Mano Nella Zampa Educazione Cinofila

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 Quando ci portiamo a casa un cucciolo per lui siamo estranei incomprensibili come lui lo è per noi.Non c’è relazione, n...
08/07/2020



Quando ci portiamo a casa un cucciolo per lui siamo estranei incomprensibili come lui lo è per noi.
Non c’è relazione, non c’è comunicazione, ma soprattutto non c’è fiducia!

Se diamo una risorsa e se alla prova del “te la porto via” ringhia cerchiamo non di aprire un conflitto (gioco-forza con un’akita non è mai la scelta migliore, andremmo a perdere), ma bensì un dialogo.
Lavoriamo sulla relazione, sulla comunicazione e sulla fiducia.

D’altronde come reagiremmo se un perfetto sconosciuto ci portasse via il nostro gelato preferito?

COMUNICAKITA.. Coming soon ...
01/10/2018

COMUNICAKITA
.. Coming soon ...

CANE E SOCIALIZZAZIONEIl cane, come è ben risaputo, è un animale sociale. Per sociale non si intende che non sia in grad...
13/04/2017

CANE E SOCIALIZZAZIONE
Il cane, come è ben risaputo, è un animale sociale. Per sociale non si intende che non sia in grado di stare da solo o debba sempre vivere affiancato da qualcuno, ma si intende che dove per l’uomo esiste l’IO per il cane esiste il NOI: esso si pensa e si muove sempre in gruppo.
“Cosa facciamo noi? Cosa pensiamo noi? Come ci muoviamo noi?”
La socializzazione che tanto va di moda ultimamente tra educatori, allevatori e proprietari medi è un processo che inizia da subito con la mamma e i fratelli (la mamma è essenziale nel percorso di socializzazione in quanto da regole importanti per le interazioni come il rispetto di uno stop, la modulazione del gioco tra fratelli ecc) e continua successivamente con proprietario e soggetti intraspecifici al fine di renderlo competente e comunicativo. È bene precisare che non si tratta in realtà di prendere il cane e tuffarlo in situazioni nelle quali vi sono 10-15-20 cani e lasciarlo interagire senza cognizione, ma bensì un percorso guidato e talvolta supportati da cani competenti, affiancato sempre dal suo gruppo ossia dal proprietario che partecipa attivamente.
Il fine di qualsiasi socializzazione è in primis che il cane viva la situazione serenamente e dunque che stia bene in quella situazione e secondariamente, ma non meno importante, che il cane porti a casa degli insegnamenti a livello sociale; un tassellino in più ad ogni sessione per renderlo un cane competente. Per questo nella maggior parte dei casi risulta più efficace una socializzazione con pochi cani competenti e scelti ad hoc in base al lavoro che si vuol fare piuttosto che tanti cani che a fine sessione non lasciano nulla di importante al soggetto (anzi paradossalmente si rischia proprio di ottenere il risultato opposto a quello sperato andando a rinforzare comportamenti scorretti o antisociali).
In tutto questo il ruolo del proprietario è fondamentale. Troppo spesso durante le sessioni si vedono proprietari appoggiati alla rete del campo a chiacchierare o a giocare con il cellulare mentre il cane è da solo in balia di se stesso. Quando si adotta un cane ci si assume automaticamente la responsabilità non solo di dagli da mangiare ed accompagnarlo al bagno, ma anche di educarlo supportandolo nelle varie situazioni che la vita gli pone davanti e diventando per lui una guida ed un maestro. Questo significa che il proprietario ha il diritto e il dovere di intervenire (sfatiamo il mito che “i cani risolvono sempre tutto da soli”) moderando le situazioni che man mano si creano supportando il soggetto in caso di difficoltà, andando a modulare un’interazione troppo forte o anche solo non tollerata dal cane con cui il soggetto sta interagendo (non vuol dire interromperla, legare i cani e salutarsi!! Ma guidare i cani verso un’interazione ben tollerata da entrambi talvolta più tranquilla o talvolta totalmente diversa) o semplicemente gestendo correttamente gli spazi.
Questo ci porterà ad avere un soggetto che saprà interagire con diverse tipologie di cane scegliendo in base a chi si trova di fronte come interagire: con alcuni potrà interagire più fisicamente, con altri dovrà essere più delicato, con altri dovrà mantenere molto di più le distanze ecc per semplificare avremo un cane che sarà in grado di COMUNICARE CORRETTAMENTE UTILIZZANDO IL PROPRIO VENTAGLIO STRATEGICO.

Il lavoro quasi simbiotico tra cane e proprietario (“dove non arrivi tu arrivo io, dove non arrivo io arrivi tu”) basato sulla concertazione tra i due, condurrà i soggetti a sentirsi veramente parte di un gruppo ed ad agire realmente INSIEME.

22/03/2017
“Spesso le persone si preoccupano dello spazio, senza sapere che una relazione rotola nello spazio ma si nutre di condiv...
22/03/2017

“Spesso le persone si preoccupano dello spazio, senza sapere che una relazione rotola nello spazio ma si nutre di condivisioni di tempo” cit.

Si sente spesso: “Vorrei adottare un cane, ma vivo in un monolocale”, “Vorrei adottare un cane, ma non ho il giardino”.
La relazione con il cane, ma banalmente qualsiasi tipo di relazione, vive e si alimenta attraverso le condivisioni: condivisioni di spazio, condivisioni di esperienze insomma la condivisione della propria vita.
Troppo comunemente ci fermiamo a quanto spazio un cane debba avere all’interno della casa, ben consci che pur avendo la mega villa con ettari ed ettari di giardino il cane starà sempre sui nostri piedi o sotto il tavolo durante le cene, che un cane con il proprio angolo di giardino dove poter fare pazze corse solitarie sia un cane sereno e nella cui relazione si sente a proprio agio o che accompagnarlo più volte al giorno alla toilette o amarlo follemente ci renda splendidi compagni di vita.
In realtà è l’errore più grande che possiamo fare verso il cane e verso noi stessi.
Per creare, sviluppare, far sopravvivere una relazione bisogna imparare a condividere esperienze con il proprio cane, esperienze che vadano incontro a bisogni ed attitudini di entrambi, scendendo anche a compromessi qualora fossero necessari.
E’ proprio condividendo esperienze che quella relazione, nata piatta e banale, spiccherà il volo: impareremo a conoscerci a vicenda, ci arricchiremo dei suoi pregi ed impareremo a gestire le sue criticità e i suoi difetti, tanto quanto le nostre, trasformandole in grandi potenzialità… insieme ci renderemo soggetti migliori.
Dunque accompagniamolo per boschi (in fondo è l’unico modo che ha per obbligarci a meditare!), rincorriamo gli uccelli al suo fianco, annusiamo con lui dove trova grande interesse e poi portiamolo al bar a fare colazione o a far jogging la sera perché qualsiasi esperienza, se condivisa con chi amiamo, ci regalerà il vero sapore della relazione.

NASAKITAPerchè la ricerca è divertimento, relazione, comunicazione, autostima.
20/03/2017

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Perchè la ricerca è divertimento, relazione, comunicazione, autostima.

07/10/2016

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