05/04/2026
Chiunque lo abbia conosciuto, ha visto con i propri occhi che Ego, datogli l'accesso a qualsiasi oggetto, lo distrugge istantaneamente. Qualsiasi oggetto, anche un manubrio come quello nel video.
Avendo molto ben lavorato sulla gestione delle risorse, non ruba nulla, per ca**tà... Ma se i colleghi, in campo, lasciano a terra e a disposizione giochi, salamotti, trecce, coni, gomme... tutto viene sbranato.
Certo, se chiedo di non toccare, lui non lo fa. Ma quanto gli costa...
Peccato che per approcciare alcune discipline avrei bisogno che gli oggetti restassero integri e, magari, li usassimo in collaborazione.
Nel corso degli anni abbiamo trovato tanti compromessi e alcuni oggetti, in contesto dinamico-ludico-sportivo, sono diventati, per Ego stesso, indistruttibili (purché non lasciati alla sua mercé a fine attività, ovviamente...).
Lo stesso accade in ricerca: sì, magari un paio di "obliterate", poi me li rende (tutti massacrati ma) ancora utilizzabili.
Essendomi incaponita, a 'sto giro, col Do As I Do, eccoci di nuovo al lavoro per costruire una rappresentazione diversa del primo oggetto da me scelto: il manubrio.
Ma come lo convinco a non aprirlo dopo che in campo, in zero virgola secondi, ha fatto fuori quello della collega che ci segue nel percorso?
Clicker?
Ed ecco Ego al lavoro.
Ed ecco Ego che mi stupisce ancora una volta.
Ed ecco flessibilità e collaboratività.
Ed ecco Relazione. ✨
PS: Se qualcuno se lo stesse chiedendo... come appago il suo bisogno di distruggere? Semplice! Con la scatola cognitiva. 📦🧠
Nel video... No, non lecca, schifato, il manubrio. Lanciandolo continuamente fuori dall'iquadratura, l'ho ripetutamente toccato con le mani piene di wurstel. Sa di wurstel. Tutto qui
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