Caterina Amadini Educatore Cinofilo

Caterina Amadini Educatore Cinofilo Questa pagina nasce per promuovere la mia attività come Educatore Cinofilo riconosciuto ThinkDog e FICSS e come Istruttore Riabilitatore riconosciuto SISCA

Lavoro nell'ambito della cinofilia con un approccio cognitivo. Sono un Educatore Cinofilo riconosciuto ThinkDog e FICSS e un Istruttore Riabilitatore riconosciuto SISCA e FICSS. Le mie qualifice comprendono anche quelle di:
Tecnico BC4Z
Tecnico MobilityDog
Tecnico Prime Orme
Strutturo programmi di educazione su misura per tutti i tipi di cani, cuccioli adulti o anziani. Questi possono prevedere in

contri a domicilio per quanto riguarda gli aspetti relativi alla "vita in famiglia" e in campo per ciò che riguarda l'attività all'aperto. Oltre ai percorsi di educazione sono possibili altre attività quali la MobilityDog, la Ricerca Olfattiva, Gruppi di Socializzazione e Passeggiate in aperta campagna. Il lavoro di Istruttore Riabilitatore ha come obiettivo la risoluzione di problemi comportamentali. Si tratta di un lavoro di Equipe con un Veterinario Esperto in Comportamento di mia fiducia. Le competenze di Educatore e Istruttore Riabilitatore si fondono nell'ambito del mio lavoro con le cucciolate private e di allevamento, attraverso un apposito programma che va a stimolare le varie fasi dello sviluppo del cucciolo, a garanzia della migliore socializzazione possibile fino al momento dell'adozione. Consulente Alimentare REICO Vital System.

04/06/2026

➡️ In Italia il virus della Rabbia è stato debellato, ma con certi comportamenti corriamo il rischio che torni… Quali? Te lo dico nel video…
👉🏼 Hai domande o esperienze da condividere? Scrivi nei commenti o in DM!

01/06/2026

Anche tu ti emozioni quando vedi un “Bamby”??😍
👉🏼 Ecco allora c’è qualche riflessione che è meglio fare…
👉🏼 Se hai domande o riflessioni da condividere, scrivi nei commenti o in DM!

29/05/2026

Da ascoltare tutta! 🤭

28/05/2026

Come HUB Professioni Cinofile non ci stiamo.
Non ci stiamo a una comunicazione che, partendo da criticità reali, finisce per fare di tutta l’erba un fascio, demonizzando interi ambiti della cinofilia: soccorso, assistenza, attività operative, sport, ricerca, IAA e il lavoro quotidiano di professionisti e volontari che costruiscono competenze, relazione e responsabilità insieme ai propri cani.
❌Sì, esistono situazioni scorrette.
❌Sì, esistono improvvisazione, incompetenza e talvolta sfruttamento.
Ma questo non autorizza nessuno a trasformare singoli episodi in una condanna generalizzata di un intero settore.

👉🏻La disinformazione crea solo confusione, alimenta conflitti e danneggia proprio chi ogni giorno investe nella formazione, nell’etica professionale e nel benessere animale.

Noi crediamo che sia necessario analizzare i percorsi formativi, le competenze reali, l’esperienza sul campo, il rispetto dei codici deontologici e l’appartenenza ad associazioni professionali che responsabilizzano i propri iscritti.

🧐Serve approfondire i contesti, non alimentare slogan o rincorrere like facili sui social.

Come HUB Professioni Cinofile lavoriamo dal 2016 per costruire una cultura professionale della cinofilia sempre più seria, competente e riconoscibile, promuovendo standard professionali, confronto multidisciplinare e modelli operativi fondati sul rispetto del cane e della relazione uomo/cane.

📌Per noi il cane non è uno strumento.
È un partner relazionale, un coworker, parte integrante di un team costruito su cooperazione, motivazione, tutela psicofisica e rispetto reciproco.

Le nostre Associazioni professionali promuovono:
✔ formazione continua e qualificata;
✔ approcci etici e non coercitivi;
✔ tutela del benessere psicofisico del cane;
✔ responsabilità professionale degli operatori;
✔ una visione multidisciplinare del lavoro uomo/cane.

Tutta la recente attività di normazione tecnica, inclusa la UNI/PdR 160-1:2024 sulle Unità Cinofile, richiama con forza il valore della relazione, della preparazione competente e della tutela del benessere del binomio.

✌🏻Noi scegliamo di stare dalla parte di chi costruisce.
✌🏻Di chi studia.
✌🏻Di chi si forma continuamente.
✌🏻Di chi lavora ogni giorno con responsabilità, competenza e rispetto.

Continueremo a sostenere e valorizzare i professionisti preparati, i volontari competenti e tutte quelle realtà che operano seriamente, mettendo al centro il benessere del cane e la qualità della relazione.

Perché la vera tutela del cane non nasce dalla propaganda o dalla polarizzazione.
Nasce dalla competenza, dalla cultura, dall’etica e dalla responsabilità professionale.

27/05/2026

Accade di frequente che un privato acquisti un animale d’affezione o da compagnia e scopra, nei primi mesi di crescita del cucciolo, che lo stesso è affetto da una malattia, spesso di natura congenita o comunque riferibile a fattori ereditari, quale ad esempio la displasia di anca e/o gomito che si manifesta con frequenza nei cani di grossa taglia.

Nonostante lo sconforto è importante ricordare che l’ordinamento offre delle tutele al proprietario dell’animale che si trovi ad affrontare l’infelice e dolorosa situazione, alla quale sovente si accompagnano ingenti spese veterinarie.

L’articolo completo è su Dogsportal

26/05/2026

➡️ Pulizia dei denti del cane: evita di cadere nella trappola della paura della detartrasi e cerca di fare prevenzione! In che senso?
👉🏼 Te lo spiego nel video!
👉🏼 Hai domande o vuoi condividere la tua esperienza, scrivimi nei commenti o in DM!

22/05/2026

➡️ Siparietti tragicomici e dove trovarli??🤭
👉🏼 Te lo svelo nel video!
👉🏼 Hai domande da fare, informazioni da chiedere o esperienze da condividere? Scrivimi nei commenti o in DM

18/05/2026

➡️ Presta molta attenzione ai “post trappola”… Hanno quasi sempre le stesse caratteristiche e fanno leva sulle paure e sulle ansie che chi vuole bene al proprio cane può avere!
👉🏼 Nel video qualche suggerimento per riconoscerli!
👉🏼 Hai dubbi, domande o esperienze da condividere? Scrivimeli nei commenti o in DM!

16/05/2026

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗵𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮
𝙄𝙡 𝙘𝙤𝙣𝙛𝙤𝙧𝙩𝙤 𝙣𝙤𝙣 𝙖𝙣𝙨𝙞𝙤𝙨𝙤 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙛𝙖𝙢𝙞𝙜𝙡𝙞𝙖 𝙢𝙪𝙡𝙩𝙞𝙨𝙥𝙚𝙘𝙞𝙚

di Attilio Miconi

A volte ci sono momenti nella vita in cui il cane, quando si spaventa, cerca il proprio familiare umano in cerca di conforto.
Lo guarda, si avvicina, si appoggia, a volte resta semplicemente nei paraggi controllando di non perderci di vista. Sono molti i familiari umani che mi descrivono questo comportamento del loro cane quando è spaventato. Lo osservano più frequentemente durante un temporale, davanti a un rumore improvviso, in un ambiente sconosciuto, oppure in tutte quelle situazioni che il cane vive come difficili da comprendere o da sostenere.

Scrivo questo articolo perché negli anni si è diffusa un’idea che ha lasciato molti familiari umani confusi: “Non consolarlo, ignoralo, altrimenti rinforzi la sua paura.”

Così mi capita di vedere familiari umani irrigidirsi proprio quando il cane cerca vicinanza. Mani che vorrebbero consolarlo, vedendolo in difficoltà, si fermano a metà. Voci che diventano distaccate. Umani che si allontanano pensando così di aiutare il cane a “superare da solo” quel momento.

Ma la paura che sta vivendo il nostro cane non è un suo capriccio.
Non è neppure un comportamento costruito a tavolino per ottenere attenzioni.

La paura è un’esperienza che attraversa tutto il suo corpo, le sue emozioni sono invadenti, i suoi sentimenti, come animale sociale, cercano sostegno e comprensione.

Quando il cane percepisce qualcosa come minaccioso cambia il suo modo di stare nel mondo, si sente da esso minacciato, lo vive come un pericolo. Cambia il suo respiro e lo si vede ansimare, cambia il tono muscolare, cambia la qualità dell’attenzione, che diventa di ipervigilanza. L’ambiente si contrae attorno a ciò che viene percepito come pericoloso e l’intero organismo entra in uno stato di allerta emotiva.

In quei momenti il cane non sta manipolando nessuno, cerca conforto. È un animale sociale come noi e, in quelle occasioni, conta sull’appoggio di qualcuno che possa fargli vivere l’esperienza in modo non traumatico o offrirgli una via di uscita. Il cane ha bisogno di sapere che in certe occasioni può contare sul sostegno di qualcuno, e quel qualcuno sono i suoi familiari umani.

Nella vita condivisa tra umani e cani esistono forme di co-presenza che aiutano a ritrovare equilibrio. Non perché siano in grado di eliminare la paura, ma perché permettono al cane di non attraversarla da solo. La vicinanza di una figura percepita come affidabile può diventare un punto fermo dentro l’attivazione emotiva e renderla meno difficile da affrontare. La paura resta, ma non diventa terrore reattivo e neppure impotenza, perché non si hanno vie di uscita.

Le neuroscienze affettive oggi descrivono con sempre maggiore chiarezza quanto gli stati emotivi si costruiscano dentro processi corporei e relazionali. La regolazione emotiva non riguarda soltanto il singolo individuo, ma può emergere soprattutto attraverso la relazione con l’altro. Nei mammiferi sociali, cane compreso, la presenza di una figura affiliativa stabile può contribuire a modulare l’attivazione neurofisiologica legata allo stress.

È vero però che questo aspetto non avviene se attorno al cane il familiare umano si agita, e neppure attraverso tentativi di riempire il silenzio di parole come “non è niente” o trasformando la paura in una scena carica di tensione, tentando inutili strategie tese a distrarre il cane.

Esiste infatti una differenza profonda tra il conforto, il minimizzare e l’ansia.

Il conforto non ansioso è una presenza calma, capace di portare il cane verso ciò che vive chi lo offre.

Il conforto allora è quello di un umano che resta disponibile senza precipitare lui stesso nella paura del cane. È fatto di una mano che c’è, ma che non invade, di una voce che accompagna senza sovrastare.

Il conforto è quello di qualcuno che rimane nella relazione senza perdere stabilità.

Molto spesso il cane non ascolta soltanto ciò che diciamo.
Il cane percepisce come stiamo.

Osserva il nostro corpo, come respiriamo, il tono della voce, la tensione dei nostri movimenti, il modo in cui occupiamo lo spazio intorno a lui. Per questo motivo un umano agitato che continua a ripetere “va tutto bene” può comunicare esattamente il contrario.

Al contrario, un familiare umano capace di restare presente, coerente e sufficientemente regolato diventa un riferimento dentro cui il cane può lentamente ritrovare orientamento.

Non tutti i cani cercano il conforto nello stesso modo.
Alcuni cercano il contatto fisico, mentre altri preferiscono soltanto la vicinanza.

Altri ancora hanno bisogno di mantenere una certa distanza pur controllando continuamente dove si trova il proprio umano di riferimento.

Anche questo fa parte della relazione: riconoscere il modo individuale con cui ciascun cane cerca sicurezza.

Confortare allora non significa sostituirsi al cane pensando di sostituirsi anche a ciò che prova.
Non significa neppure impedire ogni fatica o cancellare qualsiasi emozione difficile che il cane sta vivendo.

Sentirsi confortato, per il cane, significa trovare qualcuno che riesca a esserci in modo sufficientemente stabile perché possa attraversare quel momento senza sentirsi perso dentro ciò che prova, ma con qualcuno che condivide la scena restando presente.

Perché ci sono momenti in cui il cane non ha bisogno di essere aggiustato.
Ha bisogno di sentire che dentro quella paura non è solo.

𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲
Bowlby, J. (1988). A Secure Base. Routledge.
Porges, S. W. (2011). The Polyvagal Theory. Norton.
Panksepp, J. (1998). Affective Neuroscience: The Foundations of Human and Animal Emotions. Oxford University Press.
Cozolino, L. (2014). The Neuroscience of Human Relationships. Norton.
Overall, K. L. (2013). Manual of Clinical Behavioral Medicine for Dogs and Cats. Elsevier.
Siegel, D. J. (2012). The Developing Mind. Guilford Press.
Sundman, A. S. et al. (2019). Long-term stress levels are synchronized in dogs and their owners. Scientific Reports.

14/05/2026

➡️ Utilizzi il GPS per il tuo cane? Allora fai attenzione ad un aspetto che alcuni non considerano…
👉🏼 Hai domande o esperienze da condividere? Scrivi nei commenti o in DM!

Indirizzo

Poggibonsi
53036

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