27/05/2026
Nel 1917 un giovane soldato americano trovò un piccolo cane randagio durante l'addestramento all'Università di Yale. Aveva le orecchie dritte, la coda corta e nessun proprietario. Lo chiamò Stubby.
Quel soldato era Robert Conroy, appartenente al 102° Reggimento di Fanteria. Quando arrivò il momento di partire per la Francia, decise di non lasciarlo indietro. Lo nascose sotto il cappotto e riuscì a portarlo a bordo della nave diretta in Europa.
Nessuno poteva immaginare che quel meticcio sarebbe diventato uno dei cani più celebri della Prima guerra mondiale.
Una volta arrivato al fronte occidentale, Stubby rimase accanto ai soldati per circa diciotto mesi. Partecipò alle operazioni della sua unità e imparò rapidamente a riconoscere i suoni della guerra. Col tempo riusciva persino a distinguere il sibilo dei proiettili d'artiglieria e cercava riparo prima delle esplosioni.
Poi arrivarono gli attacchi con il gas.
Dopo essere stato colpito dal gas mostarda e aver superato le conseguenze dell'esposizione, sviluppò una sensibilità particolare agli odori presenti sul campo di battaglia. Quando percepiva sostanze sospette nell'aria, diventava agitato e attirava l'attenzione dei soldati, contribuendo ad avvertirli del possibile pericolo.
Secondo i racconti dell'epoca, Stubby ebbe anche un ruolo nella cattura di un infiltrato tedesco. Il cane individuò l'uomo e lo bloccò abbastanza a lungo da consentire ai militari americani di intervenire.
Nemmeno lui uscì illeso dalla guerra. Fu ferito dalle schegge e dagli effetti dei gas, ma riuscì a riprendersi e tornò con la sua unità.
Non svolgeva soltanto compiti sul campo.
Negli ospedali militari visitava i soldati feriti, ricevendo attenzioni e carezze da uomini che spesso stavano affrontando lunghi periodi di convalescenza lontano da casa. La sua presenza contribuiva a portare un momento di normalità in un contesto segnato dalla guerra.
Con il passare del tempo divenne una vera mascotte del reggimento. I commilitoni gli attribuirono simbolicamente il grado di sergente, un riconoscimento che lo rese ancora più popolare tra le truppe.
Quando il conflitto terminò e tornò negli Stati Uniti, Stubby venne accolto come un eroe. Partecipò a cerimonie pubbliche e incontrò tre presidenti americani: Woodrow Wilson, Warren G. Harding e Calvin Coolidge.
Morì nel 1926.
La sua storia, però, non venne dimenticata. Oggi i suoi resti conservati sono custoditi presso lo Smithsonian Institution, dove continuano a ricordare il percorso straordinario di un cane che non era stato addestrato per combattere e che non apparteneva a nessun esercito quando tutto ebbe inizio.
Era soltanto un randagio trovato per caso durante un addestramento militare. Eppure finì per attraversare una guerra accanto ai soldati che aveva scelto di seguire.