18/03/2026
IERI HO PUBBLICATO UN POST PROVOCATORIO
“I randagi sono proprio brutti da guardare… ma come fate ad adottarli?”
Il post ha scatenato circa 200 commenti, che possiamo dividere in quattro categorie diverse.
PREMESSA TEORICA
In sociologia esiste una linea di studi sul comportamento delle persone quando vengono violate le norme sociali implicite. Uno dei sociologi che ha studiato questo fenomeno è Harold Garfinkel, fondatore dell’Etnometodologia.
Negli anni ’60 Garfinkel sviluppò quelli che chiamò Breaching Experiments:
esperimenti sociali progettati per rompere volontariamente una norma sociale implicita e osservare come reagiscono le persone.
L’idea di fondo è molto semplice: molte delle regole che guidano il comportamento sociale non sono scritte, ma sono date per scontate.
Quando qualcuno le viola, succede qualcosa di interessante. Le persone reagiscono spesso con disagio, difesa, irritazione o aggressività, perché percepiscono che una norma condivisa è stata messa in discussione, non analizzano la domanda e difendono il valore che percepiscono minacciato.
Quando una convinzione collettiva viene toccata, le reazioni si dividono quasi sempre in tre gruppi:
1 - chi capisce la provocazione e riflette sul problema reale
2 - chi risponde portando la propria esperienza personale
3 - chi reagisce emotivamente o aggressivamente perché percepisce un attacco ai propri valori morali
Questo fenomeno viene spesso utilizzato negli esperimenti sociali per osservare come le persone reagiscono quando viene messo in discussione qualcosa che considerano moralmente “giusto”.
Ed è esattamente quello che è successo con il post sui randagi.
Dai commenti si vedono chiaramente quattro reazioni diverse.
Chi ha capito il senso del post
Alcuni hanno centrato subito il punto cioè hanno scritto cose molto lucide, ad esempio:
“Metti un cane di razza in adozione e arrivano mille richieste. Metti un meticcio e arrivano in pochi.”
Oppure:
“Anche chi adotta spesso lo fa con criterio estetico.”
Questo non significa non amare i cani, ma significa guardare la realtà senza filtri.
Chi ha portato la propria esperienza
Molti hanno raccontato la loro storia.
“Ho sempre adottato meticci.”
“Il mio cane adottato è il più bello del mondo.”
E queste testimonianze sono preziose, perché mostrano quanto amore ci sia nelle adozioni.
Chi ha reagito emotivamente
C’è chi ha visto nel post un attacco ai randagi. Chi ha parlato di razzismo.
Chi ha pensato che si stesse sminuendo l’adozione.
Questo dimostra una cosa molto semplice.
Quando tocchi un tema sensibile, le persone reagiscono prima con l’emotività e solo dopo con la riflessione.
Chi ha reagito con aggressività
Insulti.
Attacchi personali.
Inviti a bannare la pagina.
Anche questo è molto interessante.
Perché quando una semplice domanda scatena questo livello di reazione significa che ha toccato un nervo scoperto.
Ma il punto del post era un altro.
Chi lavora davvero nel mondo delle adozioni lo sa bene:
✔ i cani “simil razza” trovano casa più facilmente
✔ i cuccioli trovano casa più facilmente
✔ i cani piccoli trovano casa più facilmente
mentre
❗ i meticci anonimi
❗ i cani grandi
❗ i cani anziani
restano molto più tempo nei canili, non perché le persone siano cattive.
Ma perché le scelte sono spesso influenzate anche dall’estetica. Negare ciò non aiuta i cani.
Capirlo magari sì.
Perché solo partendo dalla realtà possiamo migliorare davvero le adozioni e dare più possibilità proprio a quei cani che oggi restano invisibili.
PERCHÉ ABBIAMO FATTO QUESTO ESPERIMENTO?
Per un motivo molto semplice.
Perché ci sono cani che passano 7, 8 o anche 10 anni della loro vita in un canile.
Non perché siano aggressivi.
Non perché siano irrecuperabili.
Ma perché sono:
• adulti
• anziani
• di grossa taglia
• oppure semplicemente perché non corrispondono a ciò che molte persone considerano “bello”.
Questa è una realtà che chi lavora nei canili conosce molto bene.
Ci sono cani che entrano giovani…e invecchiano dietro una rete.
Il problema non è che questi cani non meritino una famiglia.
Il problema è che spesso il sistema delle adozioni funziona così:
il cucciolo trova casa subito
il cane piccolo trova casa subito
il cane simil-razza trova casa subito
Il cane adulto grande…
resta.
Noi vogliamo cambiare questa realtà.
Vogliamo lavorare affinché i cani possano essere:
• valutati da figure professionali
• riabilitati quando necessario
• accompagnati verso un incontro reale con una famiglia
Perché molti cani non sono inadottabili, ma semplicemente cani che nessuno ha aiutato a incontrare la persona giusta.
C’è un punto fondamentale che spesso viene dimenticato.
Quando tra un cane e una persona nasce un rapporto simbiotico forte, succede qualcosa di molto semplice: l’estetica, l’età, la grandezza passano tutti in secondo piano e resta un legame veramente profondo, questo accade soprattutto quando si fanno scelte consapevoli.
Ed è proprio su questo che vogliamo lavorare.
Creare le condizioni perché possa nascere quel legame vero tra cane e persona, quello che cambia completamente la prospettiva, perché diventa semplicemente il tuo cane.
E il nostro lavoro sarà proprio questo cioè fare in modo che anche quei cani, che oggi nessuno guarda possano incontrare la persona giusta con cui costruire quel legame.
Perché anche se restano meno anni da vivere…quegli anni meritano di essere vissuti dentro una casa, non dietro una rete.
Veronica Cucco