25/06/2026
Olbia, 25.06.2026
Ci sono storie che non possono essere raccontate. Ci sono abissi di crudeltà così profondi che non possono essere esplorati, perché farlo metterebbe a rischio chi, oggi, sta cercando di riportare la luce. Lui è Diego. Un Pastore dell’Asia Centrale. Un gigante immenso, un monumento di nobiltà che qualcuno ha trattato come spazzatura, riducendolo a un’ombra agonizzante.
Oggi, per lui, il mondo ricomincia da zero. Diego non ha due anni, è nato poche ore fa. Il suo "prima" non esiste più. È stato cancellato, sepolto, sigillato.
Vi chiediamo un patto di rispetto: non fateci domande sul suo passato. Mai. Non chiedeteci da dove viene, chi lo teneva, cosa sia successo. Il suo passato è una tomba chiusa e tale deve restare. Per la sua sicurezza, e soprattutto per la nostra. Ci sono situazioni in cui il silenzio è l’unico scudo che abbiamo per continuare a fare il nostro lavoro. Rispettate questo muro: non è mancanza di fiducia verso di voi, è necessità di sopravvivenza.
Quello che invece non può restare in silenzio è il suo corpo. Diego parla attraverso le ferite. Racconta di orecchie mozzate con violenza, un segno barbaro di un possesso che non ha mai conosciuto l'amore. Racconta di una fame nera che gli ha disegnato le costole sulla pelle, rendendo questo gigante l'ombra di se stesso.
Ma l'urlo più forte arriva dalla sua zampa. Un cratere di carne viva, una ferita profonda lasciata marcire nell'indifferenza totale. Quando lo abbiamo soccorso, i vermi lo stavano mangiando vivo. Diego è rimasto lì, per giorni, forse settimane, a sentire la propria carne consumata dai vermi, nel silenzio. L’odore della morte era già su di lui, eppure è ancora qui.
E sapete qual è la cosa che più ci strazia? È che nonostante l’inferno, nonostante il dolore atroce di quella zampa che stiamo lottando con le unghie per non amputare, è un gigante di bontà. Non un ringhio verso di noi, non un segno di sfida. Si affida alle nostre mani con una dolcezza che toglie il fiato, come se sapesse che finalmente, tra queste braccia, nessuno gli farà più del male.
ORA ABBIAMO BISOGNO DI VOI. La battaglia per salvare la zampa e la sua vita è appena iniziata. Per curare quella piaga devastata, abbiamo bisogno di aiuti concreti: ci servono con urgenza GARZE E POMATE DI CONNETTIVINA BIO PLUS. Senza di queste, non possiamo sperare di ricostruire i tessuti mangiati dall'infezione.
Ma oltre ai farmaci, ci serve qualcosa di più profondo. Ci serve tanta forza. Una forza immenso quanto lui. Quella forza possiamo attingerla solo da voi, dal vostro calore, dal vostro sostegno silenzioso ma costante. Sentirvi vicini è l'unico modo che abbiamo per non cedere davanti all'orrore che abbiamo visto.
Benvenuto nel tuo primo vero giorno, Diego. Immenso guerriero. Il buio è rimasto fuori. Qui c'è solo amore, cura e il silenzio necessario per proteggere la tua nuova vita.
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