24/07/2025
Crediamo fortemente nella lavorazione del formaggio a latte crudo, senza nessuna pastorizzazione, la nostra è una scelta cosciente, conosciamo e controlliamo le pecore che lo producono, prestiamo attenzione a tutti i passaggi della sua lavorazione. Produciamo formaggi rispettando la normativa vigente, normativa che prevede una moltitudine di controlli, per questo motivo abbiamo ottenuto il riconoscimento comunitario, e siamo coscienti che questo comporta delle responsabilità e dei doveri.
Ma oggi ci troviamo di fronte a una vera e propria minaccia, nel futuro ci troveremo impossibilitati a lavorare, non saremo in grado di rispettare quello che ci chiedono le linee guida per il controllo del rischio da Escherichia Coli Stec. Delle norme Inattuabili e insostenibili, che non esistono da nessun altra parte della terra.
Sarà un estinzione di massa dei caseifici artigianali che lavorano senza pastorizzazione.
C'è una buona notizia però, potrete continuare ad acquistare i formaggi a latte crudo dalla Francia o dalla Spagna, dove i formaggi a latte crudo vengono tutelati e non soppressi.
Latte crudo, è allarme per il futuro di molte aziende casearie italiane. Lo denuncia Slow Food Italia in un documento rivolto alle istituzioni, dopo la pubblicazione delle linee guida da parte del Ministero della Salute per il controllo del rischio Escherichia coli STEC nel latte crudo e nelle produzioni casearie.
⚠️ Il problema:
Le soluzioni individuate e consigliate dal Ministero prevedono controlli gravosi, costosissimi, spesso inattuabili per chi produce, in particolare, in alpeggio.
Siamo coscienti che l’Escherichia coli STEC può generare – in casi rarissimi – problemi gravi ad alcune categorie di consumatori fragili, ma questo batterio si trova anche nelle carni crude, nei salumi, negli ortaggi, nelle farine, perfino nell’acqua che beviamo, eppure l’iniziativa del Ministero si concentra solo sui formaggi a latte crudo.
Stiamo costruendo un’impalcatura di controlli complessi su percentuali di rischio bassissime, in un paese che già prevede controlli sanitari attentissimi e veterinari solerti.
Per questo chiediamo ai decisori politici di:
🗣️ prevedere più formazione per i produttori e gli allevatori
ℹ️ informare i consumatori non solo sui rischi ma anche sul valore del latte crudo
🧀 richiedere che la dizione “a latte crudo” sia più evidente in etichetta
❌ evitare frasi che incutano timore sulle etichette: sarebbe l’unico prodotto alimentare con avvertenze così forti, nemmeno gli allergeni sono gestiti allo stesso modo.
In gioco c’è una incommensurabile ricchezza, in termini di biodiversità, ecosistemi, razze animali, pratiche, conoscenze e produzioni casearie e la gestione ambientale delle aree interne, sempre più a rischio di spopolamento e dissesto.
Abbiamo iniziato a lavorare sul latte crudo quasi 30 anni fa, raccontando e valorizzando negli anni una biodiversità straordinaria di tecniche, di saperi caseari, ma anche di pascoli.
E questa battaglia vitale sarà ancora al centro di .
Leggi il comunicato stampa e unisciti a noi 👉 https://cheese.slowfood.it/press/il-documento-di-slow-food-sui-formaggi-a-latte-crudo/