24/03/2026
🔥🔥Non tutte le chirurgie sono davvero “oncologiche”.🔥🔥
Un luogo comune molto dannoso è pensare che rimuovere un tumore in un cane o in un gatto significhi semplicemente asportarne la parte visibile, restando il più possibile aderenti ai suoi margini.
A volte questo modo di fare ci viene riportato dai proprietari come una forma di “precisione” o di “bravura” del veterinario.
Frasi come “abbiamo fatto il possibile” oppure “più di così non si poteva togliere” spesso nascono da un equivoco: confondere la semplice rimozione con una vera chirurgia oncologica.
Se non lo vedo più, allora il problema è stato risolto. Ma non è così!
Il caso di Numa può aiutare a fare chiarezza.
Numa è stato riferito presso di noi per una massa sottocutanea del fianco sinistro di circa 12 x 7 cm, risultata compatibile con sarcoma.
Il percorso non inizia entrando in sala operatoria il giorno stesso o quello successivo, ma con una pianificazione accurata, supervisionata dall’oncologo medico e condivisa con un team multidisciplinare (internista, anestesista, diagnosta, chirurgo).
Vengono informati i proprietari e i colleghi referenti, spiegando in modo trasparente le opzioni e i possibili scenari.
L’intervento di Numa ha richiesto una chirurgia complessa, ma pianificata nei dettagli: apertura del torace, asportazione di tre coste, gestione del diaframma, resezione della parete addominale, ricostruzione con rete protesica, utilizzo di flap muscolari e lembi cutanei per ottenere una chiusura adeguata.
Una procedura di oltre quattro ore, con drenaggi e ricovero post-operatorio.
Questo è ciò che ci si deve aspettare e chiedere al proprio veterinario se deve affrontare una chirurgia oncologica: pianificazione, radicalità, capacità ricostruttiva e gestione post-operatoria.
Perché togliere “ solo quello che si vede” non significa curare davvero.