16/12/2025
L' uscita con il cane deve essere pensata su misura per lui: è il suo momento speciale della giornata.
Per questo, con ciascun cane con cui esco, realizzo una passeggiata diversa. Lui è Reggie, cane adulto, incrocio di razze da caccia: ha bisogno di prendere spazio, di appagare le motivazioni cinestesica, di ricerca e predatoria. Con lui vado al parco ed utilizzo una lunghina, cosicché possa muoversi a seconda della velocità che preferisce ed allontanarsi un po' di più da me; purtroppo, non posso sganciarlo perché non padroneggia bene la comunicazione sociale intra-specifica e, a dirla tutta, mal sopporta l' eccessiva vicinanza dei conspecifici.
Insieme cerchiamo lucertole e andiamo a caccia di merli (nessun animale viene poi preso!), facciamo ricerche olfattive e ci fermiamo l' uno vicino all' altra in pausa; il fatto di propore tali attività mi fa guadagnare punti ai suoi occhi.
Ho rispetto per i suoi tempi (pressoché infiniti) quando intercetta un cono odoroso, i suoi spazi (sempre troppo corti per lui), le sue tendenze innate e le sue emozioni (disagio verso gli altri cani, gioia contagiosa quando fa ciò che gli piace, grande affetto quando si sente compreso); risolvo per lui in anticipo delle situazioni problematiche, come la vicinanza con altri cani invadenti, proponendo talvolta la compagnia di cani discreti.
Tutto ciò mi ha permesso con il tempo di conquistare il suo rispetto e la sua fiducia, sono ammessa nella cerchia delle sue persone preferite.
Forte di tale vantaggio, ma solo dopo averlo conquistato, posso avanzare richieste a Reggie con la sicurezza che lui le asseconderà, non perché impartisco comandi, ma perché ho la sua complicità. Per esempio, durante la passeggiata al guinzaglio posso chiedergli di cambiare direzione senza utilizzare alcuna pressione con il guinzaglio, anche se lui intendeva procedere da un' altra parte, oppure dopo il parco possiamo andare insieme al bar; l' esperienza in luogo chiuso frequentato da umani non gli piace, ma è importante per accrescere il suo bagaglio di competenze e la sua capacità a muoversi nell' ambiente umano.
Il dog-sitting non è semplicemente "portare fuori il cane".