22/05/2018
Come succede anche alle donne, la scarsità di tessuto adiposo porta all'inibizione dell'ovulazione, per cui in assenza di risorse alimentari i calori delle femmine di cane si bloccano.
La Natura, quindi, "sterilizza" in modo sensato e reversibile, laddove invece l'uomo passa con l'accetta e annienta tutto.
Inoltre, impedire alle femmine di scegliere i maschi con cui riprodursi comporta la distruzione di un repertorio comportamentale utile e funzionale alla specie. E' dimostrato infatti che i maschi troppo aggressivi, che comunicano male e che nei periodi di non-estro non manifestano comportamenti di accudimento e affiliativi vengono in linea di massima evitati dalle femmine, che preferiscono invece quei soggetti che sanno risolvere i conflitti in modo più diplomatico, e con i quali instaurano rapporti affettivi duraturi.
Intromettendosi l'uomo brutalizza i criteri di scelta che la specie adotterebbe in modo naturale, magari a beneficio di colore del mantello, tessitura del pelo, tratti morfologici particolari, che divertono tanto gli umani ma che sono disfunzionali alla qualità di vita degli individui.
Sterilizzare i cani randagi, e i meticci in genere, a favore dei soli cani di razza, che sono obbligati a riprodursi attraverso inseminazione artificiale, monte obbligate, impossibilità di scelta, diventa un modo per far scomparire dalla faccia della Terra la specie cane nelle sue caratteristiche vere e spontanee, che chi dice di amarla non può non apprezzare, altrimenti significa che ama qualcos'altro.
Io non comprendo la dicotomia meticci vs cane di razza, a me personalmente interessa il cane, punto.
Quello che io sogno è solo un mondo in cui gli individui, a qualunque specie e sesso appartengano, siano gli unici padroni di se stessi, e della propria sessualità.
Ci arriveremo per gradi, ci arriveremo quando saremo pronti, ci arriveremo trovando le soluzioni più giuste... ma ci arriveremo, se vogliamo camminare verso la civiltà.
Se continuiamo a portare avanti solo la sterilizzazione, come unico strumento solutivo, quello che resterà non sarà più il cane.
Veronica Papa