Zampe Amiche - Lara Veneroni

Zampe Amiche - Lara Veneroni educazione cinofila Zampe Amiche a.s.d. Il cane è un essere senziente e sensibile, dotato di un fine sistema cognitivo, in grado di elaborare azioni ed emozioni.

E’ una scuola di educazione cinofila che nasce da una profonda passione nei confronti degli animali e dei cani in particolare. Questa passione nata inizialmente come un hobby, dopo anni di studio e approfondimenti che continuano tutt’ora, è ora un impegno che ci assumiamo con diligenza, serietà, competenza e responsabilità verso i cani (innanzitutto!) e i proprietari. L’obiettivo che ci prefiggiam

o è insegnare ai proprietari di cani a comprendere il loro amico, aiutandoli aintuirne le emozioni e capirne le esigenze. La maggior parte delle persone che si rivolgono ad un educatore cinofilo chiede di eliminare alla radice comportamenti cosiddetti sgraditi: il cane tira al guinzaglio, abbaia troppo, rovina i mobili…

Ci siamo chiesti perché? Soltanto cercando di capire le motivazioni che si celano dietro un comportamento, potremo decidere se e come intervenire, nel pieno rispetto del benessere del cane. Un cane non è una macchina dotata di interruttore on-off, non si può accendere e spegnere a nostro piacimento. La repressione di un comportamento crea un cane infelice, mentre la comprensione crea RELAZIONE. Nell’approccio con i cani utilizziamo il Metodo Gentile, interamente basato sul rinforzo positivo: si cerca di enfatizzare con lodi, carezze e bocconi tutti quei comportamenti a noi graditi, che il cane riproporrà perché associati ad un evento positivo. Al contrario, ignoreremo tutto ciò che ci è sgradito. È vero, come molti obietteranno, che i risultati si ottengono anche con l’uso della forza e della coercizione, ma ciò che noi desideriamo creare tra cane e proprietario è una relazione basata sulla fiducia, la collaborazione e la comprensione reciproche. L’uso di forza e violenza ci porta a perdere credibilità agli occhi del cane: crediamo di mantenere il controllo imponendoci, in realtà in quei momenti veniamo solo sminuiti. Nel nostro centro insegnamo come violenza e coercizione siano alla base di un allontanamento psicologico del cane, mentre sintonizzazione ed empatia creino una vera relazione. Inutile sottolineare che nel nostro centro sono vietati tutti quegli strumenti di coercizione quali collari a strozzo, elettrici o con le punte, considerati strumenti barbari e violenti!

04/09/2026

Un’iscritta al seminario di Enrica Ceccarini del 19/20 Settembre come uditrice, ha ceduto il suo posto per motivi famigliari alla metà del suo valore. È un’occasione imperdibile! Se interessati contattatemi via whatsapp al 3466864474

Interazioni guidate da un professionista e supportate dalla presenza del proprietario per questa attività di comunicazio...
01/09/2026

Interazioni guidate da un professionista e supportate dalla presenza del proprietario per questa attività di comunicazione cane-cane, cane-uomo.

👉🏼 per iscrizioni o info vedi locandina

🤲🏻 Vi aspetto

Durante le mie lezioni sono informazioni che divulgo spesso, nella speranza che molti più cuori battano al ritmo di Madr...
30/08/2026

Durante le mie lezioni sono informazioni che divulgo spesso, nella speranza che molti più cuori battano al ritmo di Madre Terra. Infinitamente grata ❤️

28/08/2026

🐾🇮🇹 ITALIA, UNA SVOLTA STORICA: PERMESSO RETRIBUITO PER PRENDERSI CURA DI UN ANIMALE MALATO

L’Italia avrebbe segnato un importante cambiamento nel riconoscimento del rapporto tra persone e animali, diventando il primo Paese a prevedere per i lavoratori la possibilità di assentarsi dal lavoro per assistere il proprio animale in caso di una seria emergenza veterinaria.

La misura consentirebbe fino a 3 giorni di permesso retribuito all’anno. Per poterne usufruire, l’animale dovrebbe essere regolarmente registrato e dotato di microchip, mentre il proprietario dovrebbe presentare una certificazione digitale rilasciata da un veterinario autorizzato che attesti la necessità e l’urgenza delle cure.

Alla base di questo riconoscimento viene ricordato anche un caso giudiziario avvenuto a Roma nel 2017. Una bibliotecaria ottenne il diritto di assentarsi dal lavoro per assistere il proprio cane malato. Secondo la decisione del tribunale, impedirle di prestare le cure necessarie avrebbe potuto entrare in contrasto con gli obblighi previsti dalle norme sulla tutela degli animali.

Per chi sostiene questa scelta, si tratta del riconoscimento di una realtà già evidente per milioni di persone: un animale domestico è spesso considerato un vero componente della famiglia. Trovarsi costretti a scegliere tra il proprio lavoro e la salute di un animale in gravi condizioni può rappresentare una situazione estremamente dolorosa.

Non mancano, però, le perplessità. Alcuni sottolineano i possibili costi per i datori di lavoro e il rischio di utilizzi impropri dei permessi.

Il tema apre quindi una riflessione più ampia: mentre il concetto di famiglia continua a evolversi, fino a che punto dovrebbero arrivare le tutele previste dalla legge e dal mondo del lavoro per gli animali che condividono ogni giorno la nostra vita? 🐶🐱❤️

Cavalli 🐴❤️
27/08/2026

Cavalli 🐴❤️

I Cani, quando entrano in famiglia, devono esserne  considerati membri a tutti gli effetti. Così come non si abbandonere...
26/08/2026

I Cani, quando entrano in famiglia, devono esserne considerati membri a tutti gli effetti. Così come non si abbandonerebbe un figlio a 2 gambe, perché abbandonarne uno a 4 zampe? Un Cane è per sempre!! ❤️

Oggi in Italia vivono circa 9,1 milioni di cani e sempre più famiglie li considerano parte integrante della propria vita. Ma c’è un paradosso che resta difficile da ignorare.

Mentre aumentano i cani nelle case, continuano abbandoni e randagismo: nel 2025 oltre due cani su dieci entrati nei canili rifugio analizzati da Legambiente non sono stati adottati, restituiti o inseriti come cani di quartiere. A livello nazionale, sarebbero oltre 14mila quelli a rischio di trascorrere tutta la vita in canile.

La Giornata mondiale del cane diventa così anche un’occasione per interrogarsi sul significato di una scelta che può durare quindici anni o più: cosa significa davvero accogliere un cane in famiglia? https://kodmi.it/nkoSp

🧠 Sindrome da disfunzione cognitiva nel cane. Ne avevamo già parlato, ma la scienza non si ferma mai — e questa volta ha...
25/08/2026

🧠 Sindrome da disfunzione cognitiva nel cane. Ne avevamo già parlato, ma la scienza non si ferma mai — e questa volta ha fatto il punto della situazione. Grazie ad una recente review italiana, di aprile 2026.

Qualche tempo fa avevo accennato alla demenza nel cane, a come il nostro amico anziano possa confondersi tra le pareti di casa, dimenticare il suo nome, mostrare ansia la sera o girare inquieto nelle ore piccole della notte. Beh, è uscita una review molto recente, pubblicata a inizio 2026 su Animals da un gruppo di ricercatori italiani, che raccoglie anni di studi e traccia una mappa chiara di dove siamo arrivati. E la fotografia che emerge è a un tempo rassicurante e preoccupante: sappiamo molto di più di quanto credevamo, ma stiamo ancora lasciando troppi cani senza diagnosi.

Partiamo dal dato che più mi ha colpito. Immaginate un cane su quattro, oltre gli undici anni, che mostra segni di declino cognitivo. Poi immaginate che, di tutti questi cani, solo una minima percentuale abbia ricevuto una diagnosi ufficiale dal veterinario. Non per colpa dei medici, che spesso conoscono bene la malattia, ma per una sorta di "normalizzazione" collettiva: quando il cane inizia a fare i bisogni in casa dopo dieci anni di impeccabile educazione, o quando non trova più l'uscita dal soggiorno, troppi proprietari — anche i più attenti — pensano che sia semplicemente "l'età". E invece no. Così, non c'è un invecchiamento di successo . È una malattia neurodegenerativa, con un nome preciso — sindrome da Disfunzione Cognitiva Canina, o CCDS — e con meccanismi che assomigliano in modo impressionante a quelli dell'Alzheimer umano.

La review ci spiega che nel cervello dei cani affetti sembra accumularsi la stessa proteina amiloide-beta che troviamo nei pazienti umani, con la stessa identica sequenza amminoacidica. Sembra esserci atrofia cerebrale, perdita di neuroni nelle aree della memoria, infiammazione cronica e uno stress ossidativo che consuma le cellule come una ruggine invisibile. Il cane, vivendo con noi, respirando la nostra aria, mangiando i nostri stessi ritmi, è diventato un modello spontaneo e prezioso anche per capire l'Alzheimer.

Ma torniamo al nostro cane. Come si fa a capire che qualcosa non va? Gli studiosi usano da tempo l'acronimo DISHAA, che suona un po' tecnico ma racconta in realtà storie quotidiane molto concrete. C'è il cane che si disorienta in casa, che fissa il muro come se ci fosse qualcosa che solo lui vede, che rimane incastrato dietro un mobile senza capire come fare marcia indietro. Poi ci sono le interazioni che cambiano: quello che era un cane socievole e affettuoso diventa distaccato, o al contrario si attacca alla gonna del padrone con un'ansia nuova, inconsueta. Il sonno si capovolge, con pisolini interminabili di giorno e passeggiate notturne senza meta. E c'è l'ansia, quella vera, che si insinua nei rumori della vita di sempre — un temporale, una porta che sbatte — trasformandoli in minacce. Sono piccoli cambiamenti, a volte graduali, che se raccolti insieme disegnano un quadro ben preciso. Il problema è che spesso vengono raccolti troppo tardi.

La buona notizia, e qui la review è molto chiara, è che esistono strategie evidence-based per rallentare il declino e migliorare la qualità di vita. Non si tratta di una pillola magica, ma di un approccio multimodale che parte dalla nutrizione. Ad esempio, le diete arricchite con trigliceridi a catena media forniscono al cervello un carburante alternativo quando il metabolismo del glucosio inizia a fallire, e gli studi clinici mostrano miglioramenti concreti in memoria e funzioni esecutive. Gli omega-3 e gli antiossidanti combattono l'infiammazione e lo stress ossidativo. Poi c'è l'attività fisica, che merita un capitolo a parte: i dati dicono che un cane sedentario ha più di sei volte la probabilità di sviluppare demenza rispetto a uno molto attivo. Sei volte. Non è un dettaglio, è un fattore determinante.

Ma forse la lezione più importante che ci lascia questa review è un'altra: la diagnosi precoce fa la differenza. La CCDS è una malattia progressiva, e le modifiche cerebrali sono per lo più irreversibili. Intervenire quando i segni sono ancora lievi, quando il cane è solo "un po' confuso" o "un po' più apatico del solito", significa poter preservare mesi o anni di buona qualità di vita. E per farlo serve uno screening cognitivo di routine in ogni visita geriatrica, non come eccezione ma come standard. Da medici veterinari bisogna prima escludere altre cause - ad esempio ipotiroidismo, dolore articolare nascosto, problema visivo- e poi, con questionari validati e un occhio attento, tracciare il percorso insieme al caregiver.

Per qualche umano può far paura parlare di demenza del proprio cane, poichè sembra una sentenza. E invece la scienza ci dice che, con le giuste cure, molti cani con CCDS vivono una vita lunga quanto i loro coetanei cognitivamente sani. La differenza sta tutta nella consapevolezza, nella diagnosi precoce, nella cura attenta. Il legame che abbiamo con il nostro amico anziano è talmente forte che spesso, proprio per amore, tendiamo a minimizzare. Ma riconoscere la malattia non è un atto di resa: è il primo passo per prendersene cura meglio.

Se il tuo cane ha più di otto anni, se noti che qualcosa è cambiato nei suoi comportamenti, se la notte è diventata più inquieta e il giorno più confuso, non attribuire tutto all'età. Rivolgiti ad un team multidisciplinare in cui ci sia anche un medico veterinario esperto in comportamento animale, così da prendersi cura del suo benessere psico-emotivo anche nell'ultima fase della sua vita. 🐕‍🦺

Referenza scientifica: Dondi M, Bianchi E, Borghetti P, Buffagni V, Di Lecce R, Gnudi G, Guarnieri C, Ravanetti F, Saleri R, Corradi A. Evidence-Based Clinical Management of Canine Cognitive Dysfunction Syndrome: Diagnostic Algorithms, Practical Guidelines, Critical Appraisal of Biomarkers and Translational Limitations. Animals. 2026; 16(7):1114. https://doi.org/10.3390/ani16071114

Fonte immagine: https://toegrips.com/wp-content/uploads/dementia-old-dog-chair.jpg

Bellissima esperienza questa mattina presso Scuderia Equidream! Cavalli e Cani a confronto per approfondimenti sulla lor...
23/08/2026

Bellissima esperienza questa mattina presso Scuderia Equidream! Cavalli e Cani a confronto per approfondimenti sulla loro comunicazione.

CLINIC: ETOLOGIA DEL CAVALLO

Un clinic di ½ giornata per imparare a comunicare, osservare e capire meglio i cavalli.
Programma svolto:
- Conosciamo il cavallo
- Come pensa il cavallo: preda, non predatore
- Leggere i segnali: orecchie, testa, coda
- Avvicinamento e contatto
- Battesimo della sella

Relatore Ely D. R. Valli che ringrazio per la professionalità e disponibilità nell’accompagnarci in questa nuova esperienza

🙏🏼 Grazie a tutti i partecipanti del mio gruppo, che mi seguono sempre e assecondano le mie idee. Vi voglio bene 🤗

Domenica prossima andremo a fare questa cosa fighissima coi Cani: ricerca di superficie. 🧠 Cosa fa a livello emotivo?App...
23/08/2026

Domenica prossima andremo a fare questa cosa fighissima coi Cani: ricerca di superficie.

🧠 Cosa fa a livello emotivo?Appagamento profondo: attiva l'istinto ancestrale del fiuto, liberando endorfine e riducendo lo stress.
Autostima alle stelle: trovare la persona è una vittoria che rende il cane più sicuro e fiducioso in se stesso.
Connessione pura: rinforza il legame con il conduttore; si diventa una squadra affiatata che si fida l'uno dell'altro.
Concentrazione e calma: canalizza l'energia mentale, trasformando l'eccitazione in concentrazione positiva.

La ricerca non è solo un esercizio: è libertà, collaborazione e felicità allo stato puro per il cane. 🐕❤️

Indirizzo

Strada S. Maria, 51
Novellara
42017

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