14/10/2020
Dopo quest'ultimo periodo di approfondimento sul management, posso dirvi che il veterinario medio è una figura a 360 gradi. Non solo deve essere un buon medico, ma deve sviluppare capacità manageriali che vertono sullla comunicazione col cliente, direttamente nella sua sala visita, ma anche prima che questo entri in struttura e ancora dopo, anche quando il caso è chiuso. La comunicazione con il cliente tramite i social è importante per rimanere presenti nella mente del proprietario, che come la nostra è inondata da input ed informazioni; anche il cliente ha un vortice quotidiano in cui deve stare a galla.
Il veterinario è anche un manager che deve sapere gestire il tempo, dando delle priorità, studiando dei flussi di lavoro, perchè le ore sono sempre le stesse, tutto non si può fare e più cose insieme possono creare un pasticcio.
Il veterinario deve ascoltare, non solo il paziente e il suo proprietario, ma anche i suoi colleghi e il veterinario manager deve stimolare la lora crescita, deve trasformare un gruppo in un team, deve verificare che ci sia, di nuovo, una comunicazione efficace.
Deve pianificare obiettivi specifici, misurabili, reali e fissarne una scadenza. Obbiettivi organizzativi, economici ,di budget e li deve valutare in corsa per poter correggere le azioni necessarie in caso di discostamento.
A questo punto della mia vita mi rendo conto che quello che ho imparato all'università è solo la punta dell'iceberg e l'esperienza finora acquisita è un altro blocco di ghiaccio.
Il lavoro da svolgere è grande, ma sapete come si mangia un elefante? un morso alla volta. L'importante è pianificarlo, calendarizzarlo, per non perderlo nel vortice degli impegni quotidiani. Non dimentichiamoci, che per iniziare un percorso ,ci possono essere sempre dei professionisti che ci possono aiutare e guidare.
Non facciamo come le lucertole ,che per la paura rimangono ferme immobili e non mettono in atto nessuna strategia di comportamento. L'evoluzione è ciò che permette l'adattamento, l'adattamento la sopravvivenza. Noi non dobbiamo solo sopravvivere, ma vivere, avere del tempo di qualità professionale e personale.