01/06/2026
CANI E MARE
“Ma me lo spiegate perché ogni volta che vedo un proprietario portare il suo cane a farsi il bagno in mare deve scoppiare il finimondo?
È una scena che mi capita spesso di vedere quando vado in spiaggia, ed è sempre la stessa. La gente si gira, fa la faccia schifata, e c’è sempre il genitore di turno che parte con la predica. L’animale è sporco, i bambini non gli devono stare vicino, il mare non è posto per le bestie. E io resto a guardare tutta questa indignazione per una povera creatura che si rinfresca, e una cosa me la chiedo sul serio. Ma pensate davvero che il problema sia il cane?
Poi sia chiaro, i maleducati non li difendo.
Se porti il cane al mare lo porti vaccinato, lo porti lavato, lo tieni d’occhio e la c***a la raccogli. Fine. Quelli che se ne fregano e lasciano tutto sulla sabbia sono i primi che mi fanno incazzare, perché poi per colpa loro ci rimettiamo tutti.
Su questo do ragione a chiunque.
Ma tolti quegli incivili, c’è una cosa che proprio non riesco a mandare giù. Lo accusano sempre di essere un problema di igiene, ma siamo sicuri che quello sporco sia lui? Perché lo sappiamo tutti cosa fa parecchia gente quando resta un’ora a mollo. C’è quello fermo immobile con la faccia beata che sta chiaramente facendo la p**ì lì in mezzo, c’è chi si soffia il naso direttamente in acqua o ci sputa dentro mentre nuota, c’è chi si tuffa sudato fradicio dopo mezza giornata steso al sole senza neanche sciacquarsi. E davanti a tutto questo nessuno fiata. Perché è roba umana, e allora va bene così.
E se proprio vogliamo parlare di chi lo rovina davvero questo mare, allora alziamo lo sguardo, perché un animale in confronto è niente. Ogni anno ci finiscono migliaia di tonnellate di crema solare cariche di sostanze che avvelenano la fauna marina e risalgono la catena alimentare, fino a finire dentro le cozze, i gamberi e quel pesce che poi ci ritroviamo a mangiare. Aggiungici la plastica, i mozziconi di sigaretta infilati nella sabbia come fossero semini, e tutta la spazzatura che la gente lascia sulla riva e che il mare si porta via con l’alta marea. E questa è solo la punta dell’iceberg, perché sotto ci sono gli scarichi fognari, i veleni industriali, i rifiuti che galleggiano al largo e che nessuno ti fa vedere.
Il mare lo stiamo soffocando noi, da decenni, e l’ultima cosa che gli fa male è la zampa di un cucciolo.
E qui mi sale il nervoso vero, perché ho capito che non è neanche una faccenda di igiene, è una faccenda di buon senso, e da noi il buon senso non esiste. Ma lo sapevate che in Italia non c’è una sola legge che dica se un cane può andare in spiaggia oppure no? A decidere sono i Comuni, le Regioni, le Capitanerie, ognuno per conto suo, e così le regole cambiano ogni due chilometri.
Ti fai cento chilometri convinto di poterci portare il tuo cane, arrivi, e trovi il cartello di divieto che ti rispedisce indietro, mentre venti metri più in là, stesso mare e stessa sabbia, gli animali sono ammessi senza problemi. E la cosa assurda è che parecchi di quei divieti totali non reggerebbero neanche davanti a un giudice, perché vietare i cani su tutta la costa senza una ragione seria è illegittimo pure per i tribunali. Però intanto quel divieto resta lì a fare paura, e le multe la gente le paga sul serio.
E pensare che la soluzione esiste già, basta guardare come si sono organizzati altrove.
In mezza Europa ci sono spiagge pensate apposta per i cani, con spazi adatti e regole chiare uguali per tutti, non questa lotteria dove ogni sindaco decide a modo suo. Da noi invece trovare un posto del genere è quasi un miracolo, e nel frattempo chi ha un cane deve scegliere tra il divieto id**ta e la litigata sotto l’ombrellone.
Ma sapete qual è la cosa che mi fa male davvero? Che chi storce il naso per un cane in acqua e chi lo abbandona in autostrada ad agosto, in fondo, ragionano allo stesso modo. Per certa gente l’animale resta sempre un fastidio, una cosa che vale meno di tutto il resto, da cacciare via quando dà noia. E i numeri di questa mentalità fanno paura. In Italia si abbandonano più di 130.000 animali ogni anno, e l’80% muore nel giro di un mese. D’estate si toccano punte di 600 al giorno, lasciati per strada come pacchi, proprio mentre noi litighiamo se possono ba****si le zampe in acqua.
Quindi ditemelo voi qual è il vero problema. Possibile che sia un cane a fare tutti questi danni? Quello è il bersaglio più comodo, l’unico che non ha voce in capitolo per difendersi.
Perché la verità è una sola:
la natura la rispettano più gli animali degli uomini che hanno ridotto il mare a una discarica a cielo aperto.
Quindi no, il problema non è mai stato un cane che si fa il bagno al mare. Il problema siamo noi, che possiamo scegliere da che parte guardare…
e puntualmente scegliamo quella sbagliata.”
Cit. Orsi ( Facebook)