Giorgia Matesi consulente della relazione tra uomo e cane

Giorgia Matesi consulente della relazione tra uomo e cane Educatrice ed istruttrice cinofila a Palermo. Monitoraggio cani di quartiere

07/01/2025

ENCI, REPORT E IL RAZZISMO DELLE SELEZIONI GENETICHE

Il dibattito scaturito in seguito alla trasmissione di Report di domenica 5 gennaio, con il servizio di Giulia Innocenzi “La lottizzazione dei cani”, sta imperversando e accendendosi.
Il servizio televisivo ha, meritevolmente, fatto emergere una gestione a dir poco torbida da parte di ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), le sue pressioni economiche e mediatiche per diffondere la cultura delle razze (SIC!) oltre che ad aver fatto luce sulla lottizzazione dei quadri direttivi di ENCI di personaggi politici collusi con la destra di Alemanno se non addirittura con la destra eversiva (personaggi che, evidentemente, in un ambito così fortemente connotato a livello razziale, possono sentirsi a più agio di altri).
Il servizio di Innocenzi ha però solo sollevato il primo strato di una questione molto complessa, che tocca i temi di cui, come ILC, ci occupiamo da tempo e che riteniamo centrali, quali la critica allo stesso concetto di razza, all’eugenetica razziale, a tutti i tipi di allevamento, alle connivenze tra cinofilia e medicina veterinaria negli allevamenti, nei canili, nelle mostre-show e nelle gare cinofile.
L’impiego della categoria della razza fatica più che mai a tramontare! Anche in ambito umano, dall’eugenetica del secolo scorso, dalle sterilizzazioni forzate per ottenere la razza pura al razzismo contemporaneo, i discorsi e le pratiche politiche intorno alle razze continuano a imperversare condite da pregiudizi, luoghi comuni e schemi mentali difficili da dismettere, sia culturalmente che in ambito scientifico, dove queste politiche ne condizionano pesantemente i risultati.
Nel contesto dei non umani, partendo dagli animali cosiddetti “da allevamento”, il concetto di razza (e la relativa sperimentazione eugenetica) ha trovato, inutile dirlo, uno sviluppo drammaticamente pervasivo (attraverso la lente del “miglioramento della razza” di novecentesca memoria), in quanto considerata naturale, lecita e quindi promossa, permessa e regolamentata.
Lo stesso vale per gli animali “pettizzati”: cani, gatti, conigli, ecc. Tutti animali selezionati geneticamente nell’ottica di una produzione di razze le più diversificate possibile: la razza più docile, quella più aggressiva, quella più coccolosa, quella che non perde il pelo, quella gigante, quella minuscola... a seconda, ovviamente, delle esigenze multiformi del mercato e della moda del momento!
Chi inscena per primo lo sfruttamento sistematico e strutturale dei cani? La risposta è una e una sola: gli allevatori di cani di razza che hanno manipolato serialmente il DNA dei cani fino a creare circa 400 razze canine, riuscendo a generare, a livello globale, un mercato da miliardi e miliardi di euro di profitto. Considerando poi che, con la globalizzazione, il commercio dei cani di razza ha potuto rapidamente diffondersi, capiamo come il “business del cane di razza” è addirittura divenuto agente di colonizzazione, anche in territori ancora non conquistati interamente dal capitalismo.
La presenza dei cani di razza sta sostituendo ovunque l'esistenza dei cani liberi, che ormai quasi universalmente, invece di essere supportati, sono considerati cani di serie B, reietti da catturare, uccidere o salvare e separare fra loro per poi rinchiuderne nella case e nei canili.
L’industria delle razze è responsabile di un'indicibile sofferenza animale, sia nelle operazioni produttive sia per il sabotaggio esistenziale che scatena contro i meticci.
L’industria delle razze canine è anche la principale causa dell'alterazione di equilibri di convivenza millenari tra umani e cani, interrompendo il percorso di co-evoluzione e istituendo relazioni di mero uso/consumo e subalternità.
Per liberare i cani dal "razzismo animale" è importante capire che la massiccia e capillare opera di selezione li ha resi ancora più vulnerabili al dominio umano: meno adattabili dei meticci, sia cognitivamente che fisicamente, i cani di razza possono diventare facilmente scarti da eutanasizzare, abbandonare o mettere sotto "correttivo" per mano di un esercito di addestratori/educatori interpellati per “aggiustarli”.
Tutte le tipologie di allevamento sono responsabili, con o senza etichetta E.N.C.I.!
Professionale o amatoriale, specializzazione nella produzione di ipertipi di una razza piuttosto che di un'altra.
Per tutti questi motivi abbiamo sentito l’urgenza di organizzare un convegno intitolato:
“L’OSSESSIONE DELLA RAZZA. Una critica alla produzione dei cani.”
Che si terrà a Torino, sabato 15 febbraio - dalle ore 14:30 - al Polo Culturale Lombroso 16.
Circa 400 razze per oltre 450 patologie congenite!
Centinaia di migliaia di cani prigionieri nei canili e nelle pensioni!
Un numero enorme e indefinito di cani vittime di violenza domestica di varia natura!
Chi sostiene di "amare i cani" prende le distanze dalla cultura delle razze e da chi impunemente alleva e lucra sulla loro pelle!
Chi ama i cani "non li compra", non si rende complice dell'attività dei loro sfruttatori!
NO alla lotta indiscriminata al randagismo: abolire gli allevamenti di razza è la soluzione!
Farla finita con la perversa “logica della razza” è l’unico agire davvero solidale.
Il futuro è meticcio.

I.L.C. – Incontro di Liberazione del Cane

01/12/2024

Sappiamo di non sapere?

Zampa, che Igor ha scelto come zio, è un personaggio esilarante. È uno che ama prendere in giro, entrare nei territori degli altri, insinuarsi con fare leggero e scherzoso. Viene a scroccare il pranzo nel territorio di Nica e Zara, prende quello che gli serve e poi saluta tutti e se ne va nel suo territorio.
Se passi da quella stradina dove ha la cuccia, fa la guardia e abbaia, a volte anche a me all'inizio.
Ma fuori da quella stradina si trasforma nello zio Albert di Mary Poppins. 😂
Mentre Igor ama i bambini, lui adora gli adolescenti.
Se vede gruppi di ragazzi, lui si autoinvita e ascolta tutti i discorsi.
Li segue anche la sera per un po' quando si spostano.
Una volta per seguire gli scooter dei ragazzi fino alla gelateria, uno lo ha investito e si è lussato una zampa.
Per fortuna siamo intervenute subito e, dopo un periodo di degenza e terapie locali, è tornato tutto a posto.
Certo, quando lo incontrate per la prima volta, non potete sapere tutte queste cose della sua vita.

Se pensiamo che quello che vi racconto è soltanto una minima parte della vita di Zampa, provate ad immaginate quanto impatto possa avere una scelta sulla sua vita, come quella di prenderlo e rinchiuderlo in una pensione a pagamento (un box), nel nome della "sicurezza" o di non so quale altra forma di disagio personale proiettata sul cane.

Ci pensate mai che quando vedete un cane, che sia nella vostra città o che sia in un'altra, mentre siete in vacanza al sud magari, voi non sapete proprio nulla della vita di quell'animale?

Si possono raccontare tutte le storie romanzate del mondo, le proprie impressioni, le proprie emozioni, ma di certo bisogna essere consapevoli del socratico "So di non sapere".
Fate domande, fatevi domande, osservate e ascoltate.
Non agite secondo le risposte preconfezionate che avete nella testa.
E questo vale sia per chi tende a rapire i cani che per chi li guarda romanticamente e acriticamente come nel mito del "buon selvaggio".
Purtroppo le due derive avanzano senza sosta e dobbiamo parlarne.

In foto Zampa con un bambino dolcissimo che si chiama Benny.

01/12/2024
01/12/2024

Chissà quanta bellezza sarebbe nata dalla presenza di cani sul territorio, se qualcuno non li avesse fatti imprigionare perché minacciati.

In questi anni, dal letame delle minacce abbiamo scelto di dare la possibilità ai fiori di nascere.
Quando ho scelto di non assecondare le minacce, non sapevo cosa sarebbe successo.
Sono scelte che in quei momenti sembrano incoscienti o addirittura contro la tutela degli animali.
Perché si pensa che tutelare significhi rinchiudere in una bolla asettica, ghettizzare, impedire qualsiasi libertà di scelta.
Come siamo arrivati a questa idea di tutela?
Protezione come una campana di vetro?
Chi si sentirebbe protetto in una campana di vetro che non ha scelto come riparo e dalla quale non possa uscire?
Prendere un cane dal suo territorio e portarlo in box/pensione o quello che volete, è un fallimento.
Fallimento dal punto di vista sociale, culturale.
Significa fare il gioco di chi minaccia.
Significa dare importanza a potenziali assassini e non alla vita degli animali che si vorrebbero tutelare.
Significa investire denaro sulla detenzione, piuttosto che sulla cura di chi ha bisogno.
Significa anche far occupare posti che servono ad altri, malati, feriti.
Per questo non c'è nulla di bello, di eroico, di salvifico o chissà cosa nella scelta di strappare un cane dal proprio territorio.
È solo un male, che in alcuni casi potremmo definire un male minore.
Niente di più.

Buona visione 🧡
10/09/2024

Buona visione 🧡

Abbandono di cani e gatti: un problema etico che colpisce tutti.

14/06/2024

🟠 PROGETTO NASH PRESENTS

-DIRETTA CON GIORGIA MATESI-
Vacanze al Sud: cani sul territorio e adozioni consapevoli

🔸 Felicissimi di riavere con noi Giorgia Matesi, educatrice ed istruttrice cinofila, ex operatrice di canile attiva nel monitoraggio dei cani di quartiere a Palermo dal 2012.

🔸 Le realtà del sud sono spesso molto diverse da quelle delle altre parti di Italia.
Possiamo trovare i cosiddetti cani di quartiere o famiglie di cani liberi, perfettamente in equilibrio sul e con il territorio. Ma come riconoscere questa tipologia di cani da un cane che invece ha necessità di essere aiutato?

🔸 Quando è giusto intervenire su un cane trovato vagante e quando invece non è assolutamente il caso di agire?

🔸 Proveremo a sottolineare la differenza tra un’adozione consapevole e un’adozione spinta dall’emotività del momento.
E soprattutto.. vi presenteremo qualcuno che realmente ha necessità di trovare una famiglia!!

🔶 Segnate sul calendario:
-DIRETTA INSTAGRAM-
MARTEDÌ 18 GIUGNO, ore 20.00!

Giorgia Matesi consulente della relazione tra uomo e cane
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Siamo più vicini quando siamo più distanti.
13/06/2024

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