EtoBeba

EtoBeba PERCORSI EDUCATIVI • La relazione al centro
🎓 Etologa•Dott.ssa in biologia del comportamento
🐾Esperta in comunicazione Cane-Persona
🌹Lucca/Online

22/06/2026

Etologia, rispetto, dinamiche di branco,avventure appaganti! 🐾👣

Asilo itinerante diurno per cani di tutte le età e dimensioni


🌳Cosa aspetti?
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SOLO DA

16/06/2026

Perché siamo abituati a vedere i cani tirati al guinzaglio.
Perché siamo abituati a vederli tenuti stretti al nostro piede.
Perché siamo abituati a rispettare i nostri tempi pretendendo che il cane li emuli.
Perché siamo abituati a vedere il cane legato e non libero.
Perché siamo abituati a vedere il guinzaglio e non il cane.
Perché siamo abituati al cane che ha bisogno di fare solo la passeggiatina.
Perché siamo abituati a dire "comandi".
Siamo abituati a pensare che il cane obedisca o non obbedisca.
Perché siamo abituati a esigere che il cane risponda quando molto spesso noi non ascoltiamo.
Siamo abituati a sentire urli, parolacce, percosse..
Siamo abituati a pensare che il rispetto si debba esigere.
Perché siamo abituati all'amore incondizionato dei cani.

Un po' di provocazioni, per riflettere in modo più approfondito.
A cosa altro siamo abituati e non dovremmo esserlo?
Scrivilo nei commenti 💭

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13/06/2026

Il Conflitto: Non un Errore, ma un’Evoluzione 🧠🐕

Spesso interpretiamo il conflitto come una rottura, un fallimento comunicativo o una mancanza.

In realtà, se osservato attraverso la lente dell’etologia relazionale, il conflitto rappresenta una straordinaria opportunità di plasticità.

Farsi aiutare per imparare a stare nel conflitto, è sicuramente un punto cruciale.

Non è uno scontro di volontà, ma un momento di messa in discussione che ci concede il lusso di ricalibrare il tiro.
È lo spazio in cui smettiamo di proiettare aspettative e iniziamo ad accogliere l’altro — il Canis lupus familiaris — per l’essere vivente che ha di fronte a sé, con le proprie motivazioni di specie e individuali.

Perché abitare il conflitto?
Libertà di movimento: Ci permette di uscire dagli automatismi e di riorganizzare l'assetto relazionale in modo dinamico.

Autenticità: È il momento in cui ci mostriamo al cane per ciò che siamo, rendendo espliciti i nostri limiti. Senza maschere, senza la pretesa di una perfezione statica.

Riscrittura dei confini: All'interno della tensione, possiamo ricostruire nuovi parametri di convivenza basati sul consenso e sulla comprensione reciproca, non sulla coercizione.

Il conflitto diventa così uno spazio di crescita personale e relazionale. È l'atto di negoziazione più alto in una relazione d’amore consapevole: definire chi siamo noi e chi è l'altro, per poi scegliere, ogni giorno, di muoverci insieme in un equilibrio rinnovato.

E tu, come vivi i momenti di tensione con il tuo compagno a quattro zampe?
Li vedi come un ostacolo o come un portale verso una comprensione più profonda? 👇

13/06/2026

È normalizzata la violenza. Ovunque.

Cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti 💭

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30/05/2026

La collaborazione potrebbe essere la carta vincente.

Creare un'equipe intorno al sistema famiglia interspecifico che garantisca la comprensione di tutti i canali comunicativi: una catena di montaggio dove ognuno si occupa del proprio alambicco.
Così come in un branco sinergico e collaboratore ognuno qua ha il suo ruolo: il veterinario si occupa dell'aspetto della salute clinica, l'etologa/educatrice si occupa dell'aspetto comportamentale legato al contributo di aiuto di costruzione relazionale, se c'è bisogno viene consultato anche il medico esperto in comportamento, la toelettatrice che si occuperà della pulizia e del pelo, la nutrizionista per garantire una dieta su misura all'individuo... Insomma, c'è un lavoro per tutti e ogni lavoro ha un personale di riferimento.

Se riuscissimo veramente a lavorare in collaborazione diventeremo tipo un super-organismo, come nelle api, l'intelligenza collettiva per garantire il benessere del sistema familiare intere specifico, figata.

mi correggerebbe il tedesco, ho sbagliato 😂

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29/05/2026

INTELLIGENZA, siamo sicuri?

In 3 minuti è difficile cercare di fare un ragionamento ampio.
Sicuramente, la mia intelligenza riassuntiva è carente 😂

Scrivi nei commenti cosa ne pensi 💭

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22/05/2026

"Il mio cane mangia tutto, costantemente, ha sempre fame, pare insaziabile."


Low resting metabolic rate and increased hunger due to β-MSH and β-endorphin deletion in a canine model

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38446876/

18/05/2026

Video repertorio dicembre 2025: polemico, provocatorio, divergente.

Ho deciso di postarlo lo stesso. Tanto è corto.

Dovremmo smettere di parlare solo di ambiente e iniziare a capire che spesso antropizziamo il comportamento del cane. Proprio come costruiamo palazzi in un bosco, occupiamo il suo modo di comunicare con le nostre sovrastrutture umane. Ci scordiamo che, per quanto in ascolto l'uno dell'altro, apparteniamo a specie diverse: la nostra è una vicinanza, non una sovrapposizione.

Usare "antropizzare" invece di "antropomorfizzare" cambia completamente il peso dell'azione: antropomorfizzare significa "dare una forma umana" (spesso è un errore ingenuo o affettuoso).

Antropizzare significa "occupare un territorio", cementificare, trasformare la natura in funzione dell'uomo.

"C'è qualcosa che facciamo costantemente e di cui non ci accorgiamo: antropizziamo il comportamento del cane.

Uso questo termine, tipico dall'urbanistica e dall'ecologia, perché spesso trattiamo la mente del cane come un territorio selvaggio da cementificare con le nostre regole. Ci scordiamo che, per quanto la nostra comunicazione sia **finamente analoga**, essa appartiene a due specie diverse.

Siamo due mondi che restano in accoglienza e in ascolto, è vero, ma che non dovrebbero mai sovrapporsi. Perché quando antropizziamo il suo modo di esprimersi, smettiamo di vedere il cane e iniziamo a vedere solo il nostro riflesso.

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13/05/2026

E PHAA! 💥 Una bella fregatura..

Ti sei mai chiesto perché il tuo cane sembra "ricordare" più a lungo una br**ta esperienza rispetto a dieci belle? Non è colpa sua, è il Negativity Bias in azione!

La scienza ci dice che l'encefalo dei mammiferi (e i cani lo sono a tutti gli effetti!) è cablato per dare precedenza alle informazioni negative, un antico retaggio per la sopravvivenza.

🧠 Il Peso del "Negativo": Il Negativity Bias nell'Encefalo dei Mammiferi
Perché un’esperienza spiacevole sembra "pesare" più di mille carezze? La risposta risiede nel Negativity Bias (pregiudizio di negatività), un fenomeno psicobiologico che vede il sistema nervoso reagire con maggiore intensità a stimoli avversi rispetto a quelli neutri o positivi.

🔬 La Scienza dietro il Bias Nell’encefalo dei mammiferi, l’amigdala (il centro di elaborazione delle emozioni) dedica circa i due terzi dei suoi neuroni alla scansione di minacce. Una volta rilevato uno stimolo negativo, questo viene trasferito nell'archivio della memoria a lungo termine in modo quasi istantaneo. Al contrario, un'esperienza positiva necessita spesso di essere "trattenuta" attivamente per diversi secondi prima di essere consolidata.

🐕 Perché riguarda anche il cane?
In quanto mammiferi, i cani condividono con noi le medesime strutture sottocorticali del sistema limbico. Il loro encefalo è evolutivamente programmato per dare priorità alle informazioni che garantiscono la sopravvivenza. Per un predatore sociale, memorizzare dove si trova il pericolo (un rumore spaventoso, un'aggressione, un dolore fisico) è biologicamente più "economico" che ricordare dove ha trovato un premio, perché l'errore nel primo caso può essere fatale.

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Cara kora, libera selvaggia sei parte di me, eppure sei tutta te stessala mia parte animale più viva unica il grande amo...
30/04/2026

Cara kora,
libera selvaggia
sei parte di me, eppure sei tutta te stessa
la mia parte animale più viva
unica
il grande amore
la vita
mia missione su questa terra:
tu
sola
insieme a me.
Ti amo infinitamente
ti amo come si amano i fiori in primavera
ti amo come si ama il vento d'estate.
Sei per me l'essenza e la trasparenza di una vita che trova una strada, trova una direzione.
Tu, sola, sai il legame viscerale che ci unisce
e che ci unirà per sempre.
Mia vita.
Mio amore.
Mia pupa, p**a, pinola, nera.

Tua,
Sempre,
Rebecca.

Mi sono sentita di fare questo post in primis per me, un atto catartico di condivisione, di rilascio, di punto e virgola e costruzione. Per ringraziare, oltre ai miei più cari amori, tutti quegli sconosciuti e sconosciute che hanno avuto per me centinaia di messaggi di affetto e attenzione.

Mi avete fatto vedere quanto si può dare, quanto si può rimanere impressi, quanto si può avere il Koraggio di dire "non capisco la tragedia e il dolore, ma ti penso ogni giorno". Fantastico.

L'EFFETTO KORA: è l'effetto Kora! Grazie, grazie, grazie.

Allora piano piano riparto con una vita non più mia perché senza di lei, ma che in qualche modo dovrò fare mia con lei in forma-energia diversa.
Cammino un po' cionca e spezzata, un vuoto cosmico nel petto e i miei occhi vispi, che avranno per sempre una nota di tristezza, così come ogni futuro momento di felicità.

Sto mettendo per scritto tanti pensi in un libricino che non ha nessuna pretesa di essere un libro, quanto più "il diario di un dolore" come già scrisse il grande Lewis.

Ho ripreso a studiare con un master di alta formazione per diventare nutrizionista del cane: lo studio mi ricentra e mi riconosce. Studiare, in qualche modo, mi fa sentire di appartenermi ancora.

Il vero amore non è distruttivo.
Il vero amore è creativo, è generativo, è immenso, siderale.
È iniziata per me l'epoca dell'effetto Kora, l'epoca della luce delle stelle morte, delle libertà e l'accettazione del rischio di morire per essere liberi.
Allora il tempo non è realmente misurabile se non in densità; non in anni ma in intensità, in profondità relazionale.

Lasciate i cani liberi di essere cani.

Indirizzo

Lucca
55100

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