Fattoria Didattica "Il Ciliegio" - San Desiderio Genova

Fattoria Didattica "Il Ciliegio" - San Desiderio Genova Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Fattoria Didattica "Il Ciliegio" - San Desiderio Genova, Fattoria didattica, Via Canneto di San Desiderio 30, Genova.

POST 10 DI 10 – L'ILLECITO DI RECIDIVITÀ: LA ASL RITORNA E CONTESTA LA SOMMINISTRAZIONE NONOSTANTE IL BLOCCO DELLA CUCIN...
12/09/2025

POST 10 DI 10 – L'ILLECITO DI RECIDIVITÀ: LA ASL RITORNA E CONTESTA LA SOMMINISTRAZIONE NONOSTANTE IL BLOCCO DELLA CUCINA

🍝 PREMESSA - Il giorno stesso della chiusura della cucina, abbiamo chiesto agli ispettori senza giri di parole: “Come possiamo garantire il servizio alle comunioni prenotate nelle prossime domeniche senza violare le regole? Possiamo appoggiarci a un catering esterno?” La risposta da parte del Dott. Bavetta, alla presenza dell'ispettore Panza, fu netta: “Sì.” Convinti di agire correttamente, ci siamo quindi rivolti a nostri amici ristoratori, che si sono resi subito solidali e disponibili a fornirci cibo pronto da asporto.

❌ LA CONTESTAZIONE - Il 24 maggio, giorno delle comunioni, proprio l'ispettore Panza è tornato. Non per constatare che la nostra cucina fosse effettivamente ferma, ma per contestare un cavillo: la mancata notifica formale alla ASL dell'attività di catering, procedura mai menzionata quando ponemmo la domanda agli stessi ispettori. Un’omissione a questo punto voluta: ci hanno detto cosa potevamo fare, ma non come. E sono tornati pronti a colpirci proprio lì, come se la trappola fosse stata già predisposta, puniti per “recidività”, come se avessimo sfidato la chiusura cucinando di nascosto. Ma non si sono limitati a punire solo noi: hanno colpito anche chi ci ha teso la mano, trattandolo come un complice. I nostri amici ristoratori, lo stesso giorno, hanno ricevuto un’ispezione completa al loro locale. Un messaggio inequivocabile: “Non solo puniamo voi, ma puniamo anche chi vi aiuta.”

💸 LE SANZIONI - € 9.000 (ridotta a 2.100 € se pagata entro 5 giorni dalla notifica, rinunciando a contestarla) per presunta recidività.

✔️ LA REALTÀ DEI FATTI - Non abbiamo improvvisato, ma abbiamo chiesto e ottenuto un “sì” dalla stessa ASL. Ci siamo mossi in piena onestà e trasparenza, nessuna nuova prenotazione: solo la volontà di rispettare gli impegni presi mesi prima con le famiglie delle comunioni (che a pochi giorni dall'evento si sarebbero trovati in difficoltà a cercare una alternativa). Il cibo era confezionato da un soggetto esterno. Non abbiamo somministrato nulla direttamente: le famiglie si servivano da sole in modalità self-service.

💭 LA RIFLESSIONE - L’ASL dovrebbe essere un ente di controllo e prevenzione, non un apparato che colpisce per cavilli, omissioni e formalismi mai chiariti. Non chiediamo consulenze, ma direttive chiare. Perché chi lavora possa sapere come muoversi onestamente, senza il timore costante di cadere in tranelli.

❓ LA DOMANDA - È giusto colpire con tanta durezza chi, in buona fede, ha seguito le indicazioni ricevute, ma è inciampato in formalità mai spiegate? Ed è giusto punire come “complice” chi ci offre un aiuto leale e trasparente? Siamo forse di fronte a un accanimento che va oltre la semplice tutela della salute pubblica...

🐮 Per tutto il mese di Settembre siamo aperti per visitare gli animali e giocare nei nostri parchi giochi, potendo portare il pranzo al sacco da gustare nelle aree pic-nic attrezzate. Un modo semplice per contribuire a far vivere e sopravvivere questo spazio educativo unico.

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9 DI 10 – IL VERBALE DIRETTAMENTE SUI GIORNALI: LA CONDANNA MEDIATICA FIRMATA ASL3 📝 PREMESSA - Il 14 maggio ci viene no...
11/09/2025

9 DI 10 – IL VERBALE DIRETTAMENTE SUI GIORNALI: LA CONDANNA MEDIATICA FIRMATA ASL3

📝 PREMESSA - Il 14 maggio ci viene notificato il verbale con tutte le contestazioni della ASL, via PEC alle ore 16.30. Un documento che, per legge, dovrebbe restare riservato fino alla nostra presa visione e al nostro diritto al contraddittorio. E invece, già il giorno stesso, quel verbale finisce integralmente nelle redazioni dei giornali locali. 🕔 Alle 16.50 (20 minuti dopo la notifica!) il nostro legale ci avvisa di essere stato contattato da giornalisti e ci suggerisce di non rilasciare dichiarazioni. Poco dopo, tra le 18.30 e le 19.15, arrivano le prime telefonate e richieste di commento. Il giorno dopo, puntuali, escono gli articoli: Il Secolo XIX, Genova Today, Mentelocale. Una fuga di notizie vergognosa, che non ha nulla a che vedere con la tutela della salute pubblica: l’obiettivo era solo colpirci, esporci al pubblico ludibrio, rovinarci.

✔️ I FATTI - I giornali hanno infierito ulteriormente, dipingendo la nostra Fattoria come un luogo degli orrori: titoli ad effetto “chiusa per gravi carenze igienico-sanitarie”, dettagli macabri come “caracasse di pulcini sul lavandino”, amplificati per creare disgusto, descrizioni distorte che mescolano irregolarità burocratiche e ipotesi penali, facendole sembrare emergenze sanitarie. Ma ora che vi abbiamo svelato il contenuto dei verbali sapete anche voi che la realtà è ben diversa: nessuno si è mai sentito male, non c’è mai stata un’intossicazione o un problema legato al cibo le cosiddette “gravi carenze” erano in gran parte questioni formali, burocratiche o riguardanti prodotti destinati all’autoconsumo, non al pubblico. I pulcini rinvenuti, poi, erano semplicemente quelli congelati acquistati regolarmente come pasto per il gufo. Inoltre la chiusura non riguardava l’intera struttura, ma solo la cucina: tutte le altre attività (visite agli animali, picnic, percorsi didattici, gite scolastiche) potevano continuare regolarmente, eppure i giornali hanno preferito alimentare lo scandalo e non chiarire. Perché? Perché fa notizia.

❌ LE CONSEGUENZE - Quelle parole e quelle immagini hanno ferito più delle sanzioni stesse. In poche ore abbiamo ricevuto decine di telefonate e messaggi. Famiglie e scuole, spaventate, hanno cancellato gite e prenotazioni fissate da mesi. Abbiamo perso interi calendari scolastici di maggio e giugno: attività che nulla avevano a che vedere con la cucina e che potevano svolgersi senza problemi. Un danno economico enorme. Un danno di immagine irreparabile: la Fattoria marchiata come un luogo sporco e pericoloso, da evitare.

💭 LA RIFLESSIONE - La verità è che, anche pagando le multe e sistemando tutto, resta un marchio di infamia. La sanzione si paga, ma la reputazione non si ricompra.

❓ LE DOMANDE - Perché la ASL ha scelto di esporci così, passando immediatamente i verbali ai giornali? Chi aveva interesse a rovinarci al punto da colpire non solo noi, ma anche centinaia di bambini e famiglie che avrebbero vissuto la loro gita scolastica in Fattoria?

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8 DI 10 – PURE UN REATO CONTESTATO❌ LE CONTESTAZIONI - Tra le contestazioni più pesanti ci sono quelle che hanno portato...
10/09/2025

8 DI 10 – PURE UN REATO CONTESTATO

❌ LE CONTESTAZIONI - Tra le contestazioni più pesanti ci sono quelle che hanno portato addirittura a configurare un reato per illeciti di natura penale: i vasetti di marmellata senza etichetta conforme, alcuni barattoli di sugo congelato in modo non rispondente alle norme HACCP (nel pozzetto privato di Nonno Emidio) e alcuni pacchi di pasta fresca scaduta.

💸 LE SANZIONI - La sanzione comminata: Massimo previsto: 30.000 €, pagato in misura ridotta: 5.164 €

✔️ LA REALTA' DEI FATTI - 🍅 I barattoli di sugo erano nel freezer di casa del Nonno Emidio, quindi estranei all’attività rivolta ai clienti. Erano vasetti di piccola capienza, chiaramente destinati all’autoconsumo familiare. La contestazione riguardava la “mal conservazione” (mancato abbattimento), ma qui parliamo di un pozzetto domestico, non di una cucina professionale soggetta a HACCP. 🍯 Le conserve e marmellate esposte su un ripiano all’esterno non erano in vendita: non c’erano cartellini di prezzo né etichettatura commerciale. Erano lì più per tradizione e colore che per finalità di mercato. 🍝 La pasta fresca scaduta non era destinata al consumo umano, ma agli animali. Era stata volutamente messa in un frigo (proprio per mantenerla integra e distribuirla gradualmente come alimento zootecnico), non ubicato in cucina e non contente alimenti, ma solo bevande sigillate. 📝 L’unico vero errore, semmai, è stato non chiarire questa destinazione d’uso con cartelli, così da evitare equivoci. Nonostante ciò, gli ispettori hanno trattato tutto questo come se fossero prodotti destinati alla vendita, applicando la normativa più severa e contestando oltre a un illecito amministrativo (già illustrato in precedenza) anche un illecito penale.

💭 LA RIFLESSIONE - La verità è che siamo stati penalizzati più per presunzioni che per fatti concreti: siamo stati colpiti perché “avremmo potuto” gestire quei sughi, quelle conserve o quella pasta come prodotti da somministrare al pubblico, anche se così non è mai stato.

❓ LE DOMANDE - Ma è giusto sanzionare per ciò che potrebbe succedere in teoria, invece che per ciò che viene davvero riscontrato sul momento?

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7 DI 10 - “LA CUCINA SOTTO ASSEDIO” (parte 2)  ❌ LE CONTESTAZIONI: Come promesso proseguiamo oggi ad illustrarvi tutte l...
09/09/2025

7 DI 10 - “LA CUCINA SOTTO ASSEDIO” (parte 2)

❌ LE CONTESTAZIONI: Come promesso proseguiamo oggi ad illustrarvi tutte le restanti contestazioni che hanno costituito illeciti amministrativi...
🍝 ETICHETTE E ALIMENTI - E' stata contestata la presenza di pacchi di pasta scaduta, alcuna non etichettata: questa però non era evidentemente destinata ai clienti né alla vendita, ma destinata agli animali e infatti conservata al fresco (per poterla distribuire poco per volta) in un frigo apposito (dagli ispettori considerato un frigo a servizio della cucina, in mancanza di cartelli specifici, ad es. “frigo ad uso privato” o “alimento destinato ad uso zootecnico”). Hanno pure contestato l'etichettatura incompleta di alcuni vasetti congelati: si trattava di quantità per uso personale, dentro al freezer della cucina privata di Nonno Emidio ma trattati come se fossero soggetti alle regole HACCP. Hanno infine contestato l'etichettatura non conforme delle conserve e marmellate: erano barattoli solamente esposti per fare un po' di colore, senza un listino prezzi, ma trattate da loro come se fossero prodotti pronti per essere commercializzati.
👨🏻‍🍳 VESTIARIO - Nonno Emidio è stato sanzionato perché aveva la divisa da cucina di colore nero. La normativa regionale in Liguria obbliga a usare divise chiare: una regola che non esiste in nessun’altra regione d’Italia. Una particolarità locale di cui non eravamo nemmeno a conoscenza. Curioso, no? In TV vediamo chef stellati con divise nere: a loro è consentito, qui no. In più, contestata terra sulle scarpe e nell'orlo dei pantaloni. Ma nella nostra fattoria chiunque entri o esca dalla cucina per andare verso i gazebo deve attraversare il prato. Che piova o non piova, c’è sempre terra o ghiaia. È inevitabile che scarpe e orli si sporchino: è la normalità di un contesto rurale.
🌡️ FRIGHI E TEMPERATURE - Contestato che non avessimo termometri a misurazione delle temperature dei frighi. In realtà l'unico frigo ad uso del ristorante ha il suo display digitale esterno, la cella frigorifera ha un display sul motore, che segna la temperatura in tempo reale, l’unico senza termometro era il pozzetto congelatore, che avendo però un uso privato ed essendo posizionato nella cucina della residenza, non era soggetto alle norme HACCP contestate.
📖 MANUALE HACCP - Hanno contestato l'assenza del manuale HACCP che in realtà c’era, ma non fu consegnato subito: in quel momento Nonno Emidio stava cucinando per i bambini e ha pensato che avrebbe potuto produrlo successivamente. Non consegnarlo nell’immediato non vuol dire non averlo.

💸 LE SANZIONI - Verbali per oltre 26.000 €, ridotti a poco più di 6.000 €, pagando tutto entro 5 giorni. Non perché le contestazioni fossero meno gravi, ma solo perché la legge ti “premia” se paghi subito. Il reato resta identico, la cifra cambia solo per convenienza di cassa.

❓ LE DOMANDE - Non vi sembra assurdo a fronte di queste contestazioni che un giornalista possa riassumere tutto con “gravi carenze igienico-sanitarie”, facendo credere al pubblico che si trattasse di ben altri disastri? Ma di questo parleremo in un post apposito...

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6 DI 10 – “LA CUCINA SOTTO ASSEDIO” (parte 1)  🤔 Stefania ieri ci ha scritto chiedendo: “Avete parlato solo di sanzioni ...
08/09/2025

6 DI 10 – “LA CUCINA SOTTO ASSEDIO” (parte 1)

🤔 Stefania ieri ci ha scritto chiedendo: “Avete parlato solo di sanzioni inerenti agli animali, ma sulla cucina cosa vi hanno contestato? Era davvero così sporca senza l'osservanza di norme igienico-sanitarie come hanno scritto i giornali?”

🐣 PREMESSA: Le ispezioni hanno riguardato non solo la cucina della fattoria ma anche un piccolo laboratorio adiacente e persino la cucina privata nella residenza di Nonno Emidio (dove non avrebbero avuto titolo ad entrare). Proprio lì è arrivato il 90% delle contestazioni, riscontrando la carenza di norme HACCP in una cucina domestica dove queste non sono obbligatorie (quella che ha fatto più clamore è stata la presenza di "pulcini morti" definiti “carcasse abbandonate”, dettaglio tutt'altro che macabro o "sporco": sono i pulcini che compriamo congelati per il nostro gufo da una ditta specializzata negli alimenti per rapaci).

❌ LE CONTESTAZIONI: Queste le contestazioni sollevate durante l'ispezione e che costituiscono
illeciti amministrativi...
🍽️ PULIZIA DURANTE IL LAVORO - Contestata sporcizia su affettatrice, piano cottura e utensili. Peccato però che Nonno Emidio stava cucinando in presa diretta ed è logico che durante il servizio si crei sporco momentaneo. Contestare questa cosa avrebbe senso a fine servizio, non mentre si sta cucinando per 100 bambini.
🪰 MOSCHE, PORTE APERTE E ZANZARIERE - Contestata la mancanza di zanzariere, senza valutare che la fattoria non ha sale interne, i pasti vengono serviti nei gazebo esterni e quindi chi porta i piatti deve necessariamente dirigersi all’esterno, passando ininterrottamente da quei varchi (che secondo la ASL dovrebbero rimanere chiusi con zanzariere). Quante volte andrebbero aperte e chiuse durante il servizio? Assurdo, no? Contestata poi la presenza di porte aperte durante il servizio, ma gli stessi ispettori, in 16 persone, entravano e uscivano di continuo per fare foto e controlli: è logico che in quel momento fossero loro stessi la causa per cui le porte restassero aperte!
🗑️ BIDONI SENZA COPERCHIO - Presenti in cucina bidoni aperti durante l’uso, per praticità. E proprio perchè insetti non c’erano (nemmeno fuori, all'aperto, non c'era ancora abbastanza caldo), l'assenza di un coperchio non poteva costituire il pericolo di atti**re insetti in cucina.

❓ LE DOMANDE: Vi sembra un normale controllo finalizzato a tutelare davvero la salute dei clienti, o piuttosto la caccia a ogni minimo dettaglio per poter fare più verbali possibili? Ma le contestazioni, tantissime, non finiscono qui: le altre nel prossimo post!

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5 DI 10 – ACQUA, RECINTI E MANGIMI: QUANDO LA VITA AUTENTICA DI UNA FATTORIA VIENE SANZIONATA🤔 Una signora ci ha chiesto...
07/09/2025

5 DI 10 – ACQUA, RECINTI E MANGIMI: QUANDO LA VITA AUTENTICA DI UNA FATTORIA VIENE SANZIONATA

🤔 Una signora ci ha chiesto incredula: “Ma è vero che vi hanno multato perfino per gli abbeveratoi e la pulizia nei recinti?”

❌ LE CONTESTAZIONI - Acqua torbida negli abbeveratoi, presenza di feci a terra nei recinti, mancata registrazione dei mangimi somministrati.

💸 LE SANZIONI - Sanzione massima complessiva: € 13.500 (due verbali distinti). Pagata in misura ridotta: € 3.550

✔️ LA REALTÀ DEI FATTI – ⛲ Gli abbeveratoi in una fattoria didattica non sono contenitori sterili: sono vasche e secchi che gli animali sporcano continuamente, perché ci infilano il muso e a volte ci saltano persino dentro. Anche i bambini o i visitatori, senza cattiveria, finiscono spesso per buttarci dentro sassolini, erba, foglie o pezzetti di cibo. Così capita che la mattina li ricarichiamo con acqua limpida, e dopo due ore siano già torbidi. È una realtà difficile da controllare minuto per minuto, ma non per questo indice di trascuratezza. 💩 Lo stesso vale per i recinti: li puliamo tutti i giorni, ma essendo tanti e molto ampi, non è materialmente possibile pulirli tutti nello stesso momento. Si procede “a giro”, così da garantire un ciclo costante di pulizia. Significa che un recinto può rimanere per qualche ora un po’ più sporco (soprattutto in una giornata con 100 bambini da accogliere), perchè gli animali non hanno orari e punti fissi e può succedere che sporchino subito dopo che si è pulito: una situazione paragonabile, in natura, a quella di un prato dove gli animali vivono tranquillamente allo stato brado. 📝 La registrazione dei mangimi, poi, è l’esempio perfetto di burocrazia fine a sé stessa: non ci hanno contestato cosa davamo da mangiare, ma il fatto che non fosse riportato su un registro ufficiale. Eppure i mangimi sono sempre gli stessi, acquistati da fornitori autorizzati e sotto gli occhi di tutti.

💭 LA RIFLESSIONE – Qui non c’entra il benessere degli animali: stavano bene, erano nutriti e abbeverati ogni giorno. Si è trasformata la normale vita autentica di una fattoria in una colpa, confondendo la quotidianità con la negligenza. Invece di aiutarci a migliorare la gestione con prescrizioni pratiche, hanno preferito emettere verbali e cifre da capogiro.

❓ LE DOMANDE - Secondo voi è davvero giusto multare per “acqua torbida” o “recinti sporchi”, quando la vera ricchezza di una fattoria didattica è proprio la libertà che hanno gli animali di muoversi in spazi ampi potendo sporcare senza limitazioni e soprattutto la libertà che hanno i bambini di avvicinarsi fino a toccarli con mano, così vicino da poter persino buttare l'erba in un abbeveratoio? Non è forse questo contatto diretto -anche se imperfetto– che rende l’esperienza della Fattoria autentica e indimenticabile per i vostri bambini?

🐮 Per tutto il mese di Settembre siamo aperti per visitare gli animali e giocare nei nostri parchi giochi, potendo portare il pranzo al sacco da gustare nelle aree pic-nic attrezzate. Un modo semplice per contribuire a far vivere e sopravvivere questo spazio educativo unico.

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4 DI 10 – “DISORDINE NEI REGISTRI”: BOVINI, CAPRE, EQUINI E CASTRAZIONI  Ebbene sì ci hanno multato perché non avevamo i...
06/09/2025

4 DI 10 – “DISORDINE NEI REGISTRI”: BOVINI, CAPRE, EQUINI E CASTRAZIONI

Ebbene sì ci hanno multato perché non avevamo i registri degli animali aggiornati. Questa è stata una nostra pecca, dovuta soprattutto al fatto che non siamo molto portati con la burocrazia e spesso privilegiamo la gestione del quotidiano per il benessere dei nostri animali trascurando invece quelle che per noi sono noiose incombenze burocratiche.

❌ LE CONTESTAZIONI - Alcuni bovini ancora giovani non erano registrati correttamente, alcuni bovini adulti avevano perso una marca auricolare (dovrebbero essere due identiche una per ogni orecchio, ne avevano persa una), alcune capre che si erano smarrite non erano ancora state denunciate, due equini nati da poco non erano registrati e non risultava traccia sul registro elettronico dei farmaci di una castrazione effettuata.

💸 LE SANZIONI - Sanzione massima complessiva: € 12.750 (4 verbali distinti). Pagata in misura ridotta: € 2.625.

✔️ LA REALTÀ DEI FATTI - Gli animali non registrati c’erano tutti, sani e visibili a chiunque. Non si parlava di occultamento, ma di mancate comunicazioni burocratiche. Le nascite degli stessi animali erano state persino condivise pubblicamente sui nostri canali social: altro che “fantasmi”, erano motivo di orgoglio e gioia per i bambini in visita. Le capre smarrite non erano state denunciate nell’immediato soltanto perché si sperava sempre che tornassero da sole: la denuncia è stata tardiva, non omessa per dolo. La castrazione era stata eseguita regolarmente dal veterinario, ma mancava la registrazione sul registro elettronico dei farmaci solo perché l’animale, non registrato, non aveva ancora un numero identificativo. Le mucche che avevano perso uno dei due marchi auricolari erano comunque identificabili grazie a quello rimasto.

💭 RIFLESSIONE – La ASL ha trasformato la stessa tipologia di errore (registrazioni mancanti) in ben 4 verbali distinti, moltiplicando così le multe. Hanno poi tentato di giustificarsi dicendo che “non potevano fare diversamente”, perché altrimenti sarebbe stata omissione atti d’ufficio. Beh, mica vero: si sarebbe potuto imporre delle prescrizioni (che non vuol dire omettere o chiudere un occhio), senza trasformare ogni negligenza in migliaia di euro di multe. La mancata registrazione può essere pericolosa solo quando dietro c’è dolo, ad esempio una eventuale macellazione clandestina. Ma nel nostro caso gli animali erano tutti lì, vivi e in salute, facilmente verificabili con un semplice conteggio delle età e delle madri presenti (che possono partorire una seconda volta solo dopo 9 mesi di gestazione e 5 mesi di allattamento lontane dal toro): nessuno sparito, nessun rischio reale.

❓ DOMANDE - Voi cosa ne pensate? È più grave un animale senza marca auricolare o senza la registrazione oppure conta di più che sia lì, visibile, curato e in buona salute? Agli ispettori importa verificare che sia garantito il benessere animale o la burocrazia? E tra i due, quale è la mancanza più grave da sanzionare?

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3 DI 10 – SUINI: MULTE PER  REGOLE CAMBIATE IN CORSO D'OPERA 🤔 Il nostro amico Marco ci ha chiesto: “Ma perché vi hanno ...
05/09/2025

3 DI 10 – SUINI: MULTE PER
REGOLE CAMBIATE IN CORSO
D'OPERA

🤔 Il nostro amico Marco ci ha chiesto: “Ma perché vi hanno multato pure per i maiali?”

❌ LE CONTESTAZIONI - Ci hanno contestato la mancanza di piena biosicurezza per la Peste Suina Africana nei recinti dei suini (applicazione di nuove regole più stringenti di quelle già adottate nel 2022) e il fatto che gli stessi fossero registrati correttamente ma senza l'applicazione del microchip (nuovo obbligo). Hanno minacciato la soppressione dei 3 maialini sani.

💸 LE SANZIONI - Sanzione massima complessiva: € 9.500 (in 2 verbali distinti). Pagati in misura ridotta: € 1.900.

✔️ LA REALTÀ DEI FATTI - 🏘️ Solo 3 anni fa avevamo speso oltre € 5.000 per rifare le gabbie dei suini in base alle nuove normative sulla biosicurezza per la Peste Suina Africana. Gli ispettori della ASL erano venuti a controllarle, ci avevano dato l’ok e addirittura ci avevano chiesto di poterle fotografare e utilizzarle come modello per la nuova tipologia di recinti. Poi le norme devono essere cambiate recentemente e il 13 maggio ci hanno multato per non aver ottemperato a tutte le nuove norme di biosicurezza come se fosse scontato che dovessimo già conoscerle (nessuna circolare informativa da parte di ASL che dovrebbe fare informazione e prevenzione).
📝 La cosa davvero assurda è che, a posteriori, ad altri allevatori, invece, la stessa ASL ha provveduto a mandare una circolare il 21 luglio (due mesi dopo!) per comunicare le nuove norme, dando 15 giorni di tempo per adeguarsi. Quindi, prima la multa a noi, poi l’avviso agli altri.
💉 Quanto all’inserimento dei microchip nei suini, questo era stato programmato da noi già tre anni fa, all'epoca della nuova gabbia. Avevamo già appuntamento con il nostro veterinario ma la stessa ASL aveva temporaneamente sospeso il servizio di fornitura dei microchip e da allora non ci ha mai comunicato nessuno quando fosse ripreso il servizio. Risultato? Dopo anni di silenzio, ci multano per non aver eseguito la procedura.
☠️ La cosa più grave di questa vicenda è stata la minaccia per cui se non fossimo stati in grado di adeguare le gabbie e le modalità di gestione quotidiane (per ragioni strutturali, tecniche o economiche) la ASL avrebbe adottato come unica soluzione né l'affido né l'obbligo alla vendita dei tre suini ma la soppressione degli stessi, pur essendo sani e in buona salute. Un ricatto vergognoso!

💭 LA RIFLESSIONE - I suini erano sani, controllati e custoditi: nessun rischio reale. Il vero pericolo per la biosicurezza lo rappresentano, se mai, i cinghiali selvatici malati che girano liberamente, anche dentro le proprietà altrui e potrebbero entrare in contatto coi suini sani. Ma per il problema dei cinghiali la ASL non fa nulla: è più facile multare chi ha speso migliaia di euro per recintare e proteggere o sopprimere suini sani per prevenire il contagio. È come se in occasione di un'alluvione invece che arginare le cause si multasse chi non si è dotato di ombrello... Altro pericolo (secondo quanto contestato da loro nei verbali) potrebbe essere un visitatore (ad es. il veterinario privato) che si introduca nella gabbia senza proteggersi adeguatamente e sanificarsi. Ma siccome nelle nostre gabbie non c'è mai stato il bisogno di fare accedere nessun visitatore (né tantomeno è stato trovato all'interno durante l'ispezione), non avere a disposizone in un armadietto i dispositivi di protezione è solo un rischio potenziale e non reale. Un ipotesi di reato, non un reato consumato. Infine si sono fatti due pesi e due misure: per gli altri allevatori preavviso, tempo e tolleranza, per noi multe e coltellate alle spalle.

❓ LE DOMANDE - Voi cosa ne pensate? È normale che una azienda agricola che era stata presa come modello sul tema della biosicurezza, diventi, due anni dopo, solo da punire? È normale proporre la soppressione di animali sani come unica alternativa alla creazione di un bunker antiatomico per custodirli in sicurezza? Non è un ricatto o una velata minaccia che ti obbliga ad adeguarti e ti**re fuori altri soldi?

🐮 Per tutto il mese di Settembre siamo aperti per visitare gli animali e giocare nei nostri parchi giochi, potendo portare il pranzo al sacco da gustare nelle aree pic-nic attrezzate. Un modo semplice per contribuire a far vivere e sopravvivere questo spazio educativo unico.

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2 DI 10 – ANIMALI “MAGRI” E  MUTA DEL PELO: LA MULTA PIÙ UMILIANTE 🤔 Un nostro follower ci ha chiesto sbalordito: “Ma è ...
04/09/2025

2 DI 10 – ANIMALI “MAGRI” E
MUTA DEL PELO: LA MULTA PIÙ
UMILIANTE

🤔 Un nostro follower ci ha chiesto sbalordito: “Ma è vero che vi hanno denunciato per malnutrizione e maltrattamento degli animali?” Ebbene sì, l'ispezione della ASL è partita proprio da una denuncia. Chi ha denunciato con queste motovazioni probabilmente è stato suggestionato dal fatto che alcuni animali –a maggio in piena muta del pelo– potevano sembrare meno in forma agli occhi di chi li guardava da fuori.

❌ LE CONTESTAZIONI - Alcuni animali (capre, pony e asini) in fase di muta del pelo sono stati giudicati “troppo magri”.

💸 LE SANZIONI - Sanzione massima complessiva: € 2.250. Pagata in misura ridotta: € 525.

✔️ LA REALTÀ DEI FATTI - Alcuni animali erano in effetti più magri soprattutto le femmine (il toro invece era al massimo del suo splendore), ma per un motivo naturale e fisiologico: stavano ancora allattando i loro piccoli.
🍼 Arriva infatti il momento in cui i piccoli, ormai cresciuti, richiedono più latte di quanto la madre riesca a produrne, lei perde condizione e a quel punto bisogna staccare il piccolo: nei primi giorni di Maggio eravamo in quella fase.
🐎 La caduta del pelo, poi, è un fenomeno naturale che, nella fase di muta, si manifesta "a chiazze" e che rende gli animali “brutti a vedersi” per qualche settimana, senza che questo significhi cattiva salute. I nostri animali, potendo scegliere liberamente perché per principio non li mettiamo alla catena, pur avendo a disposizione le loro stalle per il ricovero, preferiscono di loro iniziativa stare all'aperto, anche d'inverno. Per proteggersi dal freddo, producono spontaneamente un manto lungo e fitto che li rende visivamente più prestanti rispetto a quando hanno il pelo corto. D'altronde anche il vostro barboncino, dopo la tosatura, alla vista appare pelle e ossa rispetto a prima.
💉 Comunque durante il controllo è stata poi consigliata l'applicazione di un antiparassitario, cosa che abbiamo fatto nei giorni seguenti. Nell'ispezione successiva (dopo solo 15 giorni) gli animali sono stati dichiarati in perfetta forma. In realtà questo breve lasso di tempo dimostra, se mai, l’assurdità della denuncia ricevuta: se effettivamente sono stati in grado di migliorare così rapidamente, significa che, nei fatti, non partissero certo da una reale condizione di malnutrizione o maltrattamento.

💭 LA RIFLESSIONE – Qui non si parla di animali trascurati: si parla di fenomeni fisiologici (allattamento prolungato, naturale cambio di pelo) trasformati in verbali. Il benessere reale degli animali era intatto: sani, seguiti e accuditi. La multa avvalora l'impressione visiva di un incompetente visitatore che ci ha denunciati, senza riscontrare né verbalizzare una reale situazione di rischio o sofferenza. Chiunque tra i nostri visitatori abbia visto gli stessi animali nei giorni precedenti e successivi alla suddetta ispezione può confermare e testimoniare il loro ottimo stato di salute e di detenzione. Non parliamo di opinioni soggettive ma di cose visibili alla luce del sole anche dai più inesperti...

❓ LE DOMANDE - Secondo voi è giusto che un visitatore, avendo dubbi e obiezioni circa la conduzione dei nostri animali, invece di chiedere immediate spiegazioni in Fattoria, si preoccupi invece di fare nei giorni successivi una segnalazione alla ASL? Il delatore aveva davvero a cuore l'immediato benessere di quegli animali o puntava di più a danneggiare gli esseri umani che se ne prendono cura?

🐮 Per tutto il mese di Settembre siamo aperti per visitare gli animali e giocare nei nostri parchi giochi, potendo portare il pranzo al sacco da gustare nelle aree pic-nic attrezzate. Un modo semplice per contribuire a far vivere e sopravvivere questo spazio educativo unico.

🏃🏻Cosa aspetti a prenotare? Ti aspettiamo...

Indirizzo

Via Canneto Di San Desiderio 30
Genova
16133

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