Emozione cane

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22/08/2026

Prendo a prestito una frase di Jacques Lacan:«amare è dare ciò che non si ha»

Mi sono detto spesso che amare chi ci corrisponde è troppo facile, che amare ciò che compiace i nostri desideri lo è ancor di più.
L’amore è a prescindere da ciò che si riceve, da ciò che l’altro corrisponde, dalle aspettative che riponiamo in lui/lei….Quando si ama davvero come scrive Lacan si dà ciò che non si ha.
Quindi se uniamo i due concetti potremmo dire che amare è un accettazione profonda dell’altro unita al donare parti di sé che non sappiamo di avere.

E con il cane?
Vale lo stesso. Il cane lo amo nel momento in cui il mio sentimento prescinde da ciò che fa. Diamine ma mi fa sempre innervosire! (Ma lo amo lo stesso)
Caspita abbaia sempre! (Ma lo amo lo stesso)
Anzi più che dire che lo amo “lo stesso” affermo lo amo “di più” perché mi dona la possibilità di scoprire altro di me.
Come faccio ad aiutarlo? Ad aiutarci? Maturo pazienza, riflessività, capacità di osservazione, di comprensione, d’azione.
Metterò in campo cose che non so di avere in me per stare vicino a chi amo.
Potrei fare tanti esempi di autori o personaggi che hanno scritto e parlato d’amore e probabilmente continueremmo tutti quanti, io e voi, a capirci poco o pochissimo.
Perché l’amore è l’insondabile, è quello scatto dell’occhio che si fissa su una farfalla in volo, va preso fugacemente, va rubato negli attimi della vita; spesso ce ne dimentichiamo, ci ricordiamo gli integratori ma non dell’amore. Impariamo tutti a vederlo a riconoscerlo giornalmente magari chiedendo al cane come si fa.

20/07/2026

Quando guardo una persona 90enne penso sempre sia benedetta o che in qualche modo abbia preso il biglietto giusto alla lotteria. Cosa intendo? Beh solitamente si pensa alla persone anziane come prossime alla morte o più vicine a questo nefasto evento della vita. Quindi gli occhi si posano su di loro con compassione o addirittura pietà.
A mio avviso però ci dimentichiamo un dettaglio per nulla indifferente se la ragioniamo così; loro hanno già avuto una splendida e lunga chance. Certo, la vita può essere durissima e ricca di sofferenze ma capita sia anche meravigliosa e stupefacente. Io e nessuno di noi sa che biglietto ha estratto dal bussolotto e al di là della scaramanzia ogni giorno è una grazia. Quindi quando vedo un “anziano” mi chiedo chissà quante cose ha vissuto e se anch’io sarò così fortunato. Mi sprona a vivere con gioia.

Perché vi racconto questo? Perché con i cani vale lo stesso. Quando arriva un cane in casa non sai che biglietto ha estratto, non sai quando bisognerà salutarsi quindi ogni giorno, almeno un piccolo pensiero dovrebbe andare al nostro amico.
Quei pochi minuti sono un balsamo per “il dopo” per quell’arrivederci a presto che tutti prima o poi dobbiamo dirci. Coi cani avviene spesso ma l’unico modo per affrontarlo bene è pensare alla relazione come un piccolo tesoro: “ogni giorno io una monetina ce la metto” e queste rimarranno per sempre. E niente io non sono ricco ma ho tantissime monete di ricordi, di emozioni, di momenti meravigliosi; le ho messe via negli anni con parsimonia, da buon ligure. In questi giorni sto affrontando un “arrivederci a presto” e ho aperto il mio piccolo cofanetto e fra qualche lacrima che verso ci sono migliaia di sorrisi.

Piccolo disclaimer: sono un sostenitore del linguaggio inclusivo ma per scorrevolezza nella lettura evito l’utilizzo della schwa. Spero che nessunə si senta offesə.

02/07/2026

Le ideologie e i metodi portano inevitabilmente a strade senza uscita specialmente in campo educativo.
I fini educativi vanno perseguiti senza ingabbiarli in sistemi di pensiero o propedeutiche fisse; altrimenti qual è il rischio? Si annienta la soggettività.
E soprattutto si finisce in un circolo vizioso in cui il metodo è giustificato dall’ideologia e quest’ultima giustifica il metodo a sua volta.
“Faccio questo perché ci credo - credo in questo perché lo faccio”.
Quindi dovremmo essere in contraddizione con il nostro pensiero od operato? No, ma definita una cornice di riferimento, definiti dei limiti, dobbiamo essere in grado di cambiare, di modificarci, perché chi educa deve essere in metamorfosi, deve sapersi fare contaminare e contaminare l’altro.
Invece osservo, con dispiacere, sempre più gurismo, che diciamocelo è semplicemente più facile come vestito da indossare; forse dovrei dire divisa da indossare. Perché se vesto la divisa di quella squadra/ideologia dovrò comportarmi in un determinato modo impostomi dall’alto; avrò meno libertà e sicuramente meno risultati però sarà tutto più facile. È quel sottile ma importantissimo velo che c’è fra democrazia e dittatura che si chiama libertà. E a me le dittature, le divise imposte non mi garbano. Mi piace dare il 100% in ciò che faccio, cambiare il mio modo di lavorare, di pensare se so che può essere funzionale ed efficace per chi ho davanti.
Fa paura mettersi a n**o, è decisamente più semplice seguire il copione ma che noia no?

02/07/2026
22/06/2026

Son diverso perché mi piacciono gli strambi, i matti
Quelli con la barba e coi tacchi
Quelli che straparlano e gli straripanti
Quelli che ne amano uno ma anche tanti
I gialli, verdi, i neri e i bianchi
Mi garban gli alti, i bassi, gli scemi e i santi
I birboni, gli arrogantoni, quelli che urlano a squarciagola e quelli che non vanno a scuola
Non c’è faccia che non mi vada a genio
Da quella impomatata a quella imbronciata
Scottata di sole o un poco arruffata
Sarà che mi rivedo in ognuno di voi
Nel furbo e nel lestofante
Nel cavaliere e nel brigante
E così ho preso ad amarvi tutti
benché siate tanti
E di far così di giorno in giorno
Anch’io mi vedo un po’ meno storto

18/06/2026

L’educazione mette sempre in ballo la nostra identità, il nostro essere, ci porta inevitabilmente a riflettere su noi stessi.
- Starò facendo bene?
- ⁠Dovrò comportarmi diversamente?
- Forse se facessi come quello del video?
E altre cento domande; e resto sul cane perché se ragionassimo in termini pedagogici le domande sarebbero milioni e ben più grevi.
I figli, i bambini, le persone fragili sono un pianeta costellato di domande.

Ma con il cane? Il mio consiglio è quello di essere consci il più possibile della propria identità (o ciò che noi definiamo tale) e fare un passettino verso un modello maggiormente sostenibile. Capiamolo con un esempio banale:
“Io sono un iperattivo, per me la stasi, l’attesa è una noia assordante; il tempo in generale è la variabile con cui competo quotidianamente. Preso questo come dato, il mio modo di educare il cane sarebbe quello di fare 2000 cose insieme, tutti i giorni. Sarebbe sostenibile? No, e soprattutto sarebbe educativo? Tantomeno”
Per educare non devo tralasciare chi sono ma vedere chi ho davanti, chi c’è con me e fare quel passo verso l’altrə.
Il passo non sarà sempre nella stessa direzione e non dovrò farlo sempre io, anche il cane imparerà a venirmi incontro nelle mie stranezze.
Diciamo che educare è come ballare, bisogna prendersi il tempo, seguirsi, comprendersi e talvolta ci si pesta i piedi, si sbaglia per poi ripartire senza giudizio (Sono un pessimo ballerino ma amo ballare per inciso).

Educare è un atto d’amore, di cura e quando si ama l’identità parla, si ridiscute, si scuote alla ricerca di equilibrio; un equilibrio dinamico.

E dopotutto è bello così perché le acque placide sono una barba ve’?

13/06/2026

Sempre d’ispirazione, che grande. Siate sempre giocosi specialmente con i cani ma anche con la vita. Prendetela in giro, non datele troppa corda, non è poi così seria, fate come il Labrador che pur di giocare salta sul posto. Ho un’amica che mi ha regalato un portachiavi con scritto sticazzi e quando mi sento nervoso lo guardo e sorrido.

https://www.facebook.com/reel/1503627314741189

05/06/2026

Molti cani si leccano compulsivamente, si mordicchiano fino a crearsi delle piaghe, delle dermatiti persistenti che facciamo fatica a curare. E no, non è sempre una causa alimentare.
Siamo arrivati al parossismo in cui il cane, per stare bene, sembra debba mangiare ciotole degne di un ristorante di lusso.
Leggo pareri di professionisti secondo i quali con la dieta possono cambiare il comportamento dei cani; presto arriveremo alla magnetoterapia cinofila, alle spa per i cani, alla mindfulness. Fidatevi è solo marketing.

Proviamo ad essere pratici, razionali. Se la dermatite resiste o si ripresenta nonostante l’antibiotico, nonostante il cambio alimentare, se abbiamo fatto i test per le allergie c’è poco da girarci intorno: è una dermatite da stress o raramente ambientale. E per l’alimentazione non impazzite, parlate con un veterinario serio, niente crocchette vegetali, ipoallergeniche, liofilizzate - una buona marca, che il cane gradisce e andate avanti con quella. Io consiglio sempre Acana (e non prendo una lira da loro eh).

E quindi se è da stress che possiamo fare?
Capirne le ragioni che di solito sono due:
- poca attività
- ⁠conflitti relazionali in casa
Questo vale sia per le dermatiti ma anche per le otiti o per le gastriti. La persistenza e la ricorrenza di un problema devono farci riflettere.

Se fosse ambientale?
- in tal caso non ci si fa un bel niente; cure annuali dal veterinario e basta. Ma devo dire che l’ho riscontrata una volta sola

Concludiamo con una sintesi su come affrontare un problema cutaneo persistente:
- consulto veterinario che in fase acuta valuterà l’antibiotico, un’antinfiammatorio e i fermenti
- ⁠crocchetta di una buona marca da mantenere senza cambi
- ⁠lavoro comportamentale su attività basale (fitness) e relazionale

Se svolti questi passaggi il cane continua a leccarsi, creare piaghe, avere otiti ricorrenti ci sono due opzioni:
- o non abbiamo risolto i conflitti
- ⁠oppure è ambientale e in tal caso si fanno cure annuali

E basta con questa psicoalimentazione.

01/06/2026

4^ tappa Uscio 🐕 Portofino

Indirizzo

Santa Margherita Ligure
Santa Margherita Ligure

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