31/01/2026
“Non sentivo più le gambe, camminavo e pensavo che non riuscivo più ad andare avanti” dice a fatica, ancora impaurito, Riccardo, un bambino di 11 anni, arrivato a casa dopo aver dovuto percorrere 6 km a piedi a una temperatura di -3 gradi, a San Vito di Cadore, un paesino di montagna della provincia di Belluno.
Il piccolo Riccardo non ha potuto prendere il bus che avrebbe dovuto riportarlo a casa da scuola. Il conducente non gli ha permesso di salire a bordo del mezzo, dal momento che lui era in possesso di un carnet di biglietti non più validi, dopo il recente aumento stabilito per le prossime Olimpiadi: tutte le corse a 10 euro, di cui potremmo discutere a lungo, ma adesso è secondario.
Prioritario invece è capire come sia stato possibile che il conducente di un autobus che viene preso quotidianamente da tanti giovani e giovanissimi, un adulto, abbia impedito a un bambino in possesso di biglietto di salire – che sia chiaro, non uno dei tanti adulti che ogni giorno abusano dei mezzi pubblici senza biglietto e che vengono lasciati fare per paura di reazioni arroganti e violente – lasciandolo al gelo e costringendolo a una decisione molto pericolosa per lui: percorrere 6 km a piedi a temperature proibitive e arrivare a casa quasi in ipotermia.
Posto che il conducente dovrà pagarne le conseguenze, che quello NON è il lavoro che fa per lui, possibile che nessuno sull’autobus si sia accorto di quanto stava accadendo: un adulto che non fa salire un bimbo? Possibile che nessuno abbia detto: “Metto io la differenza”, oppure abbia suggerito al conducente soluzioni diverse, ad esempio una multa, se proprio necessaria, o di farlo pagare all’arrivo, ma di farlo salire, assolutamente, perché ne valeva della sua sicurezza, del suo accudimento; si trattava di un bambino di 11 anni!
Possibile che nessuno abbia visto Riccardo camminare per strada, da solo, a quelle temperature, con passo stanco, indebolito, infreddolito?
Possibile che nessuno, per 6 km, si sia fermato a chiedergli se avesse bisogno di aiuto?
Possibile che i bambini, che un tempo erano “figli di un’intera comunità”, oggi siano spariti dal buonsenso comune di sano controllo e aiuto reciproco, che ci fa sentire un po’ più al sicuro?
Quanti “possibile”… a pensare che abbiamo lasciato che un bambino rischiasse l’ipotermia per 8 euro.