03/09/2026
Non esiste un solo modo giusto per insegnare qualcosa a un cane.
Nelle scuole cinofile noi addestratori impariamo processi di apprendimento strutturati, con step e procedure ben precise. Sono strumenti fondamentali, ma non devono diventare schemi rigidi da applicare a ogni cane.
Se un cane è naturalmente predisposto a eseguire un esercizio e riesce ad apprenderlo in pochi minuti attraverso una modalità diversa, perché costringerlo a seguire necessariamente tutti gli step?
Ci insegnano che per ottenere un determinato comportamento dobbiamo seguire una sequenza precisa: step 1, step 2, step 3…
Ma cosa succede quando il cane che abbiamo davanti è semplicemente pronto a fare quell’esercizio?
Se lo comprende in pochi minuti, perché dovremmo impiegare settimane solo perché “si fa così”?
Attenzione: non significa improvvisare o saltare passaggi senza criterio.
Significa conoscere i processi di apprendimento abbastanza bene da capire quando sono necessari… e quando invece possiamo semplificare.
Se stiamo insegnando un “lascia” per gioco, per arricchimento o per una semplice competenza quotidiana, senza preparare il cane a una gara o a una prova tecnica, il risultato non dovrebbe essere complicare l'esercizio, ma renderlo efficace e piacevole.
E questo vale anche per il proprietario.
Far spendere al cliente tempo e denaro in lezioni che quel cane non necessita non è professionalità.
La vera professionalità è saper osservare il soggetto, riconoscerne le capacità e adattare il percorso di conseguenza.
Perché il metodo deve essere uno strumento.
Non una gabbia. 🐾
Un buon addestratore non dimostra la propria competenza applicando sempre tutti gli step.
La dimostra quando sa quali utilizzare, quali modificare e, soprattutto, quando non servono