04/09/2026
Oltre il recinto: la libertà come cura, la corsa come identita'.
Frequentiamo da anni la realtà dei .
Viviamo in prima persona i luoghi in cui ci rechiamo per recuperarli.
Li abbiamo visti correre in contesti infiniti, lanciati dietro a prede reali o dietro a fantocci di lepri, su terreni aspri, su piste spoglie, polverose e prive di qualsiasi contenimento.
Eppure, in quelle immagini di estrema pressione, c'è una verità disarmante che svela l'essenza stessa di questa razza:
non scappano dai loro sfruttatori.
Ritornano, puntualmente, fra le loro mani.
Lo fanno nonostante le condizioni di detenzione con assenza totale di quel calore e di quel rispetto che invece noi, oggi, garantiamo loro una volta adottati.
Questo comportamento non è sottomissione cieca: è la dimostrazione plastica di quanto il bisogno biologico ed etologico di correre sia radicato nel DNA di un fino a diventare totalizzante.
Per un , la corsa non è un semplice sfogo fisico, ma il completamento della propria identità.
La libertà è ciò che professiamo ogni giorno, non come un lusso o un'opzione, ma come un atto d'amore fondamentale per il rispetto del loro equilibrio mentale e della loro salute fisica.
Solo consentendo a queste creature magnifiche di riconnettersi con la loro natura primordiale restituiamo loro la dignità che è stata loro strappata.
I galgos sono animali di una sensibilità e di una riconoscenza straordinaria, che si riveste di gratitudine viscerale soprattutto verso chi permette loro di esprimere la propria natura.
E qui si apre una riflessione cruciale che gli adottanti dovrebbero fare : non possiamo negare loro ciò che persino i galgueros, seppur con metodi aberranti, garantivano loro: la libertà di correre.
Il mito della detenzione a tutti i costi e la legge
Spesso, per un eccesso di protezione o per paura, si tende a confinare la vita di un levriero adottato tra le mura domestiche e il guinzaglio, dimenticando che un cane non è nato per vivere in una teca di vetro.
È fondamentale fare chiarezza: non esistono leggi che vietino, nei luoghi idonei, di liberare i cani in natura.
È vero che esistono ordinanze nazionali che giustamente lo vietano nelle aree urbane, così come disposizioni regionali o locali che pongono divieti nei parchi naturali o protetti per la tutela della fauna selvatica.
Ma l'Italia è vasta, ed è zeppa di luoghi aperti e idonei dove è possibile farlo in sicurezza e nel pieno rispetto della legalità.
La libertà è ciò che professiamo e che dobbiamo garantire.
Non è un lusso, ma un atto d'amore irrinunciabile per il rispetto del loro equilibrio mentale e della loro salute fisica.
"La vera libertà non è solo un concetto filosofico o una coperta calda sul divano:
per un levriero, la libertà è il vento sul muso, lo spazio aperto, il movimento puro."