23/02/2021
L’UNDRR-United Nations Office for Disaster Risk Reduction definisce il rischio in termini di potenziali vittime e feriti, distruzioni e danni che potrebbero accadere in un certo periodo di tempo a un sistema o a una comunità. Si tratta di una stima probabilistica che tiene conto di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, nonché della capacità di fare fronte al fenomeno.
Nel vocabolario della Treccani più precisamente il rischio è una eventualità di subire un danno connessa a circostanze più o meno prevedibili.
Quell'eventualità di subire danni, quel rischio più o meno calcolato è quell'amor che move il sole e l'altre stelle della politica italiana. Un rischio che per la sua pericolosità, soprattutto in termini di potenziali danni che si possono causare è stato giustamente abbandonato dagli eroi della nostra classe dirigente che non si sognerebbero mai di lasciare sul campo vittime e feriti.
Ma a volte quel rischio lo si corre. Di fronte ai grandi eventi che questo nuovo millenio buio ci concede, i paladini che custodiscono il museo dell'arte e della scienza del governare provano ad andare oltre le proprie conoscenze per provare e far provare il brivido del fare ciò di cui si fanno profeti. Ma da ottimi statistici, calcolando con assoluta precisione le probabilità della pericolosità che potrebbe scaturire dal farlo realmente, ripiegano tornando sulla retta via della conservazione tramandata di generazione in generazione, per non avere le mani sporche del sangue altrui.
Qualcosa che il nostro mondo non può più permettersi, anche se l'attrazione per i curiosi è molta i custodi di quei poteri non possono tralasciare alcun indizio su cosa significhi, perchè quella forza oscura che è la politica lasci finalmente il passo alla piena libertà.
Si rischia di farla, ma non oggi. Fortunatamente.