09/03/2026
Educare i cani da compagnia, utilizzando lo stesso approccio dei cani da assistenza.
Per quanto riguarda la mia esperienza, educare i cani da compagnia con l’approccio dei cani guida per ciechi.
Sono stato assunto come addestratore cinofilo con contratto a tempo indeterminato, nel giugno del 1987 dalla Scuola Cani Guida dei Lions di Limbiate.
Da allora ho sempre lavorato con i cani, anche nell’ambito delle pensioni o custodia cani, ed educazione cinofila; anche se allora non esisteva questo termine.
Nel campo dell’educazione cinofila, ho chiesto ai cani da compagnia quello che chiedo ai cani per ciechi.
Questo perché quello che chiediamo o desideriamo dal nostro cane da compagnia, è esattamente quello che fa un cane guida quando non sta accompagnando. Ad esempio, diventa un “normale” cane da compagnia quando sono al ristorante, in viaggio sui mezzi pubblici, in ufficio, in casa ecc. Non tira il guinzaglio, e torna quando lo si libera.
Tutti questi comportamenti positivi, avvengono perché per un cane guida l’educazione di base avanzata anche nei centri urbani, è fondamentale per andare avanti. E si riesce ad ottenerla calmando il cane, rassicurandolo nei vari ambienti (bar, ristoranti, negozi, scale ecc.) che via via conoscerà. Oppure altri animali, f***e di persone ecc. In altre parole, non lo si addestra a fare tutto questo, piuttosto lo si abitua pian piano sapendo cosa fare.
Ad esempio, tra altre tipologie di lavori che il cane può svolgere, può capitare che alcuni non siano adatti a vivere in città con una famiglia, pur potendo svolgere alcuni lavori o sport cinofili con successo. Con i cani guida o da assistenza, questo non è possibile perché sarebbe un limite invalicabile.
Anche per questa ragione, consiglio a chi volesse praticare una disciplina o sport cinofilo, di consultare un professionista e non provare a fare da soli. Fate attenzione a chi vi rivolgete perché la nostra professione non è riconosciuta, e chiunque può dire di essere educatore, addestratore, istruttore e quant’altro.
Ovviamente nel caso dei cani guida, si parla di cani selezionati caratterialmente per poter adempiere a questo scopo. Con i cani da compagnia, invece, capita di tutto fino ad arrivare a situazioni disperate.
Ma pur con i limiti che un cane da compagnia può portare con sé, per vivere serenamente con lui e con gli altri, c’è la necessità e il bisogno, che almeno durante il tragitto casa/parco, parco/casa si comporti per lo stretto necessario, in maniera educata. E che non veda pali, portoni, fioriere ecc. come qualcosa dove marcarci sopra. Piuttosto come qualcosa di cui tener conto. Una sorta di problem solving urbano. Solo dopo, arrivati a destinazione, lo si libera dal guinzaglio, lo si fa sporcare, marcare, giocare e quant’altro.
Seguire gli stessi modelli educativi per i cani guida, anche per i cani da compagnia, può portare solo risultati positivi. Bisogna capire in anticipo i limiti di quel cane e di chi dovrà occuparsene, e accontentandosi, bisogna saper prendere da lui quello che di buono ci riesce a dare, senza troppe forzature per non stressarlo.
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