogni odore rappresenta una traccia, ogni variazione dell'ambiente aggiunge un tassello alla sua comprensione di ciò che lo circonda. Un punto che il giorno prima sembrava insignificante può raccontare una storia completamente diversa poche ore dopo, perché qualcun altro è passato di lì, perché il vento è cambiato o perché qualcosa nell'ambiente è mutato.

La passeggiata non è soltanto attività fisica o qualche minuto dedicato ai bisogni fisiologici, attraverso quei momenti il cane aggiorna costantemente la propria mappa del territorio e delle relazioni che lo abitano, imparando qualcosa sul mondo, sugli altri e anche su sé stesso.

Mentre la nostra attenzione oscilla continuamente tra il passato e il futuro, il cane rimane ancorato a ciò che sta accadendo. Qui e Ora. Ed è in questo stato di presenza che raccoglie informazioni, prende decisioni, si orienta e costruisce la sua esperienza.
Per noi, invece, la realtà passa quasi sempre attraverso il pensiero, non viviamo soltanto quello che accade: lo commentiamo, lo confrontiamo con il passato, lo proiettiamo nel futuro, gli attribuiamo un significato.

Quella che spesso si vive purtroppo come una semplice incombenza quotidiana invece può trasformarsi in uno spazio di presenza condivisa, capace di fare bene a entrambi.
Come?
Quando, anche solo per un istante, l'attenzione si sposta dai pensieri alle informazioni che arrivano attraverso i sensi, cambia la qualità dell'esperienza. Ci si accorge della temperatura dell'aria, del contatto dei piedi con il terreno, del suono del vento, della luce che cambia, del ritmo del respiro, osserviamo il cane con attenzione diversa.
Sono tutti elementi che erano presenti anche prima, no? La differenza è che smettiamo di attraversarli distrattamente e iniziamo a farne esperienza, e quando l'attenzione torna al momento presente, cambia anche la qualità della relazione.

La comunicazione non dipende solo da ciò che diciamo o facciamo, ma dalla qualità della nostra attenzione. Un cane percepisce continuamente variazioni del corpo, del ritmo, della tensione muscolare, della direzione dello sguardo e del modo in cui ci muoviamo nello spazio. Allo stesso modo, noi possiamo cogliere i suoi cambiamenti di postura, le esitazioni, il modo in cui utilizza il naso, la velocità del passo, il tempo che dedica a un odore o la scelta improvvisa di cambiare direzione.

Chi lavora con gli animali lo sperimenta spesso, quando la persona rallenta, è centrata e realmente presente, cambia anche il modo in cui il cane risponde. La comunicazione diventa più fluida, meno basata sul controllo e più sulla percezione reciproca.

Da una prospettiva energetica possiamo vedere che l’attenzione focalizzata e la presenza modificano la qualità del campo relazionale: si crea uno spazio di maggiore coerenza, in cui è più facile entrare in sintonia con l'altro.
Quando il flusso continuo dei pensieri, l'urgenza, la distrazione e il bisogno di controllo si attenuano, diventa più facile entrare in sintonia con l'altro e con ciò che sta accadendo, lasciando spazio ad una comunicazione più autentica.

Stefania Serreli
Metodo 5 Essenze

Ho letto un post, credo di un nutrizionista, che iniziava più o meno così:“Il veterinario vede il cane per 20 minuti, il...
14/06/2026

Ho letto un post, credo di un nutrizionista, che iniziava più o meno così:
“Il veterinario vede il cane per 20 minuti, il proprietario lo vede 365 giorni all’anno.”
Non riesco più a ritrovarlo, quindi rispondo qui.
Il senso, se ho capito bene, era sottolineare quanto contino l’alimentazione corretta e l’attenzione quotidiana del proprietario nella salute del cane.
E su questo sono assolutamente d’accordo.
La salute non si costruisce solo in ambulatorio.
Si costruisce tutti i giorni.
Nella ciotola.
Nel movimento.
Nel riposo.
Nell’ambiente.
Nello stress che l’animale assorbe.
Nel modo in cui viene ascoltato, capito, rispettato.
La nutrizione è fondamentale, non lo metto minimamente in discussione.
La ciotola parla ogni giorno al corpo: intestino, microbiota, sistema immunitario, pelle, fegato, infiammazione.
Ma non basta la ciotola.
Un cane può mangiare benissimo e vivere comunque male se vive sempre in ansia, se non viene compreso, se non ha una relazione equilibrata, se la sua famiglia non riesce davvero a leggere i suoi bisogni.
Il nutrimento non è solo quello che entra dalla bocca.
C’è anche quello che passa dalla relazione:
sicurezza, presenza, ascolto, routine, rispetto.
Quello che invece non condivido è il messaggio, anche solo lasciato intendere, del veterinario visto come quello che “vede il cane 20 minuti” e interviene solo quando ormai qualcosa si è rotto.
Una visita fatta bene non è guardare un cane per venti minuti e prescrivere qualcosa.
Una visita vera richiede anamnesi, domande, osservazione, ascolto, valutazione dell’alimentazione, dello stile di vita, dell’ambiente, del comportamento e della relazione con la famiglia.
Il veterinario non dovrebbe essere chiamato solo quando l’animale sta male.
Dovrebbe essere anche una figura che aiuta a preve**re, a leggere prima i segnali, a correggere la rotta prima che il corpo presenti il conto.
Per me la medicina vera nasce proprio lì:
nell’unione tra clinica, prevenzione, alimentazione, comportamento e rapporto uomo-animale.
Non a caso la guida “Cane e gatto in equilibrio” nasce con questo sguardo.
Non solo alimentazione.
Non solo sintomo.
Non solo emergenza.
Ma una visione più ampia dell’animale.
Io e Stefania Serreli lavoriamo in sintonia proprio su aspetti che non sono separabili:
corpo, emozioni, ambiente, relazione, alimentazione, prevenzione.
E sì, anche anima.
Perché chi vive davvero con un animale lo sa: non si può dividere tutto in compartimenti stagni.
Questa guida non nasce per essere aperta solo nel momento dell’emergenza, quando ormai siamo nel panico.
Nasce soprattutto per essere letta prima.
Perché sapere, osservare e comprendere sono già una forma di cura.
A volte sono proprio il primo passo della terapia.
“Cane e gatto in equilibrio” è un manuale pratico, in formato PDF, con schede di primo soccorso stampabili.
Da tenere vicino, come si tiene vicino qualcosa che può aiutare nel momento giusto.
Costo: 20 euro.
Per riceverlo potete contattare Stefania Serreli:
[email protected]
Dott.ssa Cristiana Maghenzani
Medico Veterinario















Sabato pomeriggio, ore 16:00: nasce l’urgenza dermatologica del secoloSquilla WhatsApp.Numero sconosciuto.Già qui, il ve...
13/06/2026

Sabato pomeriggio, ore 16:00: nasce l’urgenza dermatologica del secolo

Squilla WhatsApp.

Numero sconosciuto.

Già qui, il veterinario medio sente un brivido lungo la schiena.

Rispondo.

“Dottoressa, mi ha dato il suo numero la signora X. La mia gatta ha preso improvvisamente la rogna dai gatti del vicino, che vengono trattati male, anzi curati male, anzi praticamente sono la causa di tutto. La gatta si gratta, ha le croste, è successo tutto improvvisamente oggi. Può ve**re subito a domicilio? Abito in campagna.”

Sabato.
Ore 16:00.
Io appena rientrata.

Rispondo con estrema lucidità professionale:

“Mi spiace, oggi non riesco a uscire. Per una visita a domicilio possiamo organizzarci da lunedì.”

Pausa.

Silenzio.

Poi parte il secondo atto.

“Eh però la gatta si gratta tutta. Ha preso la rogna dal vicino. Quindi cosa devo fare?”

A quel punto provo la domanda base, quella che di solito apre portali dimensionali:

“Ha già messo qualcosa sulla gatta?”

Risposta:

“Tre giorni fa un suo collega mi ha dato una compressa per gli acari.”

Perfetto.

Quindi ricapitoliamo.

La rogna è improvvisa da oggi, però tre giorni fa c’era già un collega coinvolto, delle foto inviate, una diagnosi fotografica, una compressa per gli acari e probabilmente anche un piccolo congresso clandestino di dermatologia su WhatsApp.

Chiedo quale farmaco sia stato dato.

Scopro che il prodotto in questione agisce su pulci e zecche.

Non sugli acari della rogna.

E lì arriva la frase immortale:

“Quindi me l’ha dato a casaccio?”

Ora.

Io non ero presente.
Non ho visto la gatta.
Non ho visitato la gatta.
Non ho fatto raschiati cutanei.
Non ho fatto citologia.
Non so il peso.
Non so la storia.
Non so se sia rogna, allergia, dermatite, pulci, micosi, reazione, lesione traumatica o possessione dermatologica del sabato pomeriggio.

Però una cosa la so:

da una foto non si fa il miracolo.

Si può avere un sospetto, certo.
Ma una diagnosi vera richiede una visita.

Lo so, è un concetto antico.
Quasi medievale.
Tipo “guardare il paziente prima di curarlo”.

Nel frattempo, la signora ha fretta.

Perché ormai sono le 16:00 di sabato e bisogna assolutamente trovare una soluzione farmacologica immediata, definitiva, risolutiva, possibilmente reperibile entro le 16:30, senza visita, senza diagnosi, senza anamnesi, senza peso e senza che io abbia mai visto l’animale.

In pratica, non serve un veterinario.

Serve:

un dermatologo,
un farmacista,
un investigatore privato per i gatti del vicino,
un esorcista,
un corriere espresso,
un mago,
e possibilmente Gesù Cristo con ricettario elettronico.

La cosa meravigliosa è che spesso l’animale “sta male da oggi”, ma poi, scavando appena un filo, emergono:

“forse si grattava già da qualche giorno”,
“forse le croste c’erano già”,
“forse il collega l’ha visto in foto”,
“forse il farmaco è stato dato tre giorni fa”,
“forse il vicino c’entra”,
“forse no”,
“però adesso io ho urgenza”.

Ecco.

Il sabato pomeriggio non trasforma una dermatite in una diagnosi certa.

La foto non sostituisce una visita.

Il vicino può anche essere antipatico, ma non sempre è il responsabile penale della cute del gatto.

E il veterinario non può prescrivere “qualcosa per la rogna” a un animale mai visitato solo perché il problema, dopo giorni di incubazione familiare, è diventato improvvisamente urgente alle 16:00.

Morale della storia:

se il gatto si gratta, si visita.
Se ha croste, si visita.
Se si sospetta rogna, si conferma.
Se serve terapia, si prescrive dopo valutazione.

E se è sabato pomeriggio alle 16:00, il veterinario può aiutare nei limiti del possibile.

Ma non può teletrasportarsi in campagna, diagnosticare per fotografia, annullare gli acari con il pensiero e redigere una ricetta miracolosa mentre parcheggia la macchina.

Per quello, purtroppo, il corso ECM non l’ho ancora trovato. 💁🏽‍♀️🤣

Dott Cristiana Maghenzani

12/06/2026

Biorisonanza: che cos’è davvero?

Quando si parla di biorisonanza o biofeedback quantistico, spesso si pensa a qualcosa che “cura” direttamente il corpo fisico.

Ma è davvero così?

In questo video io e Stefania Serreli proviamo a fare chiarezza: parliamo di campi di utilizzo, di approccio energetico, di esempi pratici e soprattutto di come utilizziamo noi questa metodica nel nostro lavoro con animali e persone.

Una chiacchierata di 38 minuti per andare oltre le definizioni superficiali e comprendere meglio un tema spesso nominato, ma raramente spiegato in modo semplice.

Se vuoi capire di cosa parliamo quando parliamo di biorisonanza, questo video è per te.

Se hai domande o dubbi non esitare a contattarci.
A presto

Cristiana e Stefania

















𝐂𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐮𝐫𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐠𝐚𝐭𝐭𝐨: 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 I problemi urinari nel gatto sono molto frequenti: cistiti, c...
11/06/2026

𝐂𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐮𝐫𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐠𝐚𝐭𝐭𝐨: 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚

I problemi urinari nel gatto sono molto frequenti: cistiti, cristalli, calcoli, difficoltà a urinare, minzioni fuori posto, sangue nelle urine, dolore o eliminazioni in luoghi insoliti.
Ma quando parliamo di vescica, soprattutto nel gatto, non possiamo limitarci a guardare solo l’organo.
Nel gatto la vescica è spesso il punto di arrivo di una serie di squilibri che partono da molto prima: alimentazione, idratazione, gestione dell’ambiente, territorio, stress, convivenze, sicurezza e possibilità reale di esprimere comportamenti naturali.
Il gatto è un carnivoro stretto. Deriva da animali adattati ad ambienti aridi e desertici, quindi tende fisiologicamente a bere poco. In natura assume gran parte dell’acqua attraverso le prede, che sono alimenti umidi e coerenti con la sua fisiologia digestiva.
Quando invece viene alimentato prevalentemente con cibo secco, spesso ricco di farine, amidi, cereali o altri substrati poco adatti alla sua natura, il suo organismo viene messo in una condizione metabolica diversa da quella per cui è strutturato.
La digestione cambia, l’idratazione reale diminuisce, le urine possono concentrarsi maggiormente e, nel tempo, possono aumentare infiammazione, irritazione e suscettibilità dell’apparato urinario.
A questo si aggiunge un aspetto fondamentale: l’ambiente.
Nel gatto il territorio non è un concetto astratto. È una necessità biologica.
Un gatto può vivere come invasione:
• l’arrivo di un nuovo animale
• un trasloco
• la modifica degli spazi di casa
• una persona nuova che frequenta l’ambiente
• tensioni continue tra animali conviventi
• lettiere non gradite o collocate in punti sbagliati
• l’impossibilità di ritirarsi in uno spazio sicuro
• cambiamenti improvvisi nelle routine
• rumori continui
• un contatto fisico eccessivo o invadente

Tutto questo può creare uno stato di stress cronico.
Non parliamo di “stress” in senso vago o generico, parliamo di una condizione che coinvolge sistema nervoso, sistema endocrino, sistema immunitario e risposta infiammatoria.
E la vescica, nel gatto, è uno degli organi che più facilmente può diventare bersaglio di questa tensione.
In Medicina Tradizionale Cinese reni e vescica appartengono alla loggia Acqua, collegata alla paura, alla sicurezza, alla capacità di adattarsi e di lasciar fluire.
Quando qualcosa si blocca, ristagna o si accumula, anche il corpo può iniziare a trattenere, irritarsi, infiammarsi.
Nelle letture simboliche la vescica parla spesso di confini, territorio, invasione degli spazi, rabbia trattenuta, irritazione continua, difficoltà a lasciare andare.
La cistite può raccontare di una situazione vissuta come invasiva, di una tensione che si accumula giorno dopo giorno, di qualcosa che irrita continuamente senza trovare una vera possibilità di espressione.
Cristalli e calcoli, invece, possono essere letti anche come ciò che si è depositato nel tempo: vecchi schemi, rigidità, emozioni trattenute, conflitti non risolti, situazioni ripetute fino a perdere fluidità.
Questo non significa che ogni cistite sia “solo emotiva”, e non significa nemmeno escludere esami veterinari, diagnosi, urinocoltura, ecografia, controllo del sedimento urinario, valutazione della dieta, gestione del dolore e terapia quando necessaria, ma significa semplicemente osservare il gatto nella sua interezza.
Corpo, alimentazione, acqua, urine, ambiente, territorio, relazioni, sicurezza, routine e campo emotivo condiviso.
L’animale non vive separato dal sistema umano. Condivide la casa, le tensioni, le dinamiche familiari, i cambiamenti, le rigidità e spesso anche ciò che non viene detto.
A volte il sintomo dell’animale porta in evidenza qualcosa che riguarda l’intero sistema in cui vive: spazi invasi, confini poco chiari, rabbia trattenuta, tensioni costanti, mancanza di sicurezza, impossibilità di sottrarsi.
Ecco perché alcuni gatti possono mangiare secco per anni senza manifestare sintomi evidenti, magari perché vivono in un contesto più libero, naturale e meno conflittuale.
Altri invece, pur vivendo in casa, accuditi con grande attenzione e alimentati con prodotti anche costosi o medicati , possono sviluppare cistiti ricorrenti, disturbi urinari, dolore, minzioni fuori posto o difficoltà a urinare.
Il problema, quindi, non è mai solo “la vescica”, bisogna anche chiedersi:
Come sta vivendo il suo territorio? Si sente al sicuro? Ha spazi realmente suoi? Può stare da solo in tranquillità? Le lettiere sono adeguate per numero, posizione e pulizia? Ci sono convivenze che tollera senza poterle davvero scegliere? Ci sono cambiamenti che non ha avuto il tempo di integrare? Ci sono attenzioni eccessive che vive come invasive? Ci sono tensioni in casa che assorbe ogni giorno?
Davanti a una cistite o a un problema urinario ricorrente non basta cambiare croccantino o somministrare un prodotto “per le vie urinarie”, serve rivedere il sistema in cui quel gatto vive.
Nota importante: se un gatto, soprattutto maschio, va in lettiera, si sforza e non riesce a urinare, è un’urgenza veterinaria. In quel caso non bisogna aspettare.

A cura di

Stefania Serreli
Consulente olistico sistemico umano-animale

Dott.ssa Cristiana Maghenzani
Medico Veterinario

Metodo 5 Essenze

09/06/2026

Diarree in aumento complice il caldo, gli sbalzi climatici , la piscina , il mare , la sabbia ... che fare ?
Il riso ? Nooooo 🫣😅

08/06/2026

🐶🐱 Zinco in cane e gatto: il minerale chiave per cute, intestino e sistema immunitario

Lo zinco è un micronutriente essenziale per cani e gatti, coinvolto in numerosi processi fisiologici:

🧬 Sistema immunitario → modulazione citochine, supporto alla barriera intestinale, riduzione dell’infiammazione tramite NF-κB

🩹 Cute e pelo → favorisce la rigenerazione, riduce dermatiti e problemi di mantello

🦠 Intestino → supporta la barriera mucosale, favorisce la crescita di batteri benefici e riduce batteri opportunisti

🧪 Metabolismo enzimatico → cofattore per oltre 300 enzimi

🔹 Forme più assorbibili

Le forme organiche o chelate hanno la migliore biodisponibilità:

Forma Vantaggi Note
Zinco bisglicinato Alta biodisponibilità, tolleranza intestinale, massimo effetto su microbiota Forma preferita per integrazione nutraceutica
Zinco-metionina Molto biodisponibile, supporto cutaneo e pelo Ideale in dermatite cronica
Zinco gluconato Buona biodisponibilità, economico Compromesso qualità/costo

❌ Forme meno assorbibili o irritanti:

Zinco ossido → assorbimento limitato, utile solo topico

Zinco solfato → rischio irritazione intestinale se somministrato a stomaco vuoto

⚖️ Importanza della supervisione veterinaria

Il dosaggio deve essere personalizzato in base a specie, peso, dieta e stato clinico

Sovradosaggi cronici possono ridurre l’assorbimento di rame e causare disturbi gastrointestinali

Sempre meglio far seguire il proprio animale da un veterinario prima di iniziare integratori di zinco

💊 𝙳𝚘𝚜𝚊𝚐𝚐𝚒 𝚖𝚎𝚍𝚒 𝚘𝚛𝚒𝚎𝚗𝚝𝚊𝚝𝚒𝚟𝚒 (𝚜𝚘𝚕𝚘 𝚊 𝚝𝚒𝚝𝚘𝚕𝚘 𝚒𝚗𝚏𝚘𝚛𝚖𝚊𝚝𝚒𝚟𝚘)

Specie Dose consigliata Forma preferita
Cane 1–3 mg/kg peso corporeo/giorno Bisglicinato o Metionina
Gatto 2–4 mg/kg peso corporeo/giorno Bisglicinato o Metionina

⚠️ Questi sono valori medi indicativi; la dose esatta va sempre calcolata dal veterinario, soprattutto in patologie croniche, dermatiti o disbiosi.

Lo zinco è più di un minerale: regola intestino, cute e sistema immunitario.

La forma e il dosaggio contano: le forme chelate (bisglicinato/metionina) sono le più efficaci e sicure.

𝙉𝙤𝙣 𝙞𝙢𝙥𝙧𝙤𝙫𝙫𝙞𝙨𝙖𝙧𝙚: 𝙡𝙖 𝙨𝙪𝙥𝙚𝙧𝙫𝙞𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙫𝙚𝙩𝙚𝙧𝙞𝙣𝙖𝙧𝙞𝙖 𝙚̀ 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙣𝙯𝙞𝙖𝙡𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙚𝙫𝙞𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙨𝙦𝙪𝙞𝙡𝙞𝙗𝙧𝙞 𝙚 𝙜𝙖𝙧𝙖𝙣𝙩𝙞𝙧𝙚 𝙞𝙡 𝙢𝙖𝙨𝙨𝙞𝙢𝙤 𝙗𝙚𝙣𝙚𝙛𝙞𝙘𝙞𝙤.

Ho letto un post, credo di un nutrizionista, che iniziava più o meno così:“Il veterinario vede il cane per 20 minuti, il...
07/06/2026

Ho letto un post, credo di un nutrizionista, che iniziava più o meno così:

“Il veterinario vede il cane per 20 minuti, il proprietario lo vede 365 giorni all’anno.”

Non riesco più a ritrovarlo, quindi rispondo qui.

Il senso, se ho capito bene, era sottolineare quanto contino l’alimentazione corretta e l’attenzione quotidiana del proprietario nella salute del cane.

E su questo sono assolutamente d’accordo.

La salute non si costruisce solo in ambulatorio.

Si costruisce tutti i giorni.

Nella ciotola.
Nel movimento.
Nel riposo.
Nell’ambiente.
Nello stress che l’animale assorbe.
Nel modo in cui viene ascoltato, capito, rispettato.

La nutrizione è fondamentale, non lo metto minimamente in discussione.

La ciotola parla ogni giorno al corpo: intestino, microbiota, sistema immunitario, pelle, fegato, infiammazione.

Ma non basta la ciotola.

Un cane può mangiare benissimo e vivere comunque male se vive sempre in ansia, se non viene compreso, se non ha una relazione equilibrata, se la sua famiglia non riesce davvero a leggere i suoi bisogni.

Il nutrimento non è solo quello che entra dalla bocca.

C’è anche quello che passa dalla relazione:
sicurezza, presenza, ascolto, routine, rispetto.

Quello che invece non condivido è il messaggio, anche solo lasciato intendere, del veterinario visto come quello che “vede il cane 20 minuti” e interviene solo quando ormai qualcosa si è rotto.

Una visita fatta bene non è guardare un cane per venti minuti e prescrivere qualcosa.

Una visita vera richiede anamnesi, domande, osservazione, ascolto, valutazione dell’alimentazione, dello stile di vita, dell’ambiente, del comportamento e della relazione con la famiglia.

Il veterinario non dovrebbe essere chiamato solo quando l’animale sta male.

Dovrebbe essere anche una figura che aiuta a preve**re, a leggere prima i segnali, a correggere la rotta prima che il corpo presenti il conto.

Per me la medicina vera nasce proprio lì:
nell’unione tra clinica, prevenzione, alimentazione, comportamento e rapporto uomo-animale.

Non a caso la guida “Cane e gatto in equilibrio” nasce con questo sguardo.

Non solo alimentazione.
Non solo sintomo.
Non solo emergenza.

Ma una visione più ampia dell’animale.

Io e Stefania Serreli lavoriamo in sintonia proprio su aspetti che non sono separabili:
corpo, emozioni, ambiente, relazione, alimentazione, prevenzione.

E sì, anche anima.

Perché chi vive davvero con un animale lo sa: non si può dividere tutto in compartimenti stagni.

Questa guida non nasce per essere aperta solo nel momento dell’emergenza, quando ormai siamo nel panico.

Nasce soprattutto per essere letta prima.

Perché sapere, osservare e comprendere sono già una forma di cura.

A volte sono proprio il primo passo della terapia.

“Cane e gatto in equilibrio” è un manuale pratico, in formato PDF, con schede di primo soccorso stampabili.

Da tenere vicino, come si tiene vicino qualcosa che può aiutare nel momento giusto.

Costo: 20 euro.

Per riceverlo potete contattare Stefania Serreli:
[email protected]

Dott.ssa Cristiana Maghenzani
Medico Veterinario
















CANE E GATTO IN EQUILIBRIOFinalmente una guida diversa da tutte le altre.Scritta da un Medico Veterinario e da un’Operat...
03/06/2026

CANE E GATTO IN EQUILIBRIO

Finalmente una guida diversa da tutte le altre.

Scritta da un Medico Veterinario e da un’Operatrice Olistica esperta nella relazione uomo-animale.

Benessere quotidiano, prevenzione, primo soccorso, schede stampabili, linguaggio animale e relazione.

Uno strumento semplice, pratico e prezioso da tenere sempre in casa.

Costo: 20 euro

Per acquistarla:
Stefania Serreli
[email protected]

Indirizzo

Taviano

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 12:00

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