25/03/2026
Ieri ho letto con mio stupore che ci sono professionisti, nel mio settore, che chiedono 300€ a seduta (anche per sedute svolte online).
Siamo istruttori riabilitatori cinofili, richiede indubbiamente molto studio e molta pratica ma non una laurea.
Ci sono veterinari esperti in comportamento che chiedono decisamente meno e a confronto hanno anni di studio alle spalle; questo non è sempre sinonimo di professionalità si potrebbe giustamente obbiettare, non esiste un determinismo che assicuri al 100% che lo studio equivalga a una buona pratica di cura - restano comunque molti ed ovvi “però” che lascio a voi dedurre.
In ogni caso trovo che 300€ a seduta per educare/riabilitare siano ingiustificabili.
Detto questo, in completa trasparenza con voi, le mie sedute costano 50€ e durano un’ora e mezza circa talvolta di più, raramente di meno. Non svolgo consulenze online. E non ve lo sto dicendo perché sono uno stratega del marketing ma perché davvero sono rimasto sbigottito.
Ho intrapreso un corso di laurea triennale e al termine della stessa (se Dio m’aiuta a concluderla) prevedo una ristrutturazione del lavoro e un probabile aumento di prezzi ma salvo io diventi chirurgo plastico, cosa che non avverrà, non raggiungerò mai tali cifre.
Questa cifra di 50€ non mi fa sentire svalutato ma giusto, soprattutto giusto verso gli altri, non vendo diamanti e tante persone non possono permettersi di più.
Indubbiamente sono scelte di mercato che deve essere libero ma ci vorrebbe buon senso.
Nessuno ha i superpoteri, ci sono tantissimi professionisti preparati che fanno bene il loro lavoro e tanti altri invece che fanno disastri.
Il mio consiglio è di valutare con ragionevolezza cosa vi stiano vendendo, perché se la risposta è: il brand, la persona, insomma loro stessi… forse e dico forse, in questo caso state acquistando dell’egocentrismo (e non a buon mercato).
P.S
Ho usato il maschile sovraesteso per convenienza ma per ogni soggetto immaginate sempre che possa appartenere a qualsiasi genere. Questo vale per tutto ciò che scrivo; l’uso del linguaggio inclusivo mi risulta ostico ma sappiate che ne sono un forte sostenitore.