12/06/2021
Ogni volta che mi trovavo davanti ad un animale in difficoltà, mi piangeva il cuore. Mi ostinavo a logorarmi la mente e l'anima nella convinzione che ogni essere vivente avrebbe dovuto avere il diritto e il merito di vivere. Li guardavo negli occhi, quegli occhi inconsapevoli del male, privi forse di una coscienza che permettesse loro di capire che la vita poteva essere migliore. Subivano la vita che gli era stata data. Mi chiedevo perché proprio a loro. Perché quell'esserino era destinato a morire? Perché era destinato a vivere solo? Perché è stato torturato? Cosa avrà provato? Cosa prova ora? Domande alle quali non mi davo risposta.
Degli animali, banalmente, mi è sempre piaciuto il loro modo di amare. Ho visto cani chiusi in una gabbia tutti i giorni, 24 ore su 24, senza acqua nè cibo. Però quando il loro padrone arrivava, loro scodinzolavano. Per la fame? Per la sete? No. Credo fosse per l'amore. Un amore che quell'umano di certo non meritava. Questa incredibile capacità ce l'hanno solo loro. Sorprendente e introvabile in qualsiasi essere umano.
Degli animali ho sempre amato il loro modo di farmi ba***re il cuore.
Poi, degli animali, mi è sempre piaciuto il loro essere tutti diversi. C'è chi pensa che un cane sia un cane, un gatto sia un gatto. E invece no. Il mio Frugolo, ad esempio, ha un suo particolare modo di vedere la nanna : se lo sposti di un millimetro da dove si trova, si arrabbia. Il mio Cocco, invece, si accoccola ovunque, basta che ci sia qualcuno appiccicato a lui.
Altri li ho visti sognare : muovono le zampette e il corpicino, immagino stiano vedendo prati e topolini, o più realisticamente...tanti croccantini.
Immagino poi che per un animale sia difficile avere parole nel cuore che non può pronunciare...
"ehy, riempimi la ciotola"
"queste crocchette non mi piacciono e tu me ne hai comprato un pacco da 10 kg, cosa hai nel cervello?"
"fammi spazio in questo letto gigante"
"fammi uscire ed entrare contemporaneamente almeno 13 volte"
"dammi tutte le palline che hai"
"dimmi che tornerai prima di uscire di casa"
"non ti ho mangiato io le ciabatte nuove".
Forse è una fortuna che non parlino...
Ho amato incondizionatamente ogni piccola anima passata dal mio cuore. Li ho sempre trovati lo specchio della pace, il luogo sicuro in cui piangere dopo una br**ta giornata, il piccolo raggio di sole che spunta dopo un temporale. E loro...loro li ho sempre visti aggrapparsi alla vita in modo straordinario. Maltrattati, avvelenati, picchiati, abbandonati...li vedevo deboli, fragilissimi, vicini al loro triste e ingiusto destino. Non pensavo che potessero farcela. Credevo di dover assistere impotente al loro dolore.
Qualsiasi fossero le loro condizioni, invece , li ho sempre visti lottare alla stregua delle loro forze. La paura era solo mia.
Minuscoli, malati, impauriti..ma pieni di forza per lottare. A volte lottavano fino a vivere, a volte, purtroppo, fino a morire.
E lì, in quei momenti bui, giuravo a me stessa che non avrei più amato. Cercavo di salvarmi da quel dolore insopportabile. Lo sentivo troppo forte per me.
Credo di essermi detta queste parole almeno una cinquantina di volte, e ogni volta è stato un altro animale a trovare in me la forza di andare avanti e salvarli ancora. Erano loro a trovarmi. A dirmi che potevo farcela, anche se a soffrire erano loro.
E così li ho sempre accolti nel mio cuore, nelle mie braccia, tra i miei abbracci...inconsapevole, ogni volta, che non ero io a salvare loro, ma loro a salvare me. 💖
Clarissa.🐾