Il Giardino di Lilo

Il Giardino di Lilo Addestratrice Cinofila ENCI,
Istruttice Clicker OPES. Il giardino di Lilo si trova in via dell' edera a Leverano (LE) 3479956181

Ti aiuto a capire come gestire meglio il tuo cucciolo e cane adulto, rispettando i suoi bisogni e leggendo il suo linguaggio.

Quando ho avuto bisogno di una mano, ho trovato la tua zampa!A te, Lilo, dedico tutto ciò che sono e sarò. Quasi 13 anni...
23/11/2025

Quando ho avuto bisogno di una mano, ho trovato la tua zampa!
A te, Lilo, dedico tutto ciò che sono e sarò. Quasi 13 anni insieme e continui a stupirmi ogni giorno. Sei la parte migliore di me.
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Perché i cani vivono meno dell’uomo?Sono un veterinario e un giorno fui chiamata a visitare un cane di 10 anni di nome B...
10/08/2025

Perché i cani vivono meno dell’uomo?

Sono un veterinario e un giorno fui chiamata a visitare un cane di 10 anni di nome Belker.
I proprietari del cane, Ron, sua moglie Lisa e il loro figlio Shane, erano tutti molto attaccati a Belker e speravano in un miracolo.
Ho visitato Belker e ho capito che stava morendo.
Ho detto alla sua famiglia che non avremmo potuto fare nulla per Belker, e mi offrii di eseguire l'eutanasia a casa.
Ron e Lisa hanno dissero che sarebbe stata una buona idea nonostante i 6 anni del bambino, pensando che avrebbe potuto imparare qualcosa da questa triste esperienza.
Il giorno dopo, ho sentito la familiare sensazione di un nodo in gola per come Belker era circondata dalla sua famiglia.
Shane sembrava così calmo mentre accarezzava il cane per l'ultima volta e mi chiedevo se avesse capito cosa stava succedendo.
In pochi minuti Belker pacificamente si addormentò per non risvegliarsi più.
Il bambino sembrava accettare il trapasso di Belker senza alcuna difficoltà o confusione.
Ci siamo seduti per un attimo chiedendoci con tristezza perché la vita degli animali è più breve di quella degli esseri umani.
Shane, che aveva ascoltato attentamente, disse:"Io so il perché!"
Sorpresi, ci siamo voltati verso di lui e quello che disse dopo mi stupì, non avevo mai sentito una spiegazione più confortante di questa.......
Disse: "la gente viene al mondo per imparare a vivere una buona vita, come amare gli altri e come essere una brava persona, giusto?
Beh, i cani sanno già come fare, non devono rimanere per tanto tempo come noi!"
Se un cane fosse il tuo insegnante insegnerebbe cose come:

Quando i tuoi cari arrivano a casa corrigli incontro per salutarli.
- Non perdere l'occasione di fare una passeggiata.
- Lascia che l’aria fresca e il vento in faccia siano momenti di pura estasi.
- Fai dei sonnellini.
- Stiracchiati prima di alzarti.
- Corri, salta e gioca tutti i giorni.
- Migliora la tua attenzione e lascia che la gente ti avvicini.
- Evita di mordere quando un ringhio è sufficiente.
- Nei giorni caldi sdraiati di schiena sull’erba.
- Quando fa molto caldo, bevi molta acqua e riposati sotto l’ombra di un albero.
- Quando sei felice, balla e muovi tutto il corpo.
- Trai gioia da una semplice e lunga passeggiata.
- Sii leale.
- Non fingere di essere qualcosa che non sei.
- Se quello che vuoi è sepolto, scava finché non lo trovi.
- Quando qualcuno ha un brutto giorno, siediti in silenzio vicino a lui e delicatamente fagli sentire che ci sei.

E come direbbe Snoopy:"Affronta qualunque cosa stressante come un cane. Se non puoi mangiarla o giocarci, semplicemente facci sopra la p**ì e passa oltre."

(Cit.)

ll cane tenuto fuori in giardino non sta bene. Sopravvive. E lo fa male.Non si tratta di un’opinione, ma di una valutazi...
08/08/2025

ll cane tenuto fuori in giardino non sta bene. Sopravvive. E lo fa male.
Non si tratta di un’opinione, ma di una valutazione comportamentale, clinica ed etologica fondata. Negli ultimi anni, il dato è diventato sempre più chiaro: escludere il cane dal contesto domestico, impedirgli l’accesso alla casa e relegarlo in uno spazio esterno, indipendentemente dalla metratura o dalla qualità dello stesso, genera un danno. Sempre.

Il cane non è un animale solitario, e non è stato selezionato per vivere come presenza marginale attorno alla famiglia umana. È un animale sociale, affiliativo e cooperativo. La sua evoluzione è profondamente intrecciata con la nostra. Vive per appartenenza, per relazione, per comunicazione. Escluderlo dalla casa significa togliergli proprio quella dimensione per cui esiste: stare con l’uomo.

Tenere un cane in giardino, senza accesso regolare e condiviso alla casa, significa ridurlo a un sopravvissuto emotivo. Non ha riferimenti interni, non ha stabilità, non ha guida. Si muove tra stimoli esterni che non può decodificare, senza nessuno che gli spieghi cosa osservare e cosa ignorare. Vive come presenza periferica, come guardiano frustrato, come osservatore attivo ma escluso. E questo modello, che ancora molti ritengono accettabile, non ha alcun fondamento né educativo né relazionale.

Il più grande alibi culturale è questo: “sta fuori perché fa la guardia”. È una giustificazione fragile, ripetuta per abitudine più che per ragionamento. Un cane che vive sempre fuori non protegge nulla: reagisce, si agita, abbaia, spesso a vuoto. Non distingue un pericolo reale da un rumore insignificante. Non ha filtri, non ha discernimento. Quello che chiamiamo “fare la guardia” è quasi sempre una condizione di iperattività reattiva, di ipervigilanza cronica, che consuma il cane emotivamente. Un cane che si sente costantemente in allerta non è un cane funzionale: è un cane in ansia.

E i danni sono visibili. La letteratura comportamentale è piena di evidenze in tal senso. I cani tenuti costantemente fuori, senza vita relazionale condivisa, sviluppano con grande frequenza stereotipie motorie, come il girare in tondo o lo scavare compulsivo. Perdono la capacità di rilassarsi. Dormono male. Reagiscono con impeto a qualunque stimolo. Non imparano. Non ascoltano. Non si affidano. Alcuni diventano apatici. Altri diventano aggressivi. Tutti, però, si disconnettono. Perché vengono tenuti ai margini, trattati come cani “da fuori”, come elementi separati.

Poi c’è l’altro luogo comune: “almeno ha spazio, ha il giardino, può correre”. Come se lo spazio fosse un sostituto della relazione. Ma lo spazio non è relazione. Non è comunicazione. Non è appartenenza. Un cane può avere duecento metri quadri e sentirsi comunque solo, deprivato, insicuro. Se quello spazio non è condiviso con la sua figura di riferimento, se non c’è coinvolgimento quotidiano, se il cane non entra mai nella casa e nella routine della famiglia, allora il giardino non è un luogo di libertà. È una prigione silenziosa. È un’area esterna dove il cane si auto-regola, si iperstimola, e lentamente si disconnette.

E così, giorno dopo giorno, quel cane che doveva fare “la guardia” si trasforma. Diventa, nel senso più tragico e concreto del termine, un nano da giardino vivente. Una figura presente, che abbaia e si muove, ma che non fa parte di nulla. Non vive con. Sta fuori. Attorno. Invisibile. Inascoltato. Mai dentro.

Il problema, a questo punto, non è più solo gestionale. È culturale. È nel modo in cui concepiamo ancora oggi la presenza del cane nella nostra vita. Finché continueremo a credere che “tenerlo fuori” sia normale, continueremo a produrre animali disfunzionali e famiglie frustrate. Il cane lasciato fuori non è un errore episodico. È un sintomo. Di una cultura arretrata, sbagliata, che fatica ad evolvere.

Non basta dargli da mangiare.
Non basta portarlo dal veterinario.
Non basta dire “gli voglio bene”.

Un cane ha bisogno di essere parte del gruppo. Di stare dentro. Di vivere con. Di essere incluso nella routine, nei ritmi, nelle giornate, nelle pause e nei silenzi.
Ha bisogno di una figura di riferimento, di guida, di relazione continua.
Ha bisogno di appartenere.

Finché non comprenderemo davvero questo passaggio, continueremo a sbagliare tutto il resto.

L. Caputo

29/03/2024
In questo articolo è esposto molto di quello che ripeto ogni giorno sulle interazioni dei cani al guinzaglio, una lettur...
06/03/2024

In questo articolo è esposto molto di quello che ripeto ogni giorno sulle interazioni dei cani al guinzaglio, una lettura che consiglio per rimarcare ulteriormente concetti importanti.

Durante gli incontri con i loro simili, i cani hanno bisogno di spazio, tempi e libertà di movimento

❌❌❌ IO DICO NO AI BOTTI E AI FUOCHI D'ARTIFICIO!!! ❌❌❌Alcuni rapidi consigli per aiutare i nostri cani e i nostri gatti ...
30/12/2023

❌❌❌ IO DICO NO AI BOTTI E AI FUOCHI D'ARTIFICIO!!! ❌❌❌
Alcuni rapidi consigli per aiutare i nostri cani e i nostri gatti la sera di Capodanno:

☑️ Non lasciare i propri animali soli in casa! Essere responsabili e avere a cuore la loro salute passa anche attraverso alcuni piccoli sacrifici.
☑️ Non lasciare gli animali in giardino! Se è proprio indispensabile, rendere sicure le recinzioni o i cancelli affinchè il cane o il gatto non riescano a scappare (ricordiamoci che in preda alla paura siamo capaci di trovare forze e risorse che normalmente non abbiamo pur di provare a salvarci la pelle!)
☑️ Fare una lunga passeggiata prima di cena, aiuterà il cane a sfogarsi, rilassarsi e ad espletare i suoi bisogni così nel momento di grande paura avrà un pensiero in meno da controllare.
☑️ Utilizzare diffusori elettrici di feromoni appaganti specifici per cani o gatti, a partire da un paio di giorni prima e continuando per qualche giorno dopo il Capodanno come ad esempio l’adaptil chew, completamente naturale, che si dà al bisogno, aiuta a non far peggiorare la paura.
NO NO e poi NO al KILLITAM: è un farmaco che purtroppo, ancora oggi, molti veterinari prescrivono, in questi casi. Blocca la muscolatura, il cane sembra tranquillo ma non agisce sull’ansia e sulla paura, il cane sembra rilassato perché non si muove, ma di testa è lucidissimo e spaventatissimo, una combo terribile!!!!!!!!! 🤨
☑️ Prestare maggiore attenzione agli animali cardiopatici e a quelli epilettici.
☑️ Chiudere porte, finestre e serrande (anche i bagliori forti dei fuochi possono creare ansia e paura).
☑️ Tenere accese TV o radio a volume normale (non più alto!) per coprire i boati e per distrarre l’attenzione da essi.
☑️ Lasciare a disposizione del gatto dei piccoli e semplici nascondigli come ad esempio delle scatole vuote di cartone.
☑️ Portare il cane o il gatto nel luogo più riparato della casa, luogo che però l’animale deve già conoscere e frequentare affinchè non si senta spaesato.
☑️utile può essere un kennel in casa: da tenere aperto, magari con una coperta sopra per attutire i rumori, in modo che il cane possa avere un rifugio sicuro, dove rintanarsi in caso di terrore.
☑️tenere del cibo extra buono sempre a portata: se non siamo a livello di fobia, in cui il cane non mangia assolutamente niente, se il cane nonostante tutto volesse mangiare un pezzo di carne, prosciutto o formaggio, potrebbe essere d’aiuto a non peggiorare la situazione. Ricordiamo e sottolineiamo che il cibo non rinforza la paura!!!!!!
☑️ Rimanere calmi, sereni ed accogliere la ricerca di attenzioni e di coccole che il nostro animale ci farà. Non ignorarlo! Lui ha bisogno di essere rassicurato da noi. Se invece si isola, rispettiamo questa scelta e osserviamolo da lontano con fare rassicurante: anche in questo caso saperci lì calmi e tranquilli lo rassicura, quando avrà piacere si avvicinerà senza essere tirato o costretto da noi
☑️ Se ci sono dei bambini in casa, fare in modo che l’animale possa trovare un riparo silenzioso altrove e spiegare ai “cuccioli di uomo” che gli animali vanno rispettati sempre!
☑️ Se non si è già provveduto, far applicare il microchip al proprio cane o gatto e mettere loro al collo una medaglietta con i recapiti più immediati.

pps: non dimentichiamoci degli animali non convenzionali come conigli, cavie o pappagalli, etc..anche loro soffrono terribilmente questi eventi ed occorrono consigli specifici da parte di Medici Veterinari esperti o specializzati in Animali Non Convenzionali!

L' IMPORTANZA DI SCEGLIERE IL CANE GIUSTO.Pensiero di uno dei miei docenti cinofili che condivido in pieno e che non pot...
30/12/2023

L' IMPORTANZA DI SCEGLIERE IL CANE GIUSTO.
Pensiero di uno dei miei docenti cinofili che condivido in pieno e che non potrei esprimere meglio di così.

AAA Aspettative.
Prendo spunto da questo meme di Dogsportal.it per parlare di “aspettative”.
Nel mio quotidiano lavoro di educatore, ho spesso riscontrato che i cani problematici, molto spesso diventano tali, per errate aspettative da parte dei proprietari.
Prendiamo appunto un lupo cecoslovacco che viene adottato da una famiglia, che abita in un condominio in città.
Un cane potenzialmente diffidente, che ha bisigno di muoversi tantissimo, che ha bisogno di esplorare in libertà, ma che spesso è costretto ad una vita al guinzaglio, perché diciamo che il richiamo, non è il suo punto forte.
Ne seguo diversi di lupi cecoslovacchi, tutti quelli che abitano in un contesto urbano, inevitabilmente hanno dei problemi.
Ma il problema è il cane?
O forse la scelta non consona dei proprietari e le conseguenti aspettative sbagliate?
Quelle stesse aspettative che ci fanno prendere un Pitbull, crescerlo in area cani e poi stupirsi quando aggredirà i cani dello stesso sesso.
Oppure prendersi un maremmano e volere un richiamo perfetto al parco.
Prendere un rottweiler e lamentarsi perché non fa entrare tutti in casa.
Acquistare un Border collie e stupirsi che non bastano tre uscite da un quarto d’ora…
Non dipende sempre da come li cresci, molto dipende dalla genetica. Un aspetto molto, molto, molto sottovalutato. Se la genetica non avesse importanza, non esisterebbero neanche le razze.
Il cane non andrebbe scelto in base alla moda, all’aspetto fisico, ad un impulso del momento, ma dev’essere una scelta ponderata, attenta.
Dove vivo?
Cosa voglio fare?
Che stile di vita ho?
Quanto tempo ho da dedicare?
Sentire l’opinione di un bravo educatore non sarebbe una cattiva idea, non vi dirà “ideale per la famiglia”, “adora i bambini”, “stringe un legame privilegiato col proprietario”, “vi renderà felici e non potrete farne più a meno”.
Magari vi dirà cose che non volete sentirvi dire, vi dirà che quel cane non è facile da gestire, che ha bisogno di molto tempo da dedicargli, ma meglio essere onesti che mentire ed avere una vita d’inferno, piena di problemi.

ETTORE e TERESA, cuccioloni di Weimaraner, finalmente si incontrano e socializzano al Giardino di Lilo sprigionando la l...
16/12/2023

ETTORE e TERESA, cuccioloni di Weimaraner, finalmente si incontrano e socializzano al Giardino di Lilo sprigionando la loro vitalità e comunicando senza condizionamenti e limiti di guinzaglio.
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Il Giardino di Lilo, via dell' edera Leverano (LE)
Educazione cinofila, socializzazione cuccioli, interazioni guidate.





Indirizzo

Via Delle Edere
Leverano
73045

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 20:00
Domenica 08:00 - 20:00

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