22/03/2017
“Spesso le persone si preoccupano dello spazio, senza sapere che una relazione rotola nello spazio ma si nutre di condivisioni di tempo” cit.
Si sente spesso: “Vorrei adottare un cane, ma vivo in un monolocale”, “Vorrei adottare un cane, ma non ho il giardino”.
La relazione con il cane, ma banalmente qualsiasi tipo di relazione, vive e si alimenta attraverso le condivisioni: condivisioni di spazio, condivisioni di esperienze insomma la condivisione della propria vita.
Troppo comunemente ci fermiamo a quanto spazio un cane debba avere all’interno della casa, ben consci che pur avendo la mega villa con ettari ed ettari di giardino il cane starà sempre sui nostri piedi o sotto il tavolo durante le cene, che un cane con il proprio angolo di giardino dove poter fare pazze corse solitarie sia un cane sereno e nella cui relazione si sente a proprio agio o che accompagnarlo più volte al giorno alla toilette o amarlo follemente ci renda splendidi compagni di vita.
In realtà è l’errore più grande che possiamo fare verso il cane e verso noi stessi.
Per creare, sviluppare, far sopravvivere una relazione bisogna imparare a condividere esperienze con il proprio cane, esperienze che vadano incontro a bisogni ed attitudini di entrambi, scendendo anche a compromessi qualora fossero necessari.
E’ proprio condividendo esperienze che quella relazione, nata piatta e banale, spiccherà il volo: impareremo a conoscerci a vicenda, ci arricchiremo dei suoi pregi ed impareremo a gestire le sue criticità e i suoi difetti, tanto quanto le nostre, trasformandole in grandi potenzialità… insieme ci renderemo soggetti migliori.
Dunque accompagniamolo per boschi (in fondo è l’unico modo che ha per obbligarci a meditare!), rincorriamo gli uccelli al suo fianco, annusiamo con lui dove trova grande interesse e poi portiamolo al bar a fare colazione o a far jogging la sera perché qualsiasi esperienza, se condivisa con chi amiamo, ci regalerà il vero sapore della relazione.