09/02/2026
Quando la normalità non è più riconosciuta.
Abito in un paesino del Sud. Il municipio, la farmacia, il tabaccaio, il bar, una vecchia stazione dei treni in disuso, il fruttivendolo, la pizzeria e la macelleria. In questi video sto aspettando in macchina una persona per un appuntamento nel piazzale tra il supermercato e il cimitero. Sono le tre del pomeriggio: nel primo video ci sono visibili due cani adulti, distesi e sonnacchiosi, al loro fianco due cuccioloni giocano, non avranno più di sei, sette mesi al massimo. Giocano alla lotta furiosamente mentre gli adulti riposano o osservano il via vai del supermercato. I due scalmanati giocano per altri dieci minuti ininterrottamente fino al secondo stralcio di video in cui si sono aggiunti altri due adulti e un altro cucciolo che subito cerca il modo di inserirsi nella lotta dei primi due. Li si può notare competere per qualcosa ad un certo punto, fino a quando il bianco strappa via il trofeo e si accuccia vicino ad un adulto per un momento di dissezione dell'oggetto vinto.
Il gioco di lotta, la frenesia, il mordersi a vicenda dureranno ancora a lungo dopo lo stop del video. Non ho avuto prontezza di filmare il caracollare di tutto il groviglio di cuccioli lottanti, ad un certo punto, addosso ad uno degli adulti distesi nell'erba e la conseguente sgridata collettiva di quest'ultimo che rimette tutti alla calma per qualche minuto, giusto il tempo di spostarsi di qualche metro per ricominciare le battaglie.
Questo è un gruppo di cani liberi, una famiglia.
Dei cuccioli si prendono cura più soggetti. La cura non riguarda solo il cibo, ma il crescere. Nessun adulto in questo video sta pensando che i cuccioli non debbano giocare, che il loro stringere la bocca mentre lottano sia mordere, sia preoccupante, sia ingestibile, sia un problema.
I cuccioli sanno come e con chi giocare, i cuccioli hanno con chi giocare!
Ora pensate al vostro cucciolo a casa, da solo, in un appartamento, in mezzo a un branco di bipedi che non riescono ad accompagnare con serenità questa fase. Che urlano, che gli impediscono di toccare tutto quello che lo circonda, che lo vogliono calmo, fermo, dosato. Per magia.
Immaginate di essere l'educatore chiamato a compiere quella magia, che altro non è che un atto contro natura, una richiesta fuori dalla realtà, dalla logica, ma anche dall'etica.
I cani in questo video sicuramente non sono totalmente liberi dalle sofferenze, ma sono sicuramente liberi dall'incomprensione, dal soffocamento espressivo, dalla perdita di senso.