09/07/2026
Cit. Attilio Miconi
𝗣𝗮𝘃𝗹𝗼𝘃 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗱𝗶𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗶 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗱𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗲𝗿𝗰𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼
Quando si parla di punizioni che provocano dolore o sofferenza, c'è ancora chi sostiene che i problemi se dopo poco tornano a manifestarsi anche in modo peggiore la responsabilità non stia nel metodo, ma nel familiare umano: "non è stato abbastanza deciso", "non è stato abbastanza autoritario", "ha ceduto troppo presto".
Con questo articolo provo a fare chiarezza partendo da uno degli esperimenti più importanti della storia della psicologia sperimentale. Sì, proprio uno di quelli condotti da Ivan Pavlov, lo stesso ricercatore che tutti citano in cinofilia quando parlano di condizionamento classico.
All'inizio del Novecento, nel celebre esperimento del cerchio e dell'ellisse, i cani vennero addestrati a discriminare due figure geometriche. Finché la differenza tra le due forme era evidente, il compito risultava semplice. Successivamente, però, le due figure vennero rese sempre più simili, fino a creare nel cane un conflitto che non poteva più essere risolto con certezza.
Fu allora che accadde qualcosa su cui varrebbe la pena riflettere, quando da un momento all'altro il cane viene percosso, strattonato, impiccato con il collare a strangolo e dall'alltra, quasi improvvisamente lodato.
I cani di Pavlov iniziarono dapprima a mostrare una forte reattività non riconoscendo pià il cerchio che dava il premio e l'ellisse che dava loro la scossa. Erano agitati, irrequieti, vocalizzavano e i tentativi parevano essere più intensi alla ricerca di trovare la risposta corretta, toccare il cerchio per ottenere il cibo.
Con il protrarsi dello stress perché non riconoscevano più il premio dalla punizione, entravano successivamente in una fase completamente diversa. Diventavano apparentemente tranquilli, quasi flemmatici. Riducevano le iniziative e sembravano essersi finalmente adattati alla situazione (effetto social che in poche decine di minuti si aggiusta il cane).
Ma quella calma apparente non rappresentava un apprendimento, né tantomeno un equilibrio ritrovato. Era l'espressione di un sistema nervoso sottoposto a uno stress crescente che arrivava alla fase di esaurimento, i cani di Pavlov erano definiti flemmatici, inibiti.
Ma adesso vediamo cosa accadeva successivamente a quella condizione protratta nel tempo, il comportamento perdeva progressivamente la propria organizzazione di calma apparente. Comparivano nei cani risposte incoerenti, improvvise, disordinate, talvolta esplosive e difficilmente prevedibili. Pavlov definì questa condizione nevrosi sperimentale, descrivendo il crollo dell'equilibrio comportamentale provocato da un conflitto prolungato e irrisolvibile.
Un cane che smette di reagire non è necessariamente un cane che ha imparato la disciplina. Potrebbe essere un cane che ha imparato che ogni iniziativa può avere conseguenze spiacevoli.
Per questo motivo un'educazione fondata sull'inibizione attraverso la paura e la sofferenza può produrre una calma apparente, ma non costruisce competenza, fiducia o benessere. Al contrario, quando lo stress continua ad accumularsi, aumenta il rischio che il comportamento diventi sempre meno organizzato e sempre meno prevedibile.
E quando questo accade, la spiegazione non può essere cercata nel fatto che il familiare umano abbia avuto un polso troppo debole, non sia stato abbastanza dominante o non abbia imposto sufficientemente la propria autorità.
Pavlov aveva già dimostrato oltre un secolo fa che il problema non era la mancanza di autorità di chi conduceva il cane.
Il problema era il metodo.
Ed è una lezione che, ancora oggi, merita di essere ricordata, se non altro per mettere nelle condizioni i familiari umani di comprendere meglio cosa accade nei social e perché poi le cose non durano nel tempo, anzi peggiorano.
Attilio Miconi
Bibliografia:
Pavlov, I. P. (1927). Conditioned Reflexes: An Investigation of the Physiological Activity of the Cerebral Cortex. Translated and edited by G. V. Anrep. London: Oxford University Press.
Pavlov, I. P. (1928). Lectures on Conditioned Reflexes: Twenty-Five Years of Objective Study of the Higher Nervous Activity (Behaviour) of Animals. New York: Liveright Publishing Corporation.