06/07/2025
«Sophie, cosa guardi così intensamente?»
«Una memoria che non è mia, ma che mi abita.»
«Non l’hai mai conosciuto, né lui né Rimbaud.»
«Eppure sento che mi conoscono loro. Come se fossi stata attesa.»
«Da chi?»
«Da chi ha amato abbastanza da lasciare tracce. Profumate di fedeltà, silenzio e mani gentili.»
«Ti fa male?»
«No. Ha un che di immenso. Come il mare quando ricorda la luna.»
«E cosa fai con tutto questo?»
«Cammino piano. Per non dimenticare il peso leggero delle eredità invisibili.