Rifugio Faunistico Zara

Rifugio Faunistico Zara Il Rifugio Faunistico Zara, di proprietà della LIV OdV, opera nel settore della cura e del mantenimento della fauna selvatica e avifauna.

Rifugio faunistico e Santuario per animali
Accreditamento regionale ex decreto n. 10211 del 16/05/2025, ai sensi della DGRT n 1485/2024
https://www.rifugiofaunisticozara.com/ Accreditamento regionale ex decreto n. 10211 del 16/05/2025, con il quale, ai sensi della DGRT n 1485/2024 è stata riconosciuta la struttura ZARA sita in Montecatini terme, come rifugio faunistico santuario. E' interamente ge

stito da oltre 60 volontari che quotidianamente so occupano degli animali ospiti h24, 365 giorni l'anno. Organo di recupero e soccorso su strada Accordo in convenzione con Regione Toscana 10/12/2025

Serve un coraggio silenzioso per guardare oltre il rumore delle parole che usiamo per coprire i vuoti, oltre la superfic...
04/09/2026

Serve un coraggio silenzioso per guardare oltre il rumore delle parole che usiamo per coprire i vuoti, oltre la superficie calma di ciò che galleggia, visibile a tutti. C’è bisogno di un’audacia profonda per scendere nei fondali dell'anima, laddove l’acqua è più densa, e osservare cosa si muove davvero nell'ombra, dietro il primo piano delle nostre fragilità.In questo viaggio nel profondo, c’è un’ancora di salvezza che spesso dimentichiamo: la connessione con la terra e con ogni creatura vivente che abita il mondo insieme a noi. Prenderci cura di loro diventa lo specchio della nostra stessa guarigione. Custodire il loro diritto ad esistere è il primo, vero passo per non affondare nell'ego, riscoprendo una dignità che ci guarisce l'anima. Fa male accettare che ciò che siamo stati, le certezze a cui ci siamo aggrappati per anni, a un certo punto sfumino, smettano di esistere, cambino forma, lasciandoci nudi di fronte al tempo. È umano avere paura del vuoto, ma chi attraversa il vortice del cambiamento sa che è una questione di scelta. Chi si rialza ha dovuto farlo, ma ha anche voluto farlo, camminando con le ginocchia che tremano e il fiato corto. Chi fugge da questo dolore non potrà mai comprendere la bellezza della metamorfosi. Il passato è un lutto che va attraversato, non una dimora in cui abitare. Oggi siamo chiamati a un atto ancora più grande: fare un passo indietro e, con una matita leggera, ridisegnare lo sfondo della nostra esistenza. Tratteggiamo i nuovi movimenti e le nuove presenze senza calcare la mano, con la delicatezza di chi sa che domani cambierà ancora, e che per guarire servirà una pennellata di vernice fresca sopra le vecchie ferite. Non dobbiamo guardare indietro con nostalgia per ciò che abbiamo perduto, né restare prigionieri della versione di noi stessi che è rimasta lì. Il vero coraggio non è semplicemente sopravvivere, ma capire che l'immobilismo è una palude in cui non c'è vita. Abbracciare il cambiamento, e ritrovare noi stessi anche attraverso lo sguardo puro e innocente degli animali che proteggiamo, significa smettere di misurare le nostre mancanze e iniziare a guardare alla persona migliore, più consapevole e più umana che possiamo ancora scegliere di diventare.

Lui è arrivato stanotte. Lo aveva trovato un signore a Campo Tizzoro, da solo, in mezzo al nulla. Di giorno. La nostra Roberta è andata a prenderlo. Ha già mangiato e col pancino pieno sta già meglio. Ora una bella copertina calda, pappa buona e la speranza di ritornare presto tra i boschi

Scrivo queste righe con gli occhi ancora pieni delle immagini che arrivano dal Nepal e dal nord dell’India. Scrivo col c...
01/09/2026

Scrivo queste righe con gli occhi ancora pieni delle immagini che arrivano dal Nepal e dal nord dell’India. Scrivo col cuore pesante, quel peso che si prova di fronte al quale l'unica postura possibile è il silenzio e il rispetto per le vite umane spezzate, per i dispersi, per le famiglie che oggi non hanno più un domani. Ma c’è un’altra parte di questa notte profonda che mi devasta, e sento il bisogno di dirlo, quasi per liberare un respiro che mi si è bloccato in gola. Penso anche a loro. Agli animali. Alle scimmie rimaste intrappolate nei rami alti, agli elefanti trascinati via dalla furia cieca della corrente, ai cani che cercano un punto asciutto nel buio, ai cavalli, alle mucche, a tutte quelle anime inghiottite dal fango. Creature che si spegneranno nel silenzio più assoluto. Nessuno saprà mai quanti fossero, nessuno scriverà i loro nomi, nessuno dedicherà loro un minuto di telegiornale. In queste ore ho letto centinaia di commenti. Giustamente, sono tutti per le vittime umane. Per gli animali, quasi nulla. E non lo dico per fare una classifica della sofferenza, né per sostenere che la vita di un animale valga più di quella di un uomo. Non è questo. La verità che sento dentro è un'altra: il dolore non dovrebbe avere specie. La paura è la stessa, il freddo è lo stesso, il battito di un cuore che annega è lo stesso. Mi tormenta un pensiero, ed è l'ingiustizia di fondo di tutto questo. Noi uomini abbiamo preteso di essere i padroni della Terra. Abbiamo ridisegnato le montagne, abbattuto le foreste ancestrali, deviato il corso dei fiumi, cementificato ogni spazio e ferito il clima e gli oceani per una sete di possesso che non si placa mai.Gli animali no. Un elefante non ha mai distrutto una foresta per arricchirsi, una scimmia non ha mai abbattuto un solo albero per costruire, un cane non ha mai avvelenato l'acqua di un fiume, e un cavallo non ha mai cambiato il respiro del clima. Eppure, ogni volta che la natura si ribella e presenta il conto di quel respiro spezzato, loro pagano esattamente insieme a noi. Forse persino più di noi, perché la loro è un'innocenza totale. Non hanno scelto nulla, non hanno colpe, non hanno compreso le nostre logiche. Erano semplicemente lì, a vivere la loro vita su questo pianeta, dividendo lo spazio con noi. Non sto chiedendo a nessuno di avere meno compassione per gli esseri umani. Sarebbe disumano. Chiedo soltanto, a chi ha ancora un briciolo di spazio nell'anima, di allargare il perimetro di quella compassione. Di far entrare in quel cerchio anche gli occhi spaventati di chi non ha voce per chiedere aiuto. Perché anche quelle anime che rimarranno per sempre fuori dalle statistiche della storia, erano vite. E ogni volta che dimentichiamo il loro dolore, diventiamo tutti un po' più poveri.
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"E ora servimi, schiava". No ma fa pure eh. Vuoi anche giornale e sigaretta? Com'è che quando arrivano qua ti guardano c...
31/08/2026

"E ora servimi, schiava". No ma fa pure eh. Vuoi anche giornale e sigaretta? Com'è che quando arrivano qua ti guardano come se tutto gli sia dovuto? 🫩

E di questo batuffolo biondo cosa ne facciamo? ❤️
31/08/2026

E di questo batuffolo biondo cosa ne facciamo? ❤️

Nel silenzio di questi mesi, anime silenziose sono passate da qui. Sono entrate con il fiato spezzato e se ne sono andat...
30/08/2026

Nel silenzio di questi mesi, anime silenziose sono passate da qui. Sono entrate con il fiato spezzato e se ne sono andate piano, portando con sé ferite causate dall'uomo. Per ognuna di loro abbiamo pianto, non per l'egoismo dell'affetto, perché a un cuore selvatico non è dato legarsi, ma per il peso insopportabile dell'ingiustizia che avevano subito. C'è una sola, irripetibile danza per ogni vita che nasce. Il mondo possiede una sola occasione, fragile e preziosa, per ospitare ciascuno di noi. Il respiro è il medesimo per tutti. Nessuna creatura meritava il dolore inferto dall'essere umano, tanto meno il dileggio di una vita spezzata per svago. Chi imbraccia un’arma e arresta un battito d’ali o un respiro nel bosco ha smarrito ogni traccia di umanità. Guardatevi dal mascherare il sangue dietro parole fredde e vuote. Contenimento, benessere della fauna: quali menzogne raccontate al vostro stesso spirito? Come potete chiamare "cura" l'atto di cancellare un'esistenza solo perché non sapete trovarvi altro posto o altra soluzione? Quando verrà il vostro momento, quando il buio reclamerà anche il vostro ultimo istante, cosa penserete? Cosa sentirete mentre il mondo vi scivola via? Si dice che il giorno più solenne per ogni vivente sia l'ultimo: forse solo allora comprenderete l'immenso valore di ciò che avete distrutto. Ci professiamo padroni, ma siamo diventati la cicatrice di questo pianeta. Ci riempiamo la bocca di concetti come biodiversità, eppure ne calpestiamo l'essenza stessa, incapaci di scorgere la sacralità che vive nel singolo, nell'unico, nel debole. Voi vedete numeri, specie, statistiche; noi vediamo l'unicum. Uno sguardo che chiede solo di vivere esattamente come fareste voi se qualcuno vi dovesse togliere l'unica vita che avete. Tranquilli, non siete i soli, ci sono anche quelli della parte "buona", per i quali chi non può più volare o correre nel vento è solo peso da sopprimere, carne da spegnere. Anche costoro ignorano l'etica dell'unicità. La loro è solo la solitudine dell'arroganza, la miseria di chi risponde alla vita soltanto con la morte. Qui non c'è spazio per le armi, ne per chi pensa che il nostro Cappuccino debba essere ammazzato solo perchè cieco. Se non siete capaci di trovare soluzioni, almeno lasciate lavorare chi le soluzioni le sta cercando e magari le ha anche trovate. Rimanete pure a braccia conserte a scuotere la testa e provare dissenso. Sapete cosa misura la vera grandezza di una scelta? La capacità di superare l'alibi più pigro che l'umanità abbia mai inventato: "si è sempre fatto così, l'ho studiato, l'ho visto in quella specie per cui è sempre stato e sempre sarà cosi". Quando invece qualcuno trova il coraggio di tracciare una strada nuova, diventa improvvisamente un pericolo per chi ha scelto di non osservare l'unicum. Vedere un altro tentare e magari riuscire, dove tutti avevano rinunciato o fallito elimina ogni scusa. Dimostra con i fatti che cambiare era possibile, che un'alternativa dignitosa esisteva all'uccidere. Ed è proprio lì che scatta l'ostilità. Chi preferisce l'immobilità fa di tutto per ostacolare, ridicolizzare o distruggere il cambiamento, perché il successo altrui è uno specchio spietato: mostra che la loro staticità non era impossibilità, ma soltanto mancanza di visione e di coraggio. Quanto sono professionali, non appena vedono che un animale mostra la propria fragilità, invece di difenderla, trovare cura o rimedio, la sopprimono. Proprio come a scuola non ha senso applicare un unico programma standard per tutti, perché ogni studente, pur essendo umano, ha tempi, bisogni e fragilità differenti, così noi non curiamo la "specie" come un numero indefinito: costruiamo un percorso su misura per ogni singolo animale, perché ognuno di loro è un individuo unico e irripetibile. Lasciate questo luogo chiamato Zara al rispetto sacro per gli ultimi, al pianto che si deve a ogni anima spezzata senza colpa. Andatevene. E se non sarete voi ad andarvene, saremo noi a scacciarvi. Non ci saranno risposte gentili, né indulgenza o ironia per chi non merita. Perché qui, come in qualunque altro posto saremo, questo è ciò che facciamo e continueremo a fare fino all'ultimo respiro: custodi temporanei incrollabili di ogni singolo, irripetibile frammento di vita al quale ridare degno respiro. (in foto Cosmo, arrivato un anno fa neurologico e con la testa ruotata oltre 300°. Sopprimetelo, tuonavano gli espertoni. Tra meno di 15 giorni sarà libero).

No, non è Cenerino Salamino. Questo è nuovo di pacca. Il ghigno però c'è tutto perché qui mai uno che arrivi e dica: "oh...
30/08/2026

No, non è Cenerino Salamino. Questo è nuovo di pacca. Il ghigno però c'è tutto perché qui mai uno che arrivi e dica: "oh grazie che m'hai salvato", no tutti ingrati. E vai, altro mutuo aperto.

Olè, che ne facciamo di questo merlotto cieco appena arrivato?A) fritto in padellaB) arrosto in fornoC) ce lo teniamo su...
30/08/2026

Olè, che ne facciamo di questo merlotto cieco appena arrivato?
A) fritto in padella
B) arrosto in forno
C) ce lo teniamo sulle croste
(Il tipo qui a parte la cecità pare stia benissimo, mangia come un lupo, vola molto bene e becca come un assassino, quindi cercate di votare A o B, grazie)

30/08/2026

E anche la venticinquesima civetta di questa stagione 2026 è stata liberata, sotto le luci di un tramonto da fiaba! Il fine ultimo è la libertà!

30/08/2026

Il fine ultimo, la libertà! Altre liberazioni questa mattina, buona vita gheppiolini!

Indirizzo

Via Sant’Antonio 13a
Montecatini Terme
51016

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