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Dovevano essere semplici avvistamenti locali.
Invece i pavoni di Punta Marina, sul litorale ravennate, sono diventati un...
19/05/2026

Dovevano essere semplici avvistamenti locali.
Invece i pavoni di Punta Marina, sul litorale ravennate, sono diventati un vero caso virale, finendo sui giornali internazionali e persino nei programmi televisivi.
Negli ultimi giorni video, meme e servizi dedicati ai coloratissimi animali stanno facendo il giro del web. Alcuni residenti li riprendono mentre passeggiano tra giardini, strade e stabilimenti balneari, altri raccontano scene ormai diventate quotidiane: pavoni sui tetti, davanti alle case o in mezzo al traffico.
La loro presenza divide il quartiere.
C’è chi li considera ormai parte del paesaggio e chi invece lamenta rumori continui, danni e disagi. Ma nel frattempo la curiosità è esplosa online, tanto che i filmati mostrati anche a La Vita in Diretta sono diventati virali sui social.
E mentre sul web qualcuno ironizza chiedendo addirittura una “serie TV sui pavoni di Punta Marina”, la vicenda ha acceso un dibattito più ampio sulla gestione degli animali lasciati proliferare fuori controllo in contesti urbani.
Tra ironia, stupore e polemiche, una cosa è certa:
questi pavoni sono riusciti a trasformare una piccola località della riviera in un fenomeno seguito ben oltre i confini italiani.
👉 Tu da che parte stai: simbolo curioso del territorio o problema da risolvere? Diccelo nei commenti.

Per giorni i residenti hanno parlato di “un grosso gatto dal mantello giallo” visto tra strade e aree verdi dell’hinterl...
14/05/2026

Per giorni i residenti hanno parlato di “un grosso gatto dal mantello giallo” visto tra strade e aree verdi dell’hinterland milanese.
Poi la conferma: si trattava davvero di un servalo africano, un felino selvatico originario dell’Africa centro-meridionale.

L’animale è stato individuato nel Parco della Garbatella, a Garbagnate Milanese, dopo diverse segnalazioni arrivate anche dalla zona di Arese. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri Forestali, insieme alla Polizia Provinciale e ai veterinari, che hanno messo in sicurezza l’area e recuperato il felino senza conseguenze.

Dopo i primi controlli sanitari in clinica veterinaria, il servalo è stato trasferito in un giardino zoologico fuori dalla Lombardia. Nel frattempo sono in corso accertamenti per capire da dove provenisse l’animale e individuare eventuali responsabili della sua detenzione.

Il servalo, infatti, rientra tra le specie considerate pericolose e la normativa italiana vieta la detenzione privata di questi animali, anche se nati in cattività. Le sanzioni possono arrivare fino a 150mila euro, oltre alla confisca dell’animale.

👉 Tu cosa ne pensi: dovrebbe essere vietata del tutto la detenzione privata di animali esotici? Scrivilo nei commenti.

Dopo settimane di ricovero, cure intensive e momenti di grande incertezza, Rosi è uscita dalla clinica.La gattina, trova...
27/04/2026

Dopo settimane di ricovero, cure intensive e momenti di grande incertezza, Rosi è uscita dalla clinica.

La gattina, trovata a Tor Tre Teste in condizioni gravissime dopo una violenza brutale, oggi è viva. E soprattutto, è pronta a iniziare una nuova fase.

Per giorni la sua vita è rimasta appesa a un filo: terapie continue, monitoraggio costante e interventi delicati hanno accompagnato un percorso lento, fatto di piccoli segnali e progressi conquistati giorno dopo giorno.

Un ruolo fondamentale lo hanno avuto i veterinari della clinica CVS di Roma, insieme ai volontari, che hanno trasformato un caso clinico disperato in una possibilità concreta di recupero.

Oggi quel percorso segna un punto di svolta.

Rosi ha lasciato la clinica ed è stata affidata a una nuova famiglia: un volontario della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che la seguirà passo dopo passo nella convalescenza, in un ambiente protetto e lontano da stress.

La sua storia ha mobilitato centinaia di persone, con richieste di adozione arrivate anche dall’estero. Ma la scelta è stata una sola: garantirle stabilità, continuità e sicurezza.

Il suo percorso non è ancora finito sicuramente, però, ha cambiato direzione.

Polli con ferite aperte, altri già morti lasciati tra quelli ancora vivi. Animali che si beccano tra loro fino a lacerar...
15/04/2026

Polli con ferite aperte, altri già morti lasciati tra quelli ancora vivi. Animali che si beccano tra loro fino a lacerarsi, spinti da fame e condizioni estreme.
Sono le immagini mostrate nell’ultima puntata di nell’inchiesta di Giulia Innocenzi realizzata con il materiale raccolto da
Per la prima volta in Italia viene documentato cosa accade all’interno degli allevamenti di polli riproduttori, cioè quegli animali da cui nasce l’intera filiera della carne di pollo che arriva nei supermercati.
Le riprese, effettuate in un allevamento del Veronese con circa 40mila animali, mostrano una realtà fatta di gestione critica e sofferenza diffusa: polli malati lasciati senza cure, carcasse non rimosse, animali incastrati tra le strutture e lasciati morire. In alcuni casi si vedono operatori che li colpiscono o li afferrano con violenza, mentre altri esemplari, debilitati, finiscono per essere cannibalizzati dai loro simili.
Alla base c’è un sistema costruito su razze selezionate per crescere rapidamente. Una genetica che porta con sé problemi fisici gravi e che, nella fase dei riproduttori, comporta anche una forte restrizione alimentare. Secondo studi scientifici, questi animali possono ricevere fino al 20-25% in meno del cibo di cui avrebbero bisogno, vivendo in uno stato di fame cronica che altera i loro comportamenti.
È in questo contesto che si inseriscono episodi come quelli documentati: non eventi isolati, ma conseguenze dirette di un modello produttivo.
Gli allevamenti coinvolti fanno parte della filiera legata al Gruppo Veronesi, tra i principali produttori italiani di pollo. L’azienda ha precisato che eventuali comportamenti non conformi sarebbero contrari agli standard previsti.
Ma le immagini riaprono una questione più ampia, che riguarda non solo il benessere animale ma anche la trasparenza e il funzionamento dell’intera filiera.
👉 Tu cosa ne pensi: è un problema di singoli casi o di sistema? Parliamone nei commenti.

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Dopo tredici giorni di ricovero, tre trasfusioni e cure continue, Rosi è fuori pericolo.La gattina trovata in condizioni...
07/04/2026

Dopo tredici giorni di ricovero, tre trasfusioni e cure continue, Rosi è fuori pericolo.

La gattina trovata in condizioni gravissime a Tor Tre Teste, a Roma, oggi cammina, mangia da sola e ha valori clinici stabili. Un cambiamento radicale rispetto ai primi giorni, quando la sua vita era appesa a un filo.

I veterinari parlano di un miglioramento concreto anche dal punto di vista comportamentale, se inizialmente rifiutava il contatto, oggi cerca le coccole e reagisce alla presenza delle persone. Un segnale importante, che racconta non solo la guarigione fisica ma anche quella emotiva.

Nei prossimi giorni Rosi sarà dimessa e trasferita in stallo presso una volontaria, dove inizierà la convalescenza. Solo dopo verrà affidata alla famiglia già selezionata, scelta tra centinaia di richieste arrivate anche dall’estero.

Nonostante l’ondata di affetto, la priorità resta una: proteggere la sua ripresa, evitando stress e spostamenti troppo impegnativi.

Le ferite rilevate dai veterinari sono state ritenute compatibili con violenze inflitte da un essere umano, facendo scattare immediatamente le indagini che stanno continuando alla ricerca dei responsabili di questo orrore.

Dopo giorni di condizioni critiche, arriva il primo spiraglio: Rosi ha ricominciato a mangiare.La gattina, vittima di un...
02/04/2026

Dopo giorni di condizioni critiche, arriva il primo spiraglio: Rosi ha ricominciato a mangiare.
La gattina, vittima di una brutale violenza a Tor Tre Teste, è ricoverata da oltre una settimana alla clinica CVS di Roma. Per giorni è rimasta in condizioni gravissime, sostenuta da due trasfusioni di sangue e da terapie intensive per contrastare infezioni e traumi profondi.
Ora, per la prima volta, ha accettato qualche boccone. Un gesto semplice, ma decisivo: il primo vero segnale di risposta alle cure dopo giorni in cui la sua vita è rimasta appesa a un filo.
Fondamentale è stata la mobilitazione di volontari e cittadini, che hanno portato i propri gatti per le donazioni, permettendo a Rosi di guadagnare tempo prezioso per reagire alle terapie.
La prognosi resta ancora riservata e il percorso di recupero sarà lungo. Intanto le indagini proseguono per individuare il responsabile, mentre a Tor Tre Teste è stata organizzata una manifestazione per chiedere giustizia e tenere alta l’attenzione sul caso.
Rosi continua a lottare. E questa volta, per la prima volta, c’è un segnale concreto di speranza.
👉 Seguici per continuare ad essere aggiornato sulle condizioni di rosi.

video:

Sono passati giorni dal ritrovamento, ma le condizioni di Rosi, la gattina della colonia felina di Tor Tre Teste, restan...
01/04/2026

Sono passati giorni dal ritrovamento, ma le condizioni di Rosi, la gattina della colonia felina di Tor Tre Teste, restano critiche.

L’animale era stato trovato il 23 marzo in via Francesco Tovaglieri, a Roma, mentre trascinava le zampe posteriori. Subito soccorsa da una residente e da suo figlio, è stata portata d’urgenza in clinica, dove i veterinari hanno riscontrato gravissime lesioni nella zona genitale, compatibili con un abuso.

Oggi Rosi è ancora ricoverata. Ha ricevuto trasfusioni e cure continue, ma la situazione resta delicata: le infezioni sono molto serie e la prognosi è ancora riservata.

Attorno a lei si è attivata una rete di solidarietà: volontari, veterinari e cittadini stanno contribuendo alle cure, mentre diverse persone hanno portato i propri animali per permettere le trasfusioni.

Intanto cresce la mobilitazione, è stata organizzata una manifestazione a Tor Tre Teste per chiedere giustizia e l’individuazione del responsabile. Le associazioni parlano di un caso che non può essere ignorato e che rappresenta un grave segnale sociale.

Rosi continua a lottare. E con lei, una comunità intera.

24/03/2026

In un negozio di souvenir all’interno dell’aeroporto di Hobart, in Tasmania, tra scaffali pieni di peluche, un passeggero ha notato qualcosa di insolito: uno dei “giocattoli” si muoveva.
Tra i canguri di pezza si nascondeva infatti un vero opossum australiano, riconoscibile dalla sua tipica coda a pennello. L’animale si aggirava tra gli scaffali attirando la curiosità dei presenti, mentre una dipendente ha ripreso la scena.
Dopo alcuni minuti, infastidito dall’attenzione, l’opossum ha lasciato il negozio. Successivamente il personale dell’aeroporto è intervenuto, riuscendo a recuperarlo senza che si facesse male.

Il Tar del Lazio ha disposto lo stop alla sperimentazione su cani Beagle nei laboratori Aptuit di Verona, accogliendo il...
17/03/2026

Il Tar del Lazio ha disposto lo stop alla sperimentazione su cani Beagle nei laboratori Aptuit di Verona, accogliendo il ricorso della Lega Anti Vivisezione (Lav).

Secondo i giudici, nel bilanciamento tra interessi scientifici e benessere animale, la tutela degli animali deve prevalere.
Nell’ordinanza si legge che il dolore e i danni subiti dagli animali sono “ontologicamente irreparabili” e quindi più rilevanti rispetto alla prosecuzione della ricerca.

Al centro del caso ci sono test di sicurezza farmacologica che prevedono l’uso della telemetria: procedure che, secondo la Lav, includono interventi chirurgici con impianti di sonde ed elettrodi per monitorare cuore e pressione durante la somministrazione di farmaci.

La decisione arriva anche alla luce di un’indagine su presunte irregolarità nella gestione degli animali nei laboratori. Il Tar ha disposto una consulenza tecnica per verificare se l’uso dei cani sia davvero indispensabile e se esistano alternative scientifiche valide. L’udienza definitiva è attesa nei prossimi mesi.

Di segno opposto la posizione dell’azienda, che parla di una decisione che rischia di rallentare lo sviluppo di nuove cure, anche per malattie gravi come tumori e patologie neurodegenerative.

Il caso riapre un tema centrale:
fino a che punto la ricerca può spingersi quando sono coinvolti gli animali?

👉 Tu da che parte stai? Scrivilo nei commenti.

Mentre la tensione in Medio Oriente spinge molti residenti stranieri a lasciare Dubai, nelle strade della città si sta c...
11/03/2026

Mentre la tensione in Medio Oriente spinge molti residenti stranieri a lasciare Dubai, nelle strade della città si sta consumando una crisi meno visibile ma drammatica: quella degli animali domestici abbandonati.

Volontari e rifugi locali raccontano di una situazione sempre più difficile. Cani e gatti vengono lasciati per strada, davanti alle cliniche veterinarie o affidati ai soccorritori con richieste disperate di aiuto. Alcuni proprietari, presi dal panico o dalla fretta di partire, arrivano perfino a chiedere ai veterinari di sopprimere i propri animali.

“Ogni giorno qualcuno lascia un gatto davanti alla porta”, racconta una volontaria. In un altro caso un levriero Saluki è stato trovato legato a un lampione con il collare così stretto da ferirgli il collo.

Molti espatriati stanno cercando di lasciare il Paese in fretta, ma trasferire un animale all’estero richiede documenti sanitari e vaccinazioni obbligatorie, come quella contro la rabbia, che può ritardare il viaggio anche di settimane. Un ostacolo che, secondo i soccorritori, sta contribuendo all’aumento degli abbandoni.

Claire Hopkins, volontaria britannica che salva cani negli Emirati Arabi Uniti, racconta che il panico sta alimentando la situazione:
“Abbiamo visto molto stress tra i proprietari. Alcuni vogliono restituire gli animali adottati, altri non sanno cosa fare prima di lasciare il Paese”.

I rifugi sono ormai sovraffollati. Anso Stander, che gestisce il santuario Six Hounds, spiega di aver ricevuto 27 richieste di aiuto in un solo giorno. Alcune persone stanno cercando di lasciare il Paese con decine di animali, mentre altri finiscono semplicemente per abbandonarli.

Ci sono anche segnalazioni di cani trovati feriti nel deserto o liberati vicino al confine con l’Oman.

Gli operatori del soccorso lanciano un appello chiaro: gli animali non devono diventare le vittime dimenticate delle crisi.
“Dipendono completamente dai loro proprietari e non possono capire perché la loro famiglia sia improvvisamente scomparsa”, spiegano i volontari.

👉 Raccontaci nei commenti cosa ne pensi: secondo te chi decide di adottare un animale dovrebbe avere responsabilità legali anche in situazioni di emergenza?

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