04/04/2026
Ormai siamo in primavera, e la natura si risveglia.
E, come ogni anno, aumentano i casi di cani – grandi e piccoli – avvelenati da rodenticidi, i comuni veleni utilizzati per uccidere i topi.
Ci ha sempre stupito quanto sia “leggera” la normativa che regola l’uso di queste sostanze.
Molte persone le utilizzano convinte che cani e gatti non possano raggiungerle, e invece le posizionano in luoghi accessibili agli animali di casa.
Altre volte vengono sistemate in ambienti frequentati anche da animali di passaggio.
Nel tempo ne abbiamo trovate davvero ovunque: case vacanza, officine, garage, rimesse di barche, barche, ristoranti… e tanti altri contesti.
Sono sostanze subdole: colori attraenti, odore invitante, sapore spesso dolciastro. Ricordano quelle gomme morbide che andavano di moda tra i bambini qualche decennio fa.
E non possiamo fare a meno di pensare a quanti bambini abbiano rischiato di ingerirle.
Per quanto riguarda i cani, i casi sono migliaia ogni anno. I gatti, più selettivi, sono colpiti più raramente.
C’è poi un altro aspetto spesso sottovalutato: i roditori avvelenati possono essere predati da altri animali, con conseguenze anche gravi, soprattutto per i rapaci, sia diurni che notturni.
Per questo vi invitiamo, quando possibile, a limitare l’uso di queste sostanze.
Se potete, scegliete trappole incruente e liberate i topi lontano: eviterete sofferenza e non disperderete tossici nell’ambiente.
La cagnetta della foto se l’è vista davvero br**ta, ma ce la farà.
Aveva il torace pieno di sangue per le emorragie causate dal veleno, ma siamo riusciti a intervenire in tempo.
Fate sempre attenzione a ciò che lasciate in giro: a volte basta un attimo.
Buona Pasqua.