Dog Ut Des - Educazione Cinofila

Dog Ut Des - Educazione Cinofila [Giovanna Scordino_educatrice cinofila]
- Do(g).Ut.Des - perché credo in un rapporto all'insegna dello scambio reciproco e della crescita condivisa.

Non solo un "chiedere", ma un reciproco Dare ed Avere nell'equilibrio della Relazione. Vieni a conoscermi

22/06/2026

NO, NON È QUESTA LA CINOFILIA CHE VOGLIAMO.

In questi giorni HUB Professioni Cinofile sta portando avanti una riflessione importante sul rapporto tra comunicazione, competenze professionali, benessere animale e tutela delle famiglie.

In merito alla pubblicazione della serie “Cani da Incubo” sentiamo l’esigenza di esprimere la testimonianza di chi ogni giorno opera sul campo con competenza, responsabilità e autentico spirito di servizio.

Il nostro lavoro non consiste nel proporre soluzioni immediate o scorciatoie, ma nell’accompagnare persone, famiglie e cani in percorsi spesso complessi, mettendo a disposizione conoscenze, esperienza, ascolto e supporto professionale.

Questo significa rifiutare qualsiasi forma di violenza, coercizione o intimidazione, sia fisica che emotiva, e promuovere percorsi fondati sul rispetto, sulla fiducia, sulla cooperazione e sulla tutela del benessere psicofisico del cane.

Ma forse oggi la domanda più importante non riguarda una trasmissione.

Riguarda noi.

Perché, nel 2026, dopo decenni di studi sul comportamento animale e sull’apprendimento, dopo l’evoluzione della cinofilia moderna e l’affermazione di approcci fondati sulla relazione e sulle evidenze scientifiche, c’è ancora chi cerca scorciatoie?

Perché continuiamo a credere che un problema complesso possa essere risolto in pochi minuti davanti a una telecamera?

Perché molte persone si rivolgono a un professionista soltanto quando la situazione è ormai degenerata, anziché chiedere supporto ai primi segnali di difficoltà?

E soprattutto: perché siamo ancora così attratti dall’idea di controllare il cane invece di comprenderlo?

Vivere con un cane non significa dominarlo.

Non significa piegarne la volontà.

Non significa imporre obbedienza attraverso la paura.

Vivere con un cane significa assumersi una responsabilità verso un altro essere vivente, riconoscendone bisogni, emozioni, limiti e capacità.

Significa dedicare tempo, pazienza, formazione e, quando necessario, affidarsi a professionisti qualificati e competenti.

La spettacolarizzazione di metodi coercitivi e vessatori rappresenta un grave passo indietro per il nostro settore e rischia di diffondere messaggi profondamente sbagliati a migliaia di famiglie.

Per questo diciamo NO.

NO alla cinofilia della paura.

NO alla cultura della sopraffazione.

NO all’illusione delle soluzioni facili.

NO alla spettacolarizzazione della sofferenza e del disagio.

E diciamo SÌ.

SÌ alla competenza.

SÌ alla formazione.

SÌ alla responsabilità.

SÌ a una relazione costruita sulla fiducia, sul rispetto e sulla cooperazione.

Perché se pensiamo che vivere con un cane significhi vincere una battaglia contro di lui, allora abbiamo già perso entrambi.

La cinofilia che immaginiamo per il futuro non cerca scorciatoie.

Costruisce relazioni.

12/06/2026

Perché i cani non si ribellano a chi li maltratta?

Anche nelle relazioni tra cani e umani esistono relazioni maltrattanti.

Relazioni nelle quali il cane non viene visto né ascoltato. Relazioni nelle quali bisogni, emozioni e intenzioni vengono costantemente subordinati al volere dell’altro.

Il maltrattamento può assumere forme molto diverse: dall’indifferenza alle punizioni fisiche, passando per il controllo continuo, l’intimidazione e la negazione sistematica della soggettività del cane.

Di fronte a queste esperienze molti si aspettano che il cane si allontani, si ribelli o interrompa la relazione.

Eppure accade spesso il contrario.

Il cane resta.

Cerca il proprietario.

Lo segue.

Gli obbedisce.

A uno sguardo superficiale questo potrebbe apparire come una dimostrazione di fiducia o addirittura di affetto.

In realtà, ciò che osserviamo è spesso il risultato di una profonda condizione di impotenza.

Quando un individuo sperimenta ripetutamente che le proprie iniziative non modificano gli eventi, che le proprie emozioni non vengono accolte e che non esistono vie d’uscita praticabili, può sviluppare un senso di inefficacia così profondo da rinunciare progressivamente a cercare alternative.

Le teorie dell’attaccamento ci aiutano a comprendere questo apparente paradosso.

Nei mammiferi, infatti, quando il disagio diventa intenso, il bisogno di vicinanza prevale spesso sul bisogno di allontanamento.

La figura che genera paura continua a essere, contemporaneamente, anche l’unica figura alla quale chiedere protezione.

È così che possono nascere forme di dipendenza relazionale estremamente gravi.

Questi cani tendono a mostrarsi obbedienti e controllabili all’interno della relazione con il proprietario.

Ma spesso pagano questo adattamento con un’enorme fragilità nei confronti del mondo esterno.

Le altre persone, gli altri cani e le situazioni nuove vengono facilmente percepite come minacciose.

La paura e la rabbia diventano gli stati emotivi prevalenti attraverso cui leggere la realtà.

Anche il vocabolario comunicativo tende a impoverirsi, fino a lasciare spazio soprattutto a strategie difensive e aggressive.

È proprio per questo che la prevenzione non dovrebbe concentrarsi sul controllo del cane.

Dovrebbe concentrarsi sulla qualità delle relazioni nelle quali il cane cresce.

Personalmente trovo preoccupante una comunicazione mediatica che continua a raccontare i cani come bombe a orologeria pronte a esplodere.
Perché quando la paura diventa il principale strumento educativo, il rischio è quello di favorire proprio quelle relazioni fondate sul controllo, sulla dipendenza e sulla coercizione che contribuiscono a generare il problema che si vorrebbe prevenire

05/06/2026


Si sente spesso parlare della sindrome da privazione sensoriale.

Cos è?

Stasera non ve la spiego in modo tecnico e scientifico, ma ve la spiego in modo emotivo.

Un cane con una sindrome da privazione sensoriale è innanzitutto un cane che ha paura, una paura estrema.

Quando entra per la prima volta in una casa è l'inizio di un incubo.

Prova una paura che gli toglie il respiro, gli toglie il sonno e gli toglie ogni certezza, quel briciolo di certezza che ha dentro di sé per sopravvivere.

È una paura che gli fa dubitare di se stesso e azzera tutto, qualsiasi altra emozione.

Anche gli esseri umani gli fanno paura, per cui se lo accarezzo gli faccio una violenza perché in quel momento vorrebbe essere in un posto molto lontano dalle mie carezze.

E se resta immobile non significa che apprezza le mie carezze, significa che ha talmente paura di me che si blocca, diventa una pietra e resiste. Se ha un minimo di coraggio morde per allontanarmi oppure se può scappa, più lontano possibile da me.

E se decido di condividere la vita con un cane con questa patologia comportamentale devo essere una persona paziente, molto empatica e soprattutto non devo avere fretta.

Devo avere il mio centro per poter aiutare un essere fragile, talmente fragile che sembra rompersi da un momento all'altro.

Se adotto un cane con questo tipo di paure devo essere in grado di rallentare, di capire profondamente chi ho di fronte a me e non devo forzarlo mai.

Devo rimanere in ascolto del suo silenzio.

E ricordarmi che l'ultima cosa che farò sarà di accarezzarlo, perché le mie carezze non gli servono, ma gli serve avere fiducia e contare su di me.

Per cui, prima di fare entrare un cane con una sindrome da privazione sensoriale in casa nostra, dobbiamo non solo spalancare la porta di casa, ma soprattutto spalancare il nostro cuore e camminare al ritmo lento di questo essere speciale che chiede solo calma, parole sussurrate e tempo, tempo per potersi fidare di noi.

Senza rumori eccessivi, senza nostre aspettative da umani antropocentrici
ma solo ascolto.

06/05/2026

“𝑳𝒂 𝒎𝒊𝒂 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀ 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒅𝒐𝒗𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒊𝒏𝒄𝒊𝒂 𝒍𝒂 𝒗𝒐𝒔𝒕𝒓𝒂”
, diceva Martin Luther King.
🐕 Chi ci conosce sa che, per noi, ogni cane dovrebbe poter vivere momenti in cui esprimersi senza guinzaglio: istanti in cui scorrazzare libero tra i prati, prendere decisioni in autonomia, mettersi alla prova, sporcarsi, divertirsi.
⚠️ Tutto ciò, però, non dovrebbe mai porre qualcun altro in situazioni difficili.
👥 Ci capita spesso, anche durante le nostre consulenze, di incontrare in luoghi pubblici o affollati cani liberi; quando chiediamo al compagno umano di richiamare il proprio cane, ci sentiamo spesso rispondere con le solite frasi: “ma il mio è buono”, “non fa niente”, “vuole solo giocare”, o addirittura veniamo ignorati o, nella peggiore delle ipotesi, insultati.
🤦‍♂️ Un cane che non torna dal proprio referente è spesso motivo di frustrazione, a cui l’umano cerca di sopperire con assurde giustificazioni. Il risultato è che si lascia il proprio cane in difficoltà o si permette che metta l’altro in una condizione di disagio.
💥 Un’aggressione tra cani non è necessariamente fisica, con morsi o punti di sutura: può manifestarsi anche come insistenza, invadenza, violazione dello spazio intimo altrui o provocazione di paura. Esiste anche l'aggressione psicologica: ci sono cani che si spaventano o si terrorizzano.
🚫 Non tutti i cani, d’altronde, amano incontrare estranei e questo deve essere rispettato. L’incontro tra un cane al guinzaglio e uno libero può creare una situazione spiacevole che rischia di trasformarsi in un trauma, anche in assenza di un’aggressione fisica.
🐾 Ogni cane prova emozioni diverse, osserva il mondo con occhi propri, ha un vissuto e una storia che spesso non conosciamo e vive il guinzaglio in modi differenti. Impariamo a rispettare tutto questo.
🌳 Quando liberiamo il nostro cane, cerchiamo un luogo idoneo, assicuriamoci che abbia il piacere di ricongiungersi a noi e, se ci viene chiesto di richiamarlo, facciamolo.
📢 La responsabilità è solo nostra. Non serve un morso per lasciare il segno; a volte basta un incontro sbagliato per distruggere mesi di lavoro e fiducia.
Prima di lasciare il tuo cane libero, chiediti se quella libertà sta togliendo serenità a qualcun altro. Scegliamo il rispetto, sempre!

Indirizzo

Pisa
56127

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00
Domenica 10:00 - 19:00

Telefono

+393472944320

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