Dog Ut Des - Educazione Cinofila

Dog Ut Des - Educazione Cinofila [Giovanna Scordino_educatrice cinofila]
- Do(g).Ut.Des - perché credo in un rapporto all'insegna dello scambio reciproco e della crescita condivisa.

Non solo un "chiedere", ma un reciproco Dare ed Avere nell'equilibrio della Relazione. Vieni a conoscermi

05/06/2026


Si sente spesso parlare della sindrome da privazione sensoriale.

Cos è?

Stasera non ve la spiego in modo tecnico e scientifico, ma ve la spiego in modo emotivo.

Un cane con una sindrome da privazione sensoriale è innanzitutto un cane che ha paura, una paura estrema.

Quando entra per la prima volta in una casa è l'inizio di un incubo.

Prova una paura che gli toglie il respiro, gli toglie il sonno e gli toglie ogni certezza, quel briciolo di certezza che ha dentro di sé per sopravvivere.

È una paura che gli fa dubitare di se stesso e azzera tutto, qualsiasi altra emozione.

Anche gli esseri umani gli fanno paura, per cui se lo accarezzo gli faccio una violenza perché in quel momento vorrebbe essere in un posto molto lontano dalle mie carezze.

E se resta immobile non significa che apprezza le mie carezze, significa che ha talmente paura di me che si blocca, diventa una pietra e resiste. Se ha un minimo di coraggio morde per allontanarmi oppure se può scappa, più lontano possibile da me.

E se decido di condividere la vita con un cane con questa patologia comportamentale devo essere una persona paziente, molto empatica e soprattutto non devo avere fretta.

Devo avere il mio centro per poter aiutare un essere fragile, talmente fragile che sembra rompersi da un momento all'altro.

Se adotto un cane con questo tipo di paure devo essere in grado di rallentare, di capire profondamente chi ho di fronte a me e non devo forzarlo mai.

Devo rimanere in ascolto del suo silenzio.

E ricordarmi che l'ultima cosa che farò sarà di accarezzarlo, perché le mie carezze non gli servono, ma gli serve avere fiducia e contare su di me.

Per cui, prima di fare entrare un cane con una sindrome da privazione sensoriale in casa nostra, dobbiamo non solo spalancare la porta di casa, ma soprattutto spalancare il nostro cuore e camminare al ritmo lento di questo essere speciale che chiede solo calma, parole sussurrate e tempo, tempo per potersi fidare di noi.

Senza rumori eccessivi, senza nostre aspettative da umani antropocentrici
ma solo ascolto.

06/05/2026

“𝑳𝒂 𝒎𝒊𝒂 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀ 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒅𝒐𝒗𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒊𝒏𝒄𝒊𝒂 𝒍𝒂 𝒗𝒐𝒔𝒕𝒓𝒂”
, diceva Martin Luther King.
🐕 Chi ci conosce sa che, per noi, ogni cane dovrebbe poter vivere momenti in cui esprimersi senza guinzaglio: istanti in cui scorrazzare libero tra i prati, prendere decisioni in autonomia, mettersi alla prova, sporcarsi, divertirsi.
⚠️ Tutto ciò, però, non dovrebbe mai porre qualcun altro in situazioni difficili.
👥 Ci capita spesso, anche durante le nostre consulenze, di incontrare in luoghi pubblici o affollati cani liberi; quando chiediamo al compagno umano di richiamare il proprio cane, ci sentiamo spesso rispondere con le solite frasi: “ma il mio è buono”, “non fa niente”, “vuole solo giocare”, o addirittura veniamo ignorati o, nella peggiore delle ipotesi, insultati.
🤦‍♂️ Un cane che non torna dal proprio referente è spesso motivo di frustrazione, a cui l’umano cerca di sopperire con assurde giustificazioni. Il risultato è che si lascia il proprio cane in difficoltà o si permette che metta l’altro in una condizione di disagio.
💥 Un’aggressione tra cani non è necessariamente fisica, con morsi o punti di sutura: può manifestarsi anche come insistenza, invadenza, violazione dello spazio intimo altrui o provocazione di paura. Esiste anche l'aggressione psicologica: ci sono cani che si spaventano o si terrorizzano.
🚫 Non tutti i cani, d’altronde, amano incontrare estranei e questo deve essere rispettato. L’incontro tra un cane al guinzaglio e uno libero può creare una situazione spiacevole che rischia di trasformarsi in un trauma, anche in assenza di un’aggressione fisica.
🐾 Ogni cane prova emozioni diverse, osserva il mondo con occhi propri, ha un vissuto e una storia che spesso non conosciamo e vive il guinzaglio in modi differenti. Impariamo a rispettare tutto questo.
🌳 Quando liberiamo il nostro cane, cerchiamo un luogo idoneo, assicuriamoci che abbia il piacere di ricongiungersi a noi e, se ci viene chiesto di richiamarlo, facciamolo.
📢 La responsabilità è solo nostra. Non serve un morso per lasciare il segno; a volte basta un incontro sbagliato per distruggere mesi di lavoro e fiducia.
Prima di lasciare il tuo cane libero, chiediti se quella libertà sta togliendo serenità a qualcun altro. Scegliamo il rispetto, sempre!

01/05/2026

Pensiamo al cane e alla pallina che gli lanciamo incessantenente, magari perché crediamo che "finalmente" si focalizzi su di noi e lasci stare il cane che passa in lontananza o i passanti a cui di solito abbaia...
Quel che ci sembra evidente, spesso è un inganno della nostra mente, del tutto slegato da ciò che succede realmente al nostro cane.
Serve un professionista che evidenzi le reali dinamiche ed accompagni il cane ed i suoi umani verso percorsi, magari un po' lunghi e impegnativi, ma che si focalizzano sulle vere basi dei comportamenti e su una risoluzione adeguata.


29/04/2026
29/04/2026

Perché camminare per strada quando puoi camminare nel fosso?
-Arya e la sua filosofia-


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Pisa
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Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
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