12/09/2025
POST 10 DI 10 – L'ILLECITO DI RECIDIVITÀ: LA ASL RITORNA E CONTESTA LA SOMMINISTRAZIONE NONOSTANTE IL BLOCCO DELLA CUCINA
🍝 PREMESSA - Il giorno stesso della chiusura della cucina, abbiamo chiesto agli ispettori senza giri di parole: “Come possiamo garantire il servizio alle comunioni prenotate nelle prossime domeniche senza violare le regole? Possiamo appoggiarci a un catering esterno?” La risposta da parte del Dott. Bavetta, alla presenza dell'ispettore Panza, fu netta: “Sì.” Convinti di agire correttamente, ci siamo quindi rivolti a nostri amici ristoratori, che si sono resi subito solidali e disponibili a fornirci cibo pronto da asporto.
❌ LA CONTESTAZIONE - Il 24 maggio, giorno delle comunioni, proprio l'ispettore Panza è tornato. Non per constatare che la nostra cucina fosse effettivamente ferma, ma per contestare un cavillo: la mancata notifica formale alla ASL dell'attività di catering, procedura mai menzionata quando ponemmo la domanda agli stessi ispettori. Un’omissione a questo punto voluta: ci hanno detto cosa potevamo fare, ma non come. E sono tornati pronti a colpirci proprio lì, come se la trappola fosse stata già predisposta, puniti per “recidività”, come se avessimo sfidato la chiusura cucinando di nascosto. Ma non si sono limitati a punire solo noi: hanno colpito anche chi ci ha teso la mano, trattandolo come un complice. I nostri amici ristoratori, lo stesso giorno, hanno ricevuto un’ispezione completa al loro locale. Un messaggio inequivocabile: “Non solo puniamo voi, ma puniamo anche chi vi aiuta.”
💸 LE SANZIONI - € 9.000 (ridotta a 2.100 € se pagata entro 5 giorni dalla notifica, rinunciando a contestarla) per presunta recidività.
✔️ LA REALTÀ DEI FATTI - Non abbiamo improvvisato, ma abbiamo chiesto e ottenuto un “sì” dalla stessa ASL. Ci siamo mossi in piena onestà e trasparenza, nessuna nuova prenotazione: solo la volontà di rispettare gli impegni presi mesi prima con le famiglie delle comunioni (che a pochi giorni dall'evento si sarebbero trovati in difficoltà a cercare una alternativa). Il cibo era confezionato da un soggetto esterno. Non abbiamo somministrato nulla direttamente: le famiglie si servivano da sole in modalità self-service.
💭 LA RIFLESSIONE - L’ASL dovrebbe essere un ente di controllo e prevenzione, non un apparato che colpisce per cavilli, omissioni e formalismi mai chiariti. Non chiediamo consulenze, ma direttive chiare. Perché chi lavora possa sapere come muoversi onestamente, senza il timore costante di cadere in tranelli.
❓ LA DOMANDA - È giusto colpire con tanta durezza chi, in buona fede, ha seguito le indicazioni ricevute, ma è inciampato in formalità mai spiegate? Ed è giusto punire come “complice” chi ci offre un aiuto leale e trasparente? Siamo forse di fronte a un accanimento che va oltre la semplice tutela della salute pubblica...
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