01/06/2026
Oggi è arriva una bella notizia: Enzo dei Vignazzi è risultato CLEAR (WT/WT) al test genetico per la CONS, la Sindrome Oculo Neurologica del Cirneco dell'Etna. E puliti lo sono anche Fiore, Zagara e Costanza.
La scoperta del CONS svela l'assoggettamento del Cirneco all'epilessia e/o alle patologie oculari. Un mistero che nessuno aveva ancora affrontato. Un fastidio che era meglio celare.
Per qualcuno allevare significa collezionare coccarde, fotografie e applausi. Per noi vuol dire assumerci la responsabilità di custodire il futuro della razza che cresciamo e accresciamo.
La CONS è una malattia seria, è degenerativa, ereditaria, che può compromettere gravemente la qualità della vita dei cani e delle famiglie che li accolgono. Per questo, insieme ad alcuni allevatori europei particolarmente attenti, abbiamo scelto di affrontare il problema con il solo strumento davvero utile: la conoscenza e la consapevolezza.
Ad oggi sono stati testati in Europa oltre 100 Cirnechi dell'Etna e il 17% è risultato portatore della mutazione genetica. Un dato che non può essere ignorato. Sappiamo infatti che l'accoppiamento tra soggetti portatori può generare cuccioli destinati a convivere con una patologia che nessuno vorrebbe mai vedere.
Attualmente sono l'unico allevatore di Cirneco in Italia ad aver aderito a questo programma di screening. Lo considero un dovere prima ancora che un incoraggiamento. La tutela di una razza antica come il Cirneco dell'Etna non si misura nelle grigliate, nelle chiacchiere o nelle vendite di cuccioli invisibili, ma nella consapevole conoscenza della popolazione allevata, nello studio dei riproduttori, nella raccolta dei dati e nella più oggettiva valutazione zootecnica.
Difendere il Cirneco dell'Etna significa selezionare con rigore, investire nella ricerca, eseguire test genetici, rispettare le regole sanitarie, civili e fiscali, garantire benessere animale e trasparenza verso chi sceglie uno dei nostri cani.
Le razze non si conservano con gli slogan o le scampagnate. Si preservano con il lavoro, la competenza e la responsabilità. E la responsabilità, come la salute, non dovrebbe mai essere facoltativa o a discrezione di una pacca sulla spalla.