02/06/2026
No, ancora non ve lo mostro.
Il progetto finito è solo il traguardo, quello che davvero ha fatto la differenza è il viaggio.
Sembra una frase scontata, perché ormai la leggiamo ovunque, ma non lo è.
Mi sono iscritta alla per gioco, perché ho sempre amato realizzare vestiti, fin da piccola. Modificarli, trasformarli, crearli da zero.
Per 10 anni sono stata stilista 3d e si, è stato un lavoro che mi dava da mangiare in un momento in cui in Italia quando dicevi fashion 3d ti guardavano come se venissi da Venere 😹 (ne parlo nelle storie in evidenza ME e nel post fissato in alto Chi sono).
Ho sempre sognato di poter avere la possibilità di una mia collezione "nella vita vera", e una volta ci sono anche andata vicina. Ma i miei non erano vestiti "normali" e richiedevano alti costi di produzione.
Quindi questa per me è stata l'occasione per capire se davvero io amassi fare questo..
La risposta?
Oh cavoli se lo amo!
Mescolare uncinetto, cucito, recupero di oggetto e un po' di follia credo sia il mio ambiente naturale. Per questo progetto ho lasciato per strada un po' della mia follia, ci sono pezzi che non ho inserito, come le grandi labbra, ma ho scelto così perché a volte non serve mostrare una cosa per farla capire.
Ancora non ve lo mostro, ma vi dico come si chiama: cicatrici 💙
Si, perché anche lui ha un nome tutto suo.
Dare un nome alle cose è un modo per riconoscerle. Per smettere di girarci intorno. Per guardarle in faccia.
Le cicatrici non raccontano solo una ferita, ma anche tutto quello che è successo prima, durante e dopo.
La ricostruzione. L'adattamento. La trasformazione.
E questo progetto, in fondo, parla proprio di questo.
Quindi grazie a per questa grande opportunità. Ho già vinto 💙