Villa Miranda Lunamatrona

Villa Miranda Lunamatrona Villa Miranda è B&B, azienda agricola e Fattoria Didattica, Produciamo e Olio Extra vergine di oliva e spezie.

Villa Miranda è azienda agricola e turismo rurale situata nel territorio di Lunamatrona in Marmilla. Nel cuore della Sardegna
Ci occupiamo principalmente della produzione di prodotti di nicchia del mercato agroalimentare sardo. In origine Villa Miranda era un piccolo rifugio in azienda agricola dove poter soggiornare e organizzare assaggi dei prodotti appena raccolti nei campi. Con il tempo e con

la pazienza tutto è stato modernizzato e ampliato per poter accogliere i turisti e farli soggiornare in camere con vista in stile campagnolo e mangiare direttamente nel posto i prodotti del territorio. Da diversi anni siamo iscritti alle fattorie didattiche della Sardegna, collaboriamo con le scuole primarie del territorio, qui i bambini e i ragazzi possono avere un esperienza visiva, un contatto emozionale e toccare con mano le meraviglie della natura. Cosa caratterizza principalmente la vostra azienda agricola? La caratteristica peculiare della nostra azienda è da ricercarsi nel territorio in cui è situata, i nostri terreni sono privi di irrigazione e questo garantisce che sia rispettata l’antica tecnica dell’aridocoltura. L’aridocoltura è una tipologia di coltura particolare in quanto caratterizzata da assenza di irrigazione, un tempo veniva utilizzata in tutto l’asse mediterraneo, essa permette con i bassissimi apporti idrici delle piogge di mantenere una piccola parte di umidità del terreno, sfruttandolo in modo naturale. Questa tecnica ci permette di produrre prodotti dal sapore antico e di eccezionale raffinatezza. La nostra filosofia aziendale prevede non venga utilizzato nessun tipo di fertilizzante nel terreno.

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29/03/2026

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12 Animali Selvatici in Declino in Italia — Chi sta Scomparendo e Perché 🦔

Vivevano tutti nel giardino della nonna. Il riccio sotto la siepe. Le lucciole a giugno. Le rondini sotto il tetto. I rospi nella cantina. Chi ha più di quarant'anni li ricorda. I bambini di oggi non li hanno mai visti. Non sono migrati altrove — stanno scomparendo dove sono sempre stati. E le cause sono quasi sempre le stesse: veleni, cemento, luci e pulizia ossessiva.

1. RICCIO EUROPEO — declino 30-50% in 20 anni:
Il mammifero selvatico più amato d'Italia si sta dimezzando. I robot tagliaerba notturni lo mutilano (il riccio si arrotola invece di fuggire). I lumachicidi a base di metaldeide lo avvelenano attraverso le prede. Le recinzioni senza passaggi lo imprigionano in spazi troppo piccoli per sopravvivere. Le strade lo uccidono in migrazione primaverile. Soluzione: robot solo di giorno (10-16), zero lumachicidi chimici, foro di 13 cm nella recinzione.

2. RONDINE COMUNE — declino 40% in 30 anni:
I nidi di fango sotto le grondaie vengono rimossi durante le ristrutturazioni — è illegale ma succede ovunque. Le stalle moderne non hanno superfici adatte. Gli insetticidi nei campi decimano le prede. La rondine che torna dallo stesso nido ogni anno dopo 10.000 km trova il nido distrutto e non sa dove andare. Soluzione: non toccare i nidi, installare mensole nido, rinunciare ai pesticidi.

3. LUCCIOLA — declino 75% in 20 anni:
L'inquinamento luminoso impedisce l'accoppiamento — una luce a 30 metri basta per rendere invisibile il segnale. I lumachicidi uccidono le larve che vivono nel terreno per 2 anni cacciando lumache. I pesticidi contaminano il suolo dove le larve si sviluppano. Soluzione: spegnere le luci del giardino dopo le 23 da maggio a luglio, zero lumachicidi chimici, un angolo di prato alto non falciato.

4. ROSPO COMUNE — declino 60% in 30 anni:
Le strade interrompono la migrazione primaverile verso gli stagni di riproduzione — migliaia muoiono investiti ogni marzo. I lumachicidi lo avvelenano attraverso le prede. Le piscine senza rampa di uscita lo intrappolano e lo annegano. Gli stagni riproduttivi vengono interrati o inquinati. Soluzione: rampa di uscita nelle piscine, zero lumachicidi, una pozza d'acqua nel giardino.

5. PASSERO D'ITALIA — declino 60% in 30 anni:
L'uccello più comune delle piazze italiane sta sparendo senza che nessuno lo noti. Gli edifici moderni non hanno cavità per nidificare. I giardini sterili senza insetti affamano i pulcini. I pesticidi eliminano le prede. I gatti domestici liberi uccidono miliardi di uccelli ogni anno nel mondo — il passero è tra le vittime più frequenti. Soluzione: cassette nido con foro 32 mm, mangiatoie, giardini con fiori che producono semi.

6. PIPISTRELLO NANO — declino 40% in 20 anni:
Le ristrutturazioni sigillano ogni fessura sotto le tegole e dietro le persiane — l'habitat storico del pipistrello. I pesticidi eliminano le prede. L'illuminazione notturna disturba la caccia. Soluzione: bat box sulla parete sud a 4 m, luci spente dopo le 23.

7. RONDONE COMUNE — declino 40% in 20 anni:
Stesso problema del pipistrello — i tetti sigillati eliminano i siti di nidificazione. Il rondone non può nidificare altrove — ha bisogno di fessure in quota (5+ metri) vicino a edifici. Soluzione: cassette nido specifiche per rondoni sotto la grondaia, richiamo acustico per attrarre le colonie.

8. APE SOLITARIA (oltre 1.000 specie) — declino stimato 30-50%:
Le api che nessuno conosce e nessuno protegge. Nidificano nel terreno n**o (70% delle specie), nelle canne cave e nel legno morto. Il giardino moderno non ha nulla di tutto questo. I neonicotinoidi le disorientano anche a dosi sub-letali. La monocoltura elimina le fioriture continue di cui hanno bisogno. Soluzione: hotel per insetti, terreno n**o non pavimentato, fiori da febbraio a novembre.

9. CIVETTA — declino 50% in 30 anni:
Ha perso i siti di nidificazione (vecchi alberi con cavità, muri con buchi) e i posatoi di caccia (pali bassi, muretti, rami morti). I rodenticidi la avvelenano attraverso le prede. Le luci notturne disturbano la caccia. Soluzione: cassetta nido a tubo orizzontale, posatoi bassi nel raggio di 50 m, zero rodenticidi.

10. BARBAGIANNI — declino 50% in 30 anni:
Il rapace più silenzioso della campagna italiana muore di avvelenamento secondario. Il 70-90% dei barbagianni analizzati in Europa contiene residui di anticoagulanti nel fegato. I sottotetti sigillati eliminano i siti di nidificazione. Soluzione: cassetta nido nel fienile, zero rodenticidi anticoagulanti.

11. ORBETTINO — declino non quantificato ma visibile:
La lucertola senza zampe più innocua e utile del giardino — mangia lumache e vermi nel compost. Viene ucciso per errore perché scambiato per un serpente. Perde habitat quando le cataste di legna, i muri a secco e i cumuli di compost vengono eliminati. Soluzione: lasciare angoli "disordinati" nel giardino, non uccidere i "serpentelli" senza zampe.

12. RAMARRO — declino locale significativo:
Il più grande e spettacolare rettile dei giardini italiani sta perdendo habitat nelle zone agricole intensive. I pesticidi eliminano le prede. I gatti domestici lo predano. I prati falciati non offrono riparo. Soluzione: siepe mista con base erbosa non falciata, zero pesticidi, contenimento dei gatti.

IL FILO CHE LI COLLEGA TUTTI:

Ogni specie in declino sta scomparendo per le stesse 4 ragioni: veleno (lumachicidi, rodenticidi, pesticidi), cemento (ristrutturazioni, pavimentazione, edifici sigillati), luce (inquinamento luminoso notturno), pulizia (giardini troppo ordinati, senza foglie, senza legna, senza angoli selvatici).

La soluzione è una sola — e funziona per tutti e 12: meno veleno, meno cemento, meno luce, meno pulizia. Il giardino che salva la fauna è quello che il giardiniere perfezionista non sopporta — e che la natura ringrazia ogni notte. 🌙

17/08/2025

Gennaio 1998: in un piccolo ufficio di Cagliari nasce un'idea rivoluzionaria.

Renato Soru, imprenditore sardo, fonda Tiscali prendendo il nome dal Monte Tiscali, la montagna che custodisce un antico villaggio nuragico. Un legame simbolico tra le radici della Sardegna e l'innovazione tecnologica che stava per cambiare tutto.

In quegli anni internet in Italia era un lusso. Gli operatori chiedevano abbonamenti annuali costosi, tenendo il web lontano dalle famiglie comuni. Ma nel 1999 Tiscali lancia una mossa che sconvolge il mercato: Tiscali Free Net.

Niente più abbonamenti. Gli utenti pagano solo il tempo di connessione. È una rivoluzione che costringe giganti come Telecom Italia a ripensare completamente le loro strategie. In pochi mesi, milioni di italiani si collegano per la prima volta a internet.

La Sardegna, prima isolata digitalmente, diventa il cuore pulsante di questa trasformazione. Da un'isola con scarsa penetrazione internet nasce l'azienda che democratizza l'accesso al web per tutta la nazione.

Dal piccolo ufficio cagliaritano, Tiscali cresce rapidamente, acquisisce provider europei e nel 1999 debutta in borsa con un successo straordinario. Una storia che dimostra come le grandi rivoluzioni nascano spesso dai luoghi più inaspettati, portando il futuro nelle case di tutti gli italiani.

01/02/2025
06/12/2024
30/11/2023

La qualità dei filati è inferiore rispetto a quella di vent’anni fa perché vengono quasi sempre mescolati con la plastica, riporta l’Atlantic. Ecco perché

12/11/2023

CENSIMENTO DEGLI ALBERI MONUMENTALI ITALIANI...indovinate un po' qual è la Regione con il maggior numero?
E...dove si trova il più antico albero d'Italia???
EH GIÀ...LA SARDEGNA!
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L’albero più antico d’Italia ha oltre 4000 anni e si trova nel comune di Luras in provincia di Olbia Tempio. È il nonno di tutti gli olivi: si tratta infatti di una Olea europaea, la specie dalla quale derivano le cultivar da olio. In Sardegna lo chiamano il Patriarca o S’Ozzastru (cioè, l’Olivastro) e, secondo diversi esperti, è anche uno dei più antichi di tutta Europa.
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Per avere un’idea delle gigantesche dimensioni di questo albero, che dal 1991 è stato dichiarato Monumento naturale, basta dire che la circonferenza del tronco è di undici metri e mezzo, mentre il diametro della chioma ne misura 21 ed è alto 14. Scolpito da nodi, piccole e grandi cavità, il Patriarca ha davvero l’aspetto di un saggio anziano. Segnato dagli anni, ma con le radici ancora ben piantate in una terra in cui di alberi antichi ne sopravvivono ancora molti. Nella località di Santo Baltolu di Carana, sulle sponde del lago Liscia, altri millenari fanno compagnia a S’Ozzastru.
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A pochi metri di distanza, ad esempio, c’è un altro olivo di circa 2000 anni. Antichissimo per noi, un giovanotto per il Patriarca.
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È stato il ministero delle Politiche agricole e forestali (Mipaaf) a riconoscere il primato dell’olivo sardo. Lo stesso ministero sta portando avanti il censimento degli alberi monumentali d’Italia. Previsto dalla legge 10/2013, quella che ha istituito la Giornata nazionale degli alberi ogni 21 novembre, il censimento ha l’obiettivo di costruire una banca dati accessibile a tutti e navigabile su mappa. Gli alberi individuati sono tutelati dalla stessa legge del 2013 e, per quelli considerati beni paesaggistici, scatterà una doppia tutela.

23/05/2023
11/07/2022

Cambiamento climatico, una crisi che non può più essere ignorata

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Lunamatrona
09022

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