22/10/2019
Alimentazione questa sconosciuta
Il tema dell’alimentazione è sempre un argomento molto delicato e pieno di luoghi comuni, ecco perché è necessario documentarsi a dovere per cercare di trovare il miglior alimento da dare al nostro bulldog francese.
Abbiamo 3 opzioni per nutrire i nostri amici a quattro zampe:
Dieta BARF;
Cucina casalinga;
Prodotti industriali: Secco o Umido
BARF:
Barf sta per Cibo crudo biologicamente appropriato (Biologically Appropriate Raw Food) o Ossa e cibo crudo (Bones and Raw Food).
È stato sviluppato da un veterinario australiano di nome Ian Billinghurst e questo tipo di dieta è basata sul dare ossa polpose, polpa, organi, verdure e il tutto è rigorosamente crudo e supportato da integratori alimentari.
È una dieta totalmente naturale che va rigorosamente iniziata e seguita con un valido nutrizionista competente in materia.
Utilizzare barf come alimentazione per i Bulldog Francesi non è semplice, in quanto a differenza di altre razze, loro hanno la problematica del muso schiacciato, quindi non possono mangiare determinati tipi di ossa perché si strozzerebbero e quindi bisogna optare per del macinato d’osso.
È un tipo di alimentazione che seguirebbe qualsiasi cane in natura. Infatti lo studio è stato eseguito sul Lupo Cecoslovacco.
Non improvvisarti perché rischi di fare seri danni al tuo cane, ma ti garantisco che questo tipo di dieta può risolvere moltissimi problemi dermatologici e digestivi del Bulldog Francese.
Se vuoi iniziare questo tipo di dieta, fatti seguire da uno specialista o da negozi barf per capire come partire e che programma alimentare seguire.
Richiede molta pratica, studio e soprattutto organizzazione!
Se ti interessa approfondire l’argomento contattami
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CUCINA CASALINGA
Per chi non la conoscesse, è la classica cucina dedicata ai nostri cani. Si comprano gli ingredienti che a loro piacciono maggiormente e possono mangiare come pesce, maiale, pollo, anatra, patate, riso e si cucinano, ovviamente senza condimenti, e si buttano in ciotola.
Qui c’è poco da dire, a parte che anche in questo caso è fondamentale non improvvisarsi e farsi seguire da un valido nutrizionista che sarà in grado di dirti quali quantità di cibo preparare per ogni pasto del tuo bullo.
PRODOTTI INDUSTRIALI
Questi sono i prodotti che conosciamo maggiormente: croccantini o scatolette.
È una giungla piena di marche, gusti e tipologie.
Il cibo industriale è l’alimento più bilanciato in termini nutrizionali e il più pratico. Apri la busta, pesi la dose per il tuo bullo e la butti in ciotola. Ottima per quando vai in vacanza o per una gita fuori porta.
Però, come in ogni cosa, c’è il rovescio della medaglia.
Mediamente un cane impiega intorno alle 6 ore per completare la digestione del cibo crudo o cotto. Con le crocchette queste tempistiche si prolungano arrivando fino a 12 ore.
Questo significa che lo stomaco del vostro bulldog francese è in continua attività.
Per ovviare a questo tipo di problema, la soluzione è mettere a mollo le crocchette per una trentina di minuti, di modo che si ammorbidiscano e diventino molto più digeribili. Inoltre, il cane berrà molto meno, perché la digestione sarà molto più semplice.
Tutti i produttori di cibo industriale, compresi i veterinari, raccomandano di lasciare sempre abbondante acqua ai nostri animali. Il motivo è proprio dovuto a causa della lunga digeribilità dell’alimento.
Ma cosa c’è dentro i croccantini?
Le marche veramente buone, soprattutto per i nostri bulli, sono poche ma fortunatamente esistono e sono facilmente reperibili.
Ma prima vediamo assieme come vengono fatti la maggior parte dei croccantini industriali per capire come scegliere quelli giusti.
MATERIALE DI CATEGORIA 3
Il materiale di categoria 3 è il materiale di partenza per la produzione di cibo industriale per gatti e cani, usato negli ultimi decenni dall’industria dei mangimi.
La produzione del cibo per animali rientra nel settore della gestione e smaltimento dei rifiuti ed è quindi una parte del processo di smaltimento delle carcasse.
Secondo il regolamento dell’Unione europea, CE n. 1069/2009 regolamento sui sottoprodotti di origine animale, il materiale di scarto viene classificato in tre categorie: 1, 2 e 3, in base al rischio che pone.
Quindi, come avrai capito, già la materia prima non è ciò che dicono i vari spot promozionali “carne e polpa di prima scelta”!
Ma vediamo assieme tutte le altre categorie.
CAT. 1
Qui vengono identificati carne e sottoprodotti di origine animale che presentano il rischio più elevato, vale a dire animali domestici, selvatici o allevamento che sono stati abbattuti perché malati o sono morti in seguito a malattie.
In particolar modo le carcasse di animali affetti da encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) o esemplari e animali da laboratorio contaminati da prodotti chimici o sostanze vietate.
I materiali appartenenti alla categoria 1 dovranno essere completamente scartati e trattati come rifiuti.
CAT. 2
All’interno di questa categoria troviamo carne e sottoprodotti ai quali è associato il rischio di malattie non trasmissibili.
Comprende animali uccisi, non macellati, sottoprodotti di origine animale, materiale importato e non adeguatamente controllato, prodotti animali con residui di farmaci.
CAT. 3
Eccoci finalmente alla categoria 3 che comprende principalmente rifiuti e sottoprodotti provenienti da macelli, rifiuti di cucina e resti di pasti, alimenti di origine animale non più adatti al consumo umano, latte crudo, pesce fresco o sottoprodotti ittici freschi.
Qui rientrano anche parti di animali che pur essendo adatte per il consumo umano sono poco richieste nel mercato di riferimento, come trippa, lingua e altre interiora.
Questo tipo di materiale può essere trasformato esclusivamente in alimenti per animali.
COSA CONTENGONO I MATERIALI DI CATEGORIA 3?
• rifiuti di cucina e pasti, purché non provengano da traffico transfrontaliero;
• parti di animali macellati ritenuti inadatti al consumo umano che tuttavia non mostrano segni di una malattia trasmissibile e che provengono da animali adatti al consumo;
• latte crudo;
• cibo avariato;
• sangue di animali, ma non di ruminanti, che sono stati macellati in un macello dopo visita di controllo;
• Corna, pellicce, peli, ecc., da animali con quadro clinico idoneo;
• carne in sovra stoccaggio;
• rifiuti animali provenienti dall’industria alimentare;
• pelli, zoccoli e corna, setole di suini e piume da animali macellati in un macello dopo un esame ante-mortem;
• cibi di origine animale non più destinati al consumo umano per ragioni che esulano da quelle sanitarie. Come ad esempio difetti di confezionamento;
• carne di scarsa e bassa qualità
• pesci o altri animali marini e scarti di pesce. Vengono naturalmente esclusi i mammiferi marini;
• parti di carcasse e sottoprodotti di provenienza animale risultanti dalla produzione di alimenti destinati al consumo umano, ossa sgrassate e ciccioli;
Come puoi vedere tu stesso gran parte del cibo industriale è questo e la cosa più allarmante è che le grosse industrie di cibo industriale, soprattutto quelle consigliate dai nostri veterinari o spot promozionali, utilizzano TUTTE materie di categoria 3.
E i cereali?
Altro punto a sfavore di alcuni cibi industriali.
Purina, Royal Canin, Hill’s, sono tutte aziende che producono cibo industriale con materie di categoria 3, inoltre arricchiscono i loro alimenti di agenti chimici, rinominati vitamine, e percentuali enormi di cereali, mais, grani, farine e riso.
Tu hai mai visto in natura un carnivoro come un lupo o un felino, cacciare un panino o cercare una pizza?
Ecco, neanche io.
Il cane, come tutti i carnivori, non ha bisogno di questo tipo di prodotti in quanto il suo metabolismo è perfettamente in grado di scomporre e assimilare dalle proteine della carne, o del pesce, le fonti energetiche per lui necessarie.