Jessica Orobello - Educatore Cinofilo

Jessica Orobello - Educatore Cinofilo Specializzato in Recupero Comportamentale

Lasciare libero il cane, non significa lasciarlo libero di fare tutto ciò che gli va, non significa assenza di regole. L...
09/08/2026

Lasciare libero il cane, non significa lasciarlo libero di fare tutto ciò che gli va, non significa assenza di regole. Libero significa libero da ogni condizionamento.

Libero di vivere il mare, se siamo al mare.
Libero di vivere il lago, se siamo al lago.
Libero di esplorare il parco, se siamo al parco.
E così via.

Molto spesso, invece, le persone mi chiedono un'attività, un gioco da fare con il proprio cane ovunque si vada. Ma la stessa attività è sempre la stessa settimana enigmistica, ripetuta per settimane, mesi, anni.

Non dobbiamo necessariamente riempire ogni esperienza di attività perché abbia valore.

Possiamo semplicemente vivere ogni esperienza per ciò che quell'esperienza porta, lasciando al cane lo spazio per conoscerla e trovare il proprio modo di starci dentro.

😊

Perché riteniamo del tutto plausibile che un cane possa acquisire competenze per gli interventi assistiti, per la ricerc...
29/06/2026

Perché riteniamo del tutto plausibile che un cane possa acquisire competenze per gli interventi assistiti, per la ricerca del tartufo o per molte altre attività utili all'uomo, mentre quando si parla di sviluppare competenze, al di fuori dell'obbedienza, che gli permettano di affrontare con maggiore sicurezza, autonomia e capacità di adattamento i contesti della vita quotidiana, questa idea viene spesso liquidata come "cinofilosofia"?
In senso denigratorio ovviamente.

È davvero un concetto così assurdo? Oppure il problema è che, semplicemente, non abbiamo ancora compreso a fondo come favorire questo tipo di apprendimento?

Buone riflessioni a tutti 😊

Dal momento in cui scegliamo di vivere con un cane, quel cane si troverà inevitabilmente a confrontarsi con persone, ani...
25/06/2026

Dal momento in cui scegliamo di vivere con un cane, quel cane si troverà inevitabilmente a confrontarsi con persone, animali, luoghi ed esperienze sempre nuove, scelte da noi per lui.

Non credo che il nostro compito sia insegnargli semplicemente a eseguire dei comandi. Credo che il nostro compito sia offrirgli gli strumenti per comprendere il mondo che lo circonda e relazionarsi ai diversi contesti che incontrerà nella vita.

Ieri ho deciso di portare con me Shawnee ad un trekking organizzato e l'ho osservata muoversi all'interno del gruppo composto da una ventina di persone.

È stato incredibile per me che lavoro con i cani ormai da tanti anni non essere mai dovuta intervenire per interrompere un'interazione o correggere un comportamento.

Non perché fosse sotto controllo, ma perché sapevo che era in grado di leggere ciò che stava accadendo intorno a lei, valutare il contesto e scegliere come comportarsi.

È stato bello, di tanto in tanto, scorgerla fare il bagno con i bambini o vederla preoccuparsi per qualcuno che stava semplicemente allacciandosi una scarpa.

Per me questo è uno degli obiettivi più importanti dell'educazione, non costruire cani che dipendono continuamente dalle nostre indicazioni, ma cani capaci di stare nel mondo e nei contesti in cui li portiamo a vivere.

Chi conosce la storia di Shawnee sa quanto lavoro ci sia stato dietro per riuscire ieri a relazionarsi serenamente con persone e bambini in un ambiente totalmente nuovo per lei.

Vederla muoversi con tranquillità all'interno del gruppo è stata per me una gioia indescrivibile.

Questa esperienza mi ha ricordato che anche io ho dovuto fare un grande lavoro su me stessa.

Ho dovuto imparare a fidarmi.

A tollerare il fatto di perderla di vista mentre mi trovavo anch'io immersa in un gruppo di venti persone, senza sapere sempre dove fosse e senza poter intervenire nell'immediato, qualora fosse stato necessario.

Ho dovuto imparare a non controllare continuamente ciò che stava facendo.

Un percorso educativo o di recupero comportamentale non riguarda mai soltanto il cane.

Riguarda anche noi. Siamo davvero in grado di dare fiducia? Siamo disposti a considerare il cane come una mente pensante, capace di osservare, valutare e prendere decisioni?
Oppure abbiamo bisogno di controllare ogni sua scelta per sentirci al sicuro?

Uno degli obiettivi più importanti dell'educazione non è costruire un cane sottomesso o dipendente dalle nostre indicazioni.

È aiutarlo a diventare un individuo capace di comprendere ciò che gli viene chiesto quando serve, ma anche di muoversi in autonomia, con equilibrio e competenza, quando non gli viene chiesto nulla.

Grazie per questa magnifica esperienza e per l'accoglienza di Trekking & Divertimento ❤️
E per la guida straordinaria di Giancarlo.

09/06/2026

Quando il cane socializza non sta semplicemente trascorrendo del tempo con altri cani. Sta imparando a osservare ciò che accade intorno a lui, a interpretarne il significato e a scegliere come comportarsi.

Ogni incontro sociale è un piccolo problema da risolvere.

Un cane gli corre incontro: è un invito al gioco o una minaccia?

Un altro cane si immobilizza: sta osservando, è preoccupato o vuole evitare il contatto?

Un compagno si allontana: devo seguirlo, aspettarlo o continuare a fare ciò che sto facendo?

Per rispondere a queste domande il cane utilizza diverse funzioni cognitive contemporaneamente: osservazione, memoria, attenzione, valutazione del contesto, regolazione emotiva e capacità decisionale.

Più esperienze sociali equilibrate vive, più il suo cervello costruisce una sorta di archivio di situazioni già incontrate. La volta successiva potrà riconoscere più velocemente ciò che sta accadendo e scegliere una risposta più efficace.

Per questo la socializzazione non serve semplicemente a farlo stare con gli altri cani.

Serve a sviluppare competenze sociali.

Un po' come accade per un bambino che gioca con altri bambini: non sta soltanto giocando. Sta imparando a leggere le intenzioni degli altri, a gestire i conflitti, ad aspettare il proprio turno, a negoziare e a trovare soluzioni.

Nel cane avviene qualcosa di molto simile.

La socializzazione è, di fatto, una palestra sociale.

Il vero obiettivo quindi non deve essere avere un cane che ama tutti, ma un cane che sa capire ciò che accade intorno a sé e che possiede gli strumenti per rispondere in modo flessibile ed efficace alle diverse situazioni sociali.

Per questo è così importante per noi che il cane abbia la possibilità di frequentare l'asilo con costanza e non soltanto saltuariamente.

Le competenze sociali si costruiscono nel tempo, attraverso esperienze ripetute e relazioni significative.

Ogni giornata trascorsa insieme agli altri rappresenta un'occasione per osservare, interpretare, prendere decisioni e trovare soluzioni.

È proprio questa continuità che permette al cane di affinare sempre di più la propria capacità di comprendere e affrontare il mondo sociale.

Il cane è un animale con un corpo antico che ogni giorno ci traduce un pezzo di mondo selvatico che avevamo smesso di ve...
08/06/2026

Il cane è un animale con un corpo antico che ogni giorno ci traduce un pezzo di mondo selvatico che avevamo smesso di vedere.

Mia Canestrini

-

Molto spesso, nelle attività olfattive che propongo durante le mie lezioni, non viene chiesto  al cane di eseguire un es...
12/05/2026

Molto spesso, nelle attività olfattive che propongo durante le mie lezioni, non viene chiesto al cane di eseguire un esercizio, gli vien chiesto di scegliere e organizzare informazioni che arrivano dagli odori, dall’ambiente e da ciò che accade intorno a lui.

Per questo, soprattutto nel recupero comportamentale, alcune volte elimino completamente la richiesta sotto forma di comando da parte dell' umano di riferimento e costruisco un contesto in cui il cane è libero di orientarsi attraverso ciò che percepisce.

Attraverso l’olfatto il cane impara quindi a orientarsi nel mondo, a relazionarsi con ciò che incontra e a sviluppare nuove capacità di gestione emotiva.







Non so voi, ma io mi sono emozionata tantissimo. Grazie a tutti per la partecipazione ♥️
08/05/2026

Non so voi, ma io mi sono emozionata tantissimo. Grazie a tutti per la partecipazione ♥️

Oggi in campo, nel nostro , siamo usciti dalla dinamica conduttore/esecutore ed è stato meraviglioso 😍

Siamo usciti da quella dinamica in cui l’essere umano conduce e il cane deve semplicemente eseguire.

Nel momento in cui smettiamo di vedere il cane come qualcuno da controllare, infatti, iniziamo finalmente a osservare il cane, ogni cane, così com’è.

Ognuno con le proprie straordinarie caratteristiche individuali, con il proprio modo di percepire il mondo, affrontare le difficoltà, elaborare emozioni e trovare soluzioni.

Oggi abbiamo lavorato sulla possibilità di uscire dai propri schemi senza entrare in frustrazione, allenando flessibilità cognitiva e capacità mnemonica.

Abbiamo utilizzato le attività olfattive anche come strumento per rallentare il naturale declino cognitivo legato all’età, cercando di mantenere attive competenze, curiosità e capacità di orientamento nel mondo. Un argomento che mi sta profondamente a cuore.

Abbiamo lavorato sulla possibilità di osservare, elaborare e scegliere senza sentirsi travolti dalle emozioni.

Sulla resilienza.
Sulla capacità di continuare e provare a non arrendersi davanti una difficoltà.

Abbiamo osservato il modo in cui alcuni odori possono influenzare l'emotività del cane e quindi i suoi comportamenti.

E poi ci siamo anche semplicemente divertiti ❤️

Perché il lavoro olfattivo, per noi, non è una performance, è uno spazio in cui il cane può finalmente essere libero di scegliere, esplorare e mostrarci il proprio modo di stare al mondo.

Grazie a tutti per la partecipazione, alla prossima 🌿

Il ruolo che un cane assume nella relazione non è sempre una sua scelta.A volte è qualcosa che gli viene richiesto.Nel n...
05/05/2026

Il ruolo che un cane assume nella relazione non è sempre una sua scelta.
A volte è qualcosa che gli viene richiesto.

Nel nuovo articolo parlo di ruolo imposto e di come, spesso, ciò che chiamiamo problema comportamentale sia in realtà un disallineamento tra ciò che il cane è e ciò che gli viene chiesto di essere.

Buona lettura 😊

Nell’articolo precedente ho voluto approfondire il tema della gerarchia, dello status, del rango e del ruolo sociale nel cane, osservando come questi elementi prendano forma all’interno di un sistema relazionale in continuo cambiamento.
 Attraverso l’osservazione di gruppi di cani liberi, è...

L’obiettivo del lavoro olfattivo non è far annusare il cane. Tutti i cani, infatti, annusano 😊L’obiettivo del lavoro olf...
17/04/2026

L’obiettivo del lavoro olfattivo non è far annusare il cane. Tutti i cani, infatti, annusano 😊

L’obiettivo del lavoro olfattivo è insegnare al cane a utilizzare l’olfatto come strumento utile per allenare la flessibilità cognitiva, aiutarlo a gestire le emozioni e sviluppare nuove abilità.

Significa metterlo davanti a una difficoltà e dargli la possibilità di superarla, uscendo dai suoi schemi.

Lì dove quegli schemi, spesso, sono alla base delle problematiche comportamentali.

Grazie a tutti per la partecipazione di oggi ❤️








16/04/2026

Nel tempo ho sentito sempre più forte il bisogno di non ridurre un individuo a un “caso” da utilizzare per promuovere la mia attività, per questo è da un po’ di tempo che non pubblico foto e video dei cani con cui lavoro. Per una questione di rispetto nei confronti del cane e delle persone che nel mio spazio trovano un luogo sicuro in cui raccontarsi. Questa volta però ho scelto di farlo. Non per vantare un risultato, ma per proporre una .

Il in fondo all’angolo che vedete nel video si chiama Gaia. Ha vissuto in strada, poi accalappiata e portata in . Dopo l’adozione ha trascorso due mesi dentro al camino, rifiutando qualsiasi interazione con cani e persone. Per mesi le sue paure si sono mantenute e in alcuni momenti amplificate. Poi abbiamo iniziato un percorso insieme e già dalle prime lezioni sono emerse piccole aperture. Ma quello che mi interessa oggi non è raccontarvi che Gaia non vive più nel camino, o che riesce ad uscire di casa. Mi interessa come sta mentre lo fa.

Gaia non è stata portata fuori con la forza. Non abbiamo utilizzato strumenti coercitivi. Abbiamo lavorato affinché la motivazione ad uscire nascesse da lei. Il centro del lavoro non è stato il comportamento, ma il suo stato emotivo.

Abbiamo lavorato sulla , sull’allineamento dei ritmi tra lei e la proprietaria, sulla qualità del tempo condiviso. All’inizio stimolando la sua curiosità in casa, in un contesto per lei sostenibile. Quando la curiosità ha iniziato ad emergere, Gaia ha cominciato ad uscire in autonomia sino ad arrivare piano piano ad acquisire le capacità per gestire la passeggiata.

Un cane può uscire anche sotto pressione, perché forzato con strumenti coercitivi. Può camminare, certo ma restare in uno stato di allerta. Osservando bene il , il , il , possiamo capire se sta davvero facendo esperienza… oppure se sta semplicemente sopportando.

Questo è un piccolo pezzo del percorso di Gaia e per me è impossibile non emozionarmi nel vederla così oggi!

Indirizzo

Via Dei Pescatori 340
Rome
00125

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Jessica Orobello - Educatore Cinofilo pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Jessica Orobello - Educatore Cinofilo:

Scelte rapide

Condividi