04/05/2026
Lo ammazzano ancora. Non ha ucciso una gallina in vita sua.
Eppure in molte campagne italiane il tasso europeo viene ancora perseguitato — con trappole, veleni, bastonate — perché "ruba le galline". Un'accusa vecchia di secoli, falsa, e che lo segue ovunque.
Il tasso mangia lombrichi. Insetti. Topi. Arvicole. È uno degli animali più utili che abbiamo nei boschi, e quasi nessuno lo sa.
Una sola notte di caccia: decine e decine di lombrichi, larve, piccoli roditori che devastano i raccolti. Tutto quello che i contadini vorrebbero eliminare, il tasso lo mangia. Gratis. Ogni notte.
Le sue tane — scavate per decenni, a volte per generazioni — diventano rifugio per ricci, volpi, uccelli che nidificano. Sotto certi boschi italiani ci sono reti sotterranee costruite in anni di lavoro instancabile. Senza di lui, quelle strutture spariscono. E con loro, una catena di ospiti che dipendeva da quel posto.
In Italia era cacciabile liberamente fino al 1992. La legge 157 di quell'anno lo ha finalmente protetto come specie non cacciabile — dopo secoli in cui veniva trattato come una peste.
Trent'anni dopo, molti lo ammazzano ancora. Per danni che non fa.
La legge lo protegge. La reputazione no.
Esiste un animale più sfortunato di uno che lavora per te ogni notte e che tu ringrazi a bastonate.
In breve:
Il tasso europeo viene ancora ucciso illegalmente perché accusato di rubare galline — accusa falsa
La sua dieta è fatta di lombrichi, insetti e roditori: è uno dei più efficaci controlli naturali dei parassiti agricoli
In Italia è specie protetta dalla legge 157/1992, ma la persecuzione continua nelle campagne