13/01/2020
Il diritto di sbagliare al cane è negato.
Eppure è attraverso gli errori che si cresce, attraverso i tentativi che si scopre, attraverso il confronto che si impara.
Ma il cane non può sperimentare, perchè i suoi errori ci spaventano, ci imbarazzano, ci mettono in crisi.
I suoi errori sono i nostri, agli occhi del mondo e di noi stessi.
Ecco quindi la tutela, la protezione, la vigilanza, il nostro sostituirci a lui.
Non deve pensare con la sua testa, non deve avere iniziative fuori dal mondo protetto che il nostro controllo, quando gli va di lusso, gli assegna.
Ma deve comunque essere forte ed equilibrato, giusto, dignitoso e accondiscendente.
Maturare in pochi mesi, ma restare allegro e vivace, affettuoso, devoto, sorridente e sano.
Ogni piccola deviazione da questo stereotipo è motivo di preoccupazione, di senso di colpa, di necessità di intervento e di ricorso al professionista che corregga la sbavatura.
Perchè se il cane non è perfetto siamo noi ad aver sbagliato qualcosa, e se non ci giudichiamo noi stessi ci pensano gli altri a farlo.
Veronica Papa