21/07/2026
Dietro ogni volontario c’è una persona.
Una persona che, come tutti, ha un lavoro, una casa, una famiglia, problemi e stanchezza. Ma che, finito tutto questo, sceglie di dedicare il proprio tempo libero, le proprie energie e spesso anche le proprie risorse economiche a chi non ha voce.
Quello che viviamo ogni giorno è difficile da raccontare.
Abbandoni, maltrattamenti, incuria, emergenze continue. Storie che, se non le vedessi con i tuoi occhi, penseresti appartengano alla fantasia.
Insieme ai salvataggi ci sono anche le sconfitte. Gli animali che non siamo riusciti a raggiungere in tempo. Quelli che non abbiamo potuto accogliere perché mancavano uno stallo, una gabbia, i fondi o semplicemente il tempo. E poi ci sono gli occhi di chi non siamo riusciti a salvare, quelli che continuano a tornare nei nostri pensieri.
Per questo vi chiediamo una cosa semplice.
Siate più gentili.
Se un volontario non risponde al telefono, non visualizza un messaggio o non è reperibile, prima di pensare che vi stia ignorando, provate a immaginare che forse sta correndo per salvare una vita. Oppure è seduto sul pavimento di una clinica veterinaria, con gli occhi pieni di lacrime, perché quella vita l’ha appena persa.
Non lo facciamo per lavoro.
Non ci sono orari, ferie o stipendi. Lo facciamo perché sentiamo che è la nostra missione, la nostra responsabilità, la nostra vocazione.
Non chiediamo medaglie, né di essere considerati eroi.
Chiediamo solo un po’ più di comprensione. Un po’ più di rispetto. Perché anche chi dedica la propria vita a salvare quella degli altri resta, prima di tutto, una persona.
E a volte, dietro un semplice “non risponde”, c’è una battaglia che nessuno vede.
❤️🩹🖤