19/03/2026
Senza entrare nel merito di quanto siano fondamentali le esperienze o le mancanze di esperienze, il nostro fare o non fare, le nostre richieste o non richieste, il mondo / ambiente che gli proponiamo o non proponiamo, le nostre richieste, il carico delle nostre aspettative, la delusione delle aspettative mancate , il rispetto della sua genetica e potrei aggiungere molto altro....tutto fondamentale per un passaggio equilibrato e coerente da una fase ad un' altra, trovo molto interessante il post scritto dal Collega A. Miconi sulle fasi di vita del Cane perché noi tendiamo un po'a " cristallizzarlo " , a vederlo e volerlo sempre uguale ma come faccio notare a tutti quelli che frequentano il mio Centro, una cosa e' chiamare affettuosamente il nostro cane " cucciolo " anche se ormai ha 6 anni ed un' altra e' considerarlo a vita " cucciolo " anche se questo a volte ci fa sentire bene perché ci sembra che possa continuare ad essere dipende in tutto da noi invece non dovremmo dimenticare mai che il nostro compito sarebbe quello di aiutare a crescere il nostro cane in modo autonomo ed indipendente dandogli gli strumenti per vivere nel mondo / ambiente in cui lo abbiamo portato perché, paradossalmente, e' proprio questo che ci legherà ancora di più .
Buona lettura!
" 𝗜𝗻 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗰𝗮𝗻𝗲?
𝙉𝙤𝙣 𝙚̀ 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙚𝙩𝙖̀, 𝙢𝙖 𝙙𝙞 𝙩𝙚𝙢𝙥𝙤 𝙫𝙞𝙨𝙨𝙪𝙩𝙤 𝙞𝙣𝙨𝙞𝙚𝙢𝙚
Durante tutta la vita insieme al nostro cane, giorno dopo giorno cresce e la nostra relazione si trasforma insieme a lui, accade quasi senza che ce ne accorgiamo.
Non succede all’improvviso, eppure a un certo punto ci sembra di osservarlo e vederlo e sentirlo "diverso".
Il cucciolo che ci seguiva ovunque inizia a distrarsi, quello che sembrava aver capito tutto appare più incerto, oppure, al contrario, qualcosa si calma e prende forma, come se finalmente avesse trovato un suo equilibrio.
In quei momenti è facile pensare che sia il comportamento a essere cambiato con il crescere dell’età, o che sia solo ed esclusivamente merito dei corsi che facciamo per educarlo.
Ma il comportamento che cambia è solo la superficie, è quello che vediamo.
Io lo definisco l’albero che vedo, ma in realtà sono le radici invisibili a nutrirlo e a rendere visibili il tronco e le foglie ai nostri occhi. Sotto, c’è qualcosa di più profondo che si muove: le radici che giorno dopo giorno crescono e che potremmo definire come il tempo della sua vita.
Perché il cane non cresce tutto insieme. Attraversa passaggi, e ogni passaggio porta con sé un modo diverso di sentire il mondo.
𝗜𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗹𝗶 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘃𝗼𝗶.
Il suo percorso comincia ancora prima di ve**re al mondo, nel 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲, quando è ancora nel grembo della madre. In quella fase silenziosa, invisibile a chi osserva da fuori, ciò che la madre vive lascia tracce sottili nei suoi embrioni. Non sono esperienze consapevoli, ma predisposizioni che preparano i futuri cuccioli a ve**re al mondo ancora prima di esserci davvero.
Poi arriva la nascita, e con essa il 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗼 𝗻𝗲𝗼𝗻𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲. In quei primi giorni la vita è essenziale e dipende esclusivamente dalla madre. Il cucciolo non vede, non sente come lo intendiamo noi, non esplora, non è ancora del tutto formato. Eppure è immerso in qualcosa di fondamentale per un mammifero e animale sociale: il contatto. Il calore della madre, la presenza dei fratelli, l’odore che lo circonda costruiscono la prima sensazione di sicurezza, esattamente come avviene nella nostra specie.
Non è ancora relazione consapevole con la madre, ma è il terreno su cui la relazione nascerà, si costruirà in seguito.
A un certo punto, quasi senza che ce ne accorgiamo, intorno ai 15 giorni di vita qualcosa si accende nel cucciolo. È il 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 a farsi strada. Gli occhi del cucciolo si aprono, i suoni arrivano più nitidi alle sue orecchie, il suo corpo diventa più capace di muoversi. Il cucciolo incomincia a entrare in contatto con il mondo e a sentirsi parte di esso. È un passaggio potentissimo, da una vita contenuta dalle cure materne a una vita che inizia a incontrare le relazioni e il mondo che lo circonda.
Verso i 35/40 giorni inizia uno dei momenti più delicati e importanti: il 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. È il tempo in cui ogni esperienza che fa il cucciolo lascia un segno importante e indelebile per il resto della sua vita.
Da questo momento fino alla preadolescenza il cucciolo costruisce il modo in cui percepirà ciò che lo circonda: le persone, gli altri cani, gli ambienti, i suoni. Non è solo ciò che accade, ma come ciò che accade viene vissuto. Un incontro può aprire, un altro può rendere più cauti, un altro ancora può costruire fiducia. In questo periodo il cane non sta semplicemente vivendo, sta costruendo la sua mappa emotiva del mondo e la costruisce in relazione a come agisce nel mondo sua madre, se presente suo padre, ma anche osservando come ci muoviamo noi familiari umani quando lo adottiamo, magari intorno ai due mesi.
Poi arriva la fase che molti riconoscono, spesso solo perché il cane incomincia ad alzare la zampa per fare p**ì o le femmine mostrano i primi segnali legati al calore: arriva 𝗹𝗮 𝗽𝘂𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮. Il cane cambia, e sembra farlo proprio quando pensavamo di aver trovato un equilibrio. Risponde meno, si distrae di più, appare più sensibile o più reattivo. È facile interpretarlo come un problema, ma in realtà è una trasformazione. Le certezze si muovono, le emozioni diventano più intense e il cane inizia a ridefinire il suo posto nella relazione. Non è un passo indietro, è un passaggio necessario.
Con il tempo, questo cambiamento prende una forma ancora più concreta nella 𝗺𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗲. Il corpo parla in modo più chiaro, emergono nuove motivazioni, nuovi interessi, nuove spinte interne. Il cane diventa più consapevole di sé, ma non ancora stabile. È una fase in cui attraversa il passaggio verso l’età adulta, ma non è ancora del tutto definito.
Arriva poi la 𝗺𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲. Non arriva nello stesso momento per tutti i cani, non è identica per ogni soggetto, ma quando accade si percepisce. Il cane diventa più coerente, più stabile, più chiaro nel suo modo di stare nel mondo. Non perché ha imparato tutto, ma perché ha trovato un equilibrio tra ciò che sente e ciò che vive.
Con il tempo si entra nell’𝗲𝘁𝗮̀ 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗮. È una fase spesso poco raccontata perché appare più stabile, meno evidente nei cambiamenti, ma in realtà è il periodo in cui la relazione si esprime nella sua forma più piena. Il cane conosce il mondo, conosce noi, e soprattutto ha costruito un modo suo di stare nella relazione. Non è più solo apprendimento, non è più trasformazione continua: è presenza.
È quotidianità condivisa, fatta di abitudini, di sguardi che si comprendono senza bisogno di spiegazioni, di un equilibrio che si rinnova giorno dopo giorno.
E poi, lentamente, quasi senza accorgercene, si entra 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀. Il tempo inizia a farsi sentire nel corpo e nelle energie del cane. I suoi ritmi cambiano, i movimenti diventano più lenti, le esigenze si modificano.
Possono comparire cambiamenti legati alla salute, che appartengono a una sfera medica e che richiedono attenzione specifica, ma al di là di questo c’è qualcosa che resta profondamente relazionale: il cane continua a esserci, in un modo diverso. Spesso più silenzioso, più essenziale, ma non meno presente.
Se ci fermiamo a guardarlo davvero, diventa evidente che il cane con cui viviamo non è mai lo stesso nel tempo.
Eppure noi, spesso, restiamo fermi nella stessa immagine di lui. Continuiamo a chiedergli di essere il nostro cucciolo piccolino e affettuoso, o come pensiamo vorremmo che fosse.
Ma vivere con un cane significa accettare che attraversi il suo tempo.
E ci troveremo a vivere con il nostro cucciolino, che diventa in poco tempo nostro fratello, poi quasi nostro genitore, fino a diventare un nonno, per poi passare a un’altra dimensione e lasciarci i ricordi di un viaggio fatto insieme, un viaggio che ha dell’incredibile per quanto ha riempito la nostra vita affettiva, sociale e familiare.
𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲
Scott, J. P., & Fuller, J. L. (1965). Genetics and the Social Behavior of the Dog. University of Chicago Press.
Freedman, D. G., King, J. A., & Elliot, O. (1961). Critical period in the social development of dogs. Science.
Serpell, J. (2017). The Domestic Dog: Its Evolution, Behavior and Interactions with People. Cambridge University Press.
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